NUOVA ENERGIA

La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente. (John Stuart Mill)

lunedì 24 giugno 2013

ANTEPRIMA NUOVA ENERGIA N. 108







IN QUESTO NUMERO:



RIVOLUZIONE EVOLUTIVA

Di Antonella Randazzo



In Europa sempre più persone vivono con l’ansia della “crisi” e dei “mercati”. Ma sul nostro pianeta c’è anche un’altra Storia, quella dei paesi in via di “rivoluzione evolutiva”.
Qualcuno si è chiesto quale paese oggi può essere considerato il più evoluto. In questo articolo proveremo a considerare i criteri che dovrebbero indicare l’evoluzione politica, culturale, sociale ed economica di un paese, e in quali paesi questi criteri vengono applicati.
In un paese evoluto la politica rispecchia le scelte del popolo, e l’economia ha come criterio di base il benessere di tutti e una vita dignitosa per tutti. Per vita dignitosa si intende il vivere senza avere l’ansia di arrivare a fine mese, e il poter avere una qualità della vita accettabile, potendo godere di tempo da dedicare alla famiglia, agli hobby o semplicemente a se stessi.
Dunque, un paese evoluto è un paese in cui tutti i cittadini hanno un reddito adeguato. Non sono sfruttati e non sono vessati da una propaganda che incute ansia e paura.
Qual è questo paese?... (continua)



LA CORRENTE

Di Antonella Randazzo



Qualcuno ha detto: “Se segui la corrente non ti accorgi di essere schiavo”. Infatti, molti si accorgono di non vivere in una democrazia quando chiedono diritti che in una democrazia non potrebbero non essere garantiti. Si accorgono di essere schiavi quando vogliono allentare le catene, o quando cercano di percorrere un sentiero che li porta lontani dai limiti che la realtà esterna ha imposto loro...(continua)



AUSTERITY PAPALE


Come tutti sanno, è stato eletto un nuovo papa dopo le dimissioni di Benedetto XVI. A nostro avviso, la questione del cambio di papa va collegata, oltrechè a questioni di potere trattate in precedenza, all’esigenza, sentita a partire dall’elezione di papa Luciani, di far crollare o ridimensionare il potere finanziario dello Ior.
Come qualcuno ricorda, già nel 1978, il cardinale Giovanni Benelli spiegò ad alcuni cardinali, fra i quali lo stesso Luciani, che il nuovo papa avrebbe dovuto affrontare necessariamente la questione di potere economico e finanziario della Chiesa... (continua)




FISICA ED ECONOMIA: SE TUTTO È ENERGIA, ESISTE L’ABBONDANZA?
(Sesta Parte - Povertà e potere)


Lo studioso Wilhelm Reich scrisse che “la repressione sessuale è a supporto della Chiesa, che ha radici molto profonde nelle masse sfruttate, in termini di ansie sessuali e senso di colpa. Ciò provoca timidezza nei confronti dell’autorità e vincola i bambini ai loro genitori... (continua)





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L’ARTE DEL CAMBIAMENTO. Il Senso della Vita nel Motore della Crescita




Antonella Randazzo

L’ARTE DEL CAMBIAMENTO
Il Senso della Vita nel Motore della Crescita


Ediz. Espavo - Pagg. 492
attualmente disponibile in versione e-book ad euro 19,90.

Cos’hanno in comune i maggiori neurobiologi delle università americane e i monaci tibetani?
Al di là degli esperimenti di Pavlov, quali sono le basi organiche su cui poggia il condizionamento?
E’ possibile conciliare il sapere antico fondato sull’intuito con le più importanti scoperte della Fisica?
Fino a che punto l’essere umano può avere il controllo del suo corpo e degli eventi?
Quali sono i paradigmi impliciti della nostra cultura?
Perché alcune persone rimangono prigioniere dei loro problemi?
Cosa significa far maturare le emozioni?

Queste sono soltanto alcune delle tante domande che il libro pone e a cui fornisce risposte, scandagliando le più importanti e autorevoli fonti, occidentali e non occidentali.

Sul cambiamento, finora, erano stati scritti più che altro “manuali” di stampo anglosassone, che talvolta promettevano facili risultati. Questo libro non è un “manuale del cambiamento”, ma di certo può permettere a chiunque di mettere a punto un “progetto”, che non può non essere unico e personale, come unico è ogni essere umano.
Il libro chiarisce e integra i maggiori sistemi e le più innovative conoscenze su come gli esseri umani possono avere padronanza della loro esistenza, in ogni aspetto, realizzando il desiderio di benessere psico-fisico.
Utilizzando una ricchissima bibliografia, l’opera scandaglia l’argomento, non trascurando gli aspetti più pratici e concreti.
In una realtà ancora dominata dall’idea di competizione a tutti i costi, questo libro suggerisce che la vera forza è quella che possiamo avere su noi stessi, è la capacità di plasmare l’esistenza secondo i propri desideri. Scriveva Laozi: “Chi vince gli altri è forte. Ma chi vince se stesso è potente”.

Come disse Aristotele, la vita è movimento, e nulla è mai statico. Il problema è quello di poter orientare il corso della vita, favorendo ciò che si desidera.
Questo libro fa emergere che cambiare può diventare una sfida. Una piacevole sfida.

Da quando ho creato il mio blog, parecchie persone mi hanno scritto chiedendomi: “Abbiamo capito cos’è realmente il sistema in cui stiamo vivendo, ma cosa possiamo fare adesso?”
Quest’opera nasce anche per fornire risposte a questa domanda, facendo capire che nessuno di noi è impotente di fronte alla vita.



INDICE

INTRODUZIONE.................................................................7

CAPITOLO I - COSA SI PUO’ CAMBIARE? ……..............15
Par. I. 1 - Presente e Futuro
Par. I. 2 - I Fattori del cambiamento
Par. I. 3 - Vecchi e nuovi Paradigmi
Par. I. 4 - Le “Trappole” che avversano il cambiamento
Par. I. 5 - Il Metodo Hoffman
Par. I. 6 - La Realtà Emozionale
Par. I. 7 - Le Tendenze Passivizzanti e il condizionamento esterno
Par. I. 8 – Il senso di impotenza indotto
Par. I. 9 - La Sindrome di Achille
Par. I. 10 - La Sindrome di Giulietta e Romeo
Par. I. 11 – La Resilienza
Par. I. 12 – La Meditazione
Par. I. 13 – Mindfulness
Par. I. 14 – Sonno e Sogni
Par. I. 15 – Tecniche creative di decisione

CAPITOLO II - MENTE E MATERIA.........................................217
Par. II. 1 - Epigenetica e cambiamento
Par. II. 2 - La Sessualità
Par. II. 3 - Il Denaro e l’Abbondanza
Par. II. 4 – Sistemi non sostenibili
Par. II. 5 – Il potere del sorriso

CAPITOLO III – AL DI LÀ DELL’EVIDENTE ..…...................321
Par. III. 1 – Conoscenza e Consapevolezza
Par. III. 2 – Campo ed Energia
Par. III. 3 – Le Leggi Universali
Par. III. 4 – La Teoria di Kaluza-Klein
Par. III. 5 – I Sigilli
Par. III. 6 – L’uomo e la rappresentazione del divino


APPENDICE.........................................................................449

BIBLIOGRAFIA......................................................................477




INTRODUZIONE

Viviamo in un mondo in cui tutto sembra cambiare in modo repentino, ma allo stesso tempo talvolta ci sembra che nulla cambi. Lo sviluppo tecnologico, la creazione di Internet, i mutamenti ambientali, le tante rivolte popolari per un nuovo assetto politico, ci danno l’impressione che le cose nei nostri tempi vadano più veloci che mai.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla creazione della “cultura informatica” e al progresso delle tecnologie in molti settori. Sono nate le biotecnologie, e la nostra stessa vita si è modificata in ordine all’uso di nuovi oggetti tecnologici, come il telefonino.
Ma il mondo è cambiato davvero? Gli esseri umani sono davvero più felici che in passato, come è stato promesso dai fautori del progresso scientifico e tecnologico?
Se ci è chiara l’esistenza dell’”evoluzione”, che presiede il cambiamento, meno chiaro appare “come” questa evoluzione dovrebbe avvenire, considerando che proprio nell’epoca del sensazionalismo che accompagna ogni “progresso” tecnologico, il mondo appare assai più problematico che in passato.
Ma cos’è davvero il cambiamento? E quali sono i fattori che lo determinano?
In alcuni, la parola “cambiamento” suscita reazioni ambivalenti: da un lato il cambiare è percepito come qualcosa di positivo, perché ogni cosa che si rinnova e cambia dà una sensazione piacevole; dall’altro lato parlare di cambiamento fa sentire inadeguati, e ci si può chiedere: “Perché dovrei cambiare? c’è qualcosa che non va in me?”
Si ignora che nella realtà tutto è in movimento. Tenere fermo ciò che si muove non si può, quello che si può fare è scegliere la direzione del cambiamento.
La vita cambia comunque: i cambiamenti possiamo vederli nel nostro corpo, nella nostra mente, nelle esperienze che viviamo e nella nostra sensibilità. La vita è cambiamento, il problema è quello di fare in modo che il cambiamento avvenga come noi lo desideriamo, che produca benessere psico-fisico, e un maggiore stato di soddisfazione.
Cambiare può piacere e spaventare al tempo stesso. Tutti noi abbiamo vissuto momenti in cui ci rendevamo conto che occorreva fare altro, cambiare qualcosa. Ma emergevano dubbi, paure e incertezze. Ci si chiedeva cosa può accadere, o se si è in grado di cambiare in meglio. Il presente ci sorregge nelle sue certezze, e affrontare una situazione nuova e incerta produce paura. Ma, soprattutto, richiede un lavoro su se stessi, per capire cosa si vuole, quali risorse si hanno e come raggiungere quello che si desidera.
Fa parte del sistema attuale l’instillare negli individui la tendenza a guardare all’esterno, cercando quello che si vorrebbe che il mondo fosse. Ma se tutti si aspettano dagli altri il cambiamento che vorrebbero, nessuno opera per migliorare la realtà. La soluzione è quella di osservare la propria vita piuttosto che quella degli altri, cercando dentro noi stessi i semi della crescita e del cambiamento che si vorrebbe. Come disse Gandhi, “Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo”.
Alcune persone vorrebbero cambiare il mondo, ma senza cambiare se stesse. Altre vorrebbero cambiare le altre persone, come se soltanto gli altri avessero bisogno di cambiare. La verità è che gli individui non hanno il potere di cambiare gli altri, e nemmeno il mondo intero, ma hanno il potere di cambiare se stessi. Un potere che non tutti utilizzano, perché cambiare non è facile, anche se è possibile per ogni persona.
Nella cultura anglosassone sono stati scritti molti libri, alcuni con la forma espositiva del manuale d'uso, che promettevano cambiamenti miracolosi in pochi giorni. Ma i lettori ben presto capivano che per cambiare non basta la lettura di un libro. Non esiste il “manuale del cambiamento”, poiché il cambiamento è sempre qualcosa di personale, che dipende da tanti fattori: dalla motivazione, dalla strada scelta, dalle esperienze, dall’impegno che si è disposti a mettere, ecc. Dipende soprattutto da elementi che stanno dentro di noi, e per riuscire occorre attivarsi non soltanto nella mente ma anche nel cuore. Il cambiamento può presentarsi anche nella forma dell’inaspettato, della sorpresa o dello stupore. Come scrisse Thomas Moore, “Che senso ha vivere una vita priva di stupore?”.
Questo libro nasce dall’intento di comprendere quali sono i fattori essenziali che rendono possibile il cambiamento, nella considerazione che non esiste un unico metodo di cambiamento valido per tutti, esistono molte possibilità di scelta, e ogni persona può seguire la strada più adatta al suo caso. E’ necessario avere una visione personale di cosa è il cambiamento e di come superare gli ostacoli e giungere al risultato voluto. Per avere una visione personale del cambiamento occorre scoprire se stessi: i propri talenti, attitudini, interessi e desideri. Conoscendo se stessi, si può anche capire quali sono gli ostacoli che si presenteranno, e come superarli.
L'opera argomenta e chiarisce contenuti utili e interessanti, elaborati da studiosi di alto livello in molti settori: Psicologia, Neurobiologia, Filosofia, Spiritualismo, Sociologia, Antropologia, Fisica quantistica, ecc.
Nessun libro può fare da “guida” a qualcuno, e nessun libro cambia la vita. La vita è cambiata dalla stessa vita, che è come un fiume che scorre anche quando non sembra. Tuttavia, talvolta sono alcune fonti ad accendere una luce necessaria a riportarci a noi stessi. Può essere una frase, una musica, un’opera d’arte o un libro.
Scriveva Hermann Hesse : “La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso... trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore”.
C’è una parte in ogni persona che desidera essere appagata, felice, desidera la “realizzazione del sé”; ci sono parecchi bisogni e desideri che, se soddisfatti o attuati, rendono l’esistenza più soddisfacente e gioiosa. Ma i cambiamenti positivi ed efficaci sono quelli fatti con consapevolezza, ovvero comprendendo la propria personalità, la propria sensibilità e quello che realmente si vuole.
Per cambiare occorre vedersi per quello che si è, ovvero rinunciare alle idealizzazioni di sé che molte persone hanno creato nella loro mente. Inoltre, occorre affrontare momenti di sofferenza, poiché far maturare la propria vita emotiva significa affrontarne i lati che ci rendono più fragili o che sfuggono al nostro controllo. Cambiare esige onestà verso se stessi, e la capacità di vedere quegli aspetti della propria esistenza che producono quello che non si vuole. Vedendo con onestà e chiarezza la propria realtà del presente, si può chiarire anche cosa si vorrebbe e come lo si può realizzare.
Questo libro presenta le tante strade possibili per realizzare cambiamenti, elaborate da persone che hanno vissuto in armonia con i loro principi e hanno realizzato ciò che hanno pianificato, disponendo dell’impegno necessario per farlo. Si tratta di persone di vario tipo, con formazioni diverse, diverse nazionalità, diversi periodi storici e diverse sensibilità e preparazione.
Anche se il percorso che porta al cambiamento è personale, si può imparare dall’esperienza altrui e attingere a quelle conoscenze sul mondo o sull’uomo che permettono di ampliare gli orizzonti, potendo scegliere la migliore strada possibile per se stessi.
Secondo gli studiosi Jeffrey E. Young e Janet S. Klosko, per ogni persona, esistono “trappole” che impediscono di cambiare e di avere un’esistenza migliore. Riconoscere queste trappole fa parte del percorso di consapevolezza, un percorso che certamente non è privo di sofferenza e di difficoltà.
Assumendo la padronanza della propria esistenza, si vivono momenti in cui non ci si sente più come prima. Qualcosa è cambiato, e ci si sente più liberi, come “risvegliati”. Da questi momenti si comprende che la vita è come un viaggio, in cui la destinazione è importante, ma anche il viaggio stesso. Ogni tappa, ogni momento può essere importante e significativo.
Cambiare è difficile, ma i cambiamenti positivi alzano la qualità della vita, rendono le persone più serene, soddisfatte e gioiose. Non si può mai esagerare l’importanza che ha la capacità di cogliere le sfide della vita sapendo cambiare in meglio la propria esistenza. Il filosofo e saggista Ralph Waldo Emerson diceva che “non nelle sue mete, ma nei suoi cambiamenti l’uomo è grande”.
Il libro chiarisce i possibili ostacoli al cambiamento, interni ed esterni, e come superarli. Inoltre, pur considerando le teorie scientifiche più innovative, non trascura i sistemi conoscitivi orientali sull’uomo e sulla realtà.
Qualcuno ha detto che cambiare significa sopravvivere alla propria morte, ovvero essere capaci di “morire” e rinascere.
Non crediamo che l’essere umano possa essere definito in modo perentorio “buono” o “cattivo”, ma che egli sia frutto delle sue credenze, delle sue convinzioni e conseguenti scelte. In ogni persona è presente una certa quantità di distruttività (auto ed etero), cattiveria e ottusità, come c’è anche la bontà, l’intelligenza e la creatività. Le scelte degli individui avvantaggiano alcuni modi di essere sugli altri, e li rafforzano.
Tutte le persone dicono di cercare innanzitutto la felicità, ma la felicità non può trovata in un’esistenza stagnante, vissuta con la paura del cambiamento. Se la vita è movimento, la felicità può esser trovata soltanto attraverso il cambiamento.
Di certo ogni persona possiede il libero arbitrio e può scegliere cosa sviluppare e cosa indebolire tra le sue attitudini e potenzialità. L’uomo è responsabile di sé stesso. Egli può essere assai più responsabile e attivo di quello che comunemente si crede.
Scopo di questo libro è anche quello di provare quanta forza ci può essere negli esseri umani, quando si trovano in momenti di transizione, di caos, o quando quello in cui credevano sembra essersi infranto, e decidono di affrontare il territorio dell’insicurezza e del dubbio che costella il cambiamento.
Cambiare significa vedere con occhi nuovi il presente, e capire che qualcosa può essere trasformato, che quello che prima appariva “giusto” ora non appare più tale. Quello che prima sembrava immodificabile oggi appare da sostituire con qualcos’altro, che attiri la nostra anima e restituisca nuovo entusiasmo. Ma in tutto questo c’è sempre un margine di imprevedibilità, c’è qualcosa che può sfuggire alla pianificazione. Il percorso della vita non è sempre inscritto in ferree logiche o percorsi chiari e definiti. Come scrisse lo scrittore e regista Tom Stoppard, “Questo mi rende felice: trovarmi di nuovo all’inizio, non sapere quasi nulla… Non siamo neppure in grado di prevedere la prossima goccia da un rubinetto che perde, se il ritmo è irregolare. Ogni goccia prepara le condizioni per la successiva, la minima variazione annulla ogni previsione… Quando tutto ciò che sappiamo è sbagliato, quello è il momento migliore per essere vivi”.(1)
Cambiare può essere dunque considerato una sfida, la sfida più importante della vita.
Il cambiamento è stato associato al concetto di “evoluzione”, che nella cultura occidentale ha dato vita ad un’ideologia, l’Evoluzionismo, che addirittura sta alla base di una scienza importante come la Biologia. Nella nostra cultura si parla di “evoluzione tecnologica”, “evoluzione sociale”, ecc., ad intendere che l’evoluzione umana può avere aspetti “concreti” che tutti possono verificare.
C’è chi ha riposto la sua fiducia nei progressi tecnologici, pensando che il cambiamento non possa esistere senza la possibilità di migliorare le condizioni materiali e di lavoro.
Ma occorre anche dire che viviamo in un mondo in cui le opportunità di miglioramenti prodotti dalla tecnologia riguardano soltanto una minima parte di persone (ad esempio, oggi soltanto circa il 10% della popolazione mondiale ha accesso ad Internet), e che non sempre l’innovazione tecnologica coincide con un vero progresso culturale e sociale.
I cambiamenti non possono essere collegati soltanto alle innovazioni tecnologiche, ma dipendono soprattutto da noi stessi.
La tecnologia appare essere insufficiente a produrre quei miglioramenti nel mondo che consentirebbero a tutti di poter attingere alle stesse opportunità materiali e culturali.
Ad esempio, possiamo chiederci: “La tecnologia ci aiuta davvero a comunicare di più o meglio? La maggiore informazione che possiamo attingere attraverso di essa è davvero utile e di qualità? E’ necessaria al nostro cambiamento?
Molti autori hanno messo in evidenza gli aspetti negativi della tecnologia. Ad esempio, molto si è detto della passivizzazione indotta dalla Tv, dal condizionamento negativo dei tanti programmi-spazzatura, o delle tante mistificazioni mediatiche. A che servirebbe un canale informativo in cui le informazioni sono distorte oppure inutili?
Diversi autori hanno messo in evidenza che anche le informazioni reperibili su Internet, risentono della selezione e della disponibilità di accesso. Esistono criteri preselezionati di approvvigionamento dell'informazione, che possono derivare da metodi informatici o da “gatekeeper non istituzionali (attraverso il passaparola e le comunità)” .(2)
Secondo diversi studi, la rete Internet risulta essere, come la Tv, un canale di passivizzazione e controllo, attuati in modo assai più sottile e nascosto rispetto agli altri mass media. Un “grande fratello” invisibile, che assorbe le nostre energie e trasforma l'esistenza in “merce... diventiamo, così, consumatori della nostra vita”.(3)
Dunque, non soltanto la tecnologia non può garantire alcun cambiamento in meglio della vita delle persone, ma può addirittura presentare rischi e problemi, e dovrebbe essere utilizzata con intelligenza, cercando ciò che serve, leggendo le informazioni che non vengono date altrove, e contrastandone consapevolmente gli effetti negativi.
Il problema consiste nell’elaborare un adeguato concetto di “evoluzione”, che sia libero dalla propaganda, e conoscere i falsi canali “evolutivi”, derivanti da alcune caratteristiche del sistema attuale, che non sempre potenzia gli aspetti che favoriscono il cambiamento.
Cambiare in meglio è possibile quando le persone riescono a far propria la condizione psicologica atta a sfidare vecchi paradigmi o una vecchia concezione del mondo per intraprendere un nuovo cammino.
Questo libro considera molti punti di vista, esperienze e testimonianze, in molti settori dello scibile. Si considerano anche esperienze che coinvolgono tutte le potenzialità umane, e non soltanto l’intelletto. Saranno chiarite le esperienze di diversi studiosi di neuroscienze, psicologia, teologia, spiritualità e meditazione.
Cambiare significa dunque seguire la “vita”, comprendendo quali sono le risorse e le capacità degli individui di seguire il percorso “naturale” dell’esistenza.
A volte cambiare può richiedere soltanto “l’assecondare il flusso della vita” perché la vita stessa è sempre in movimento. Occorre dunque soltanto essere “flessibili”, sapersi adattare al nuovo.
Occorre avere molta fiducia in se stessi, alzare l’autostima, e avere coscienza delle proprie paure. Occorre anche sapersi apprezzare e congratularsi per i propri meriti e i successi raggiunti quando si realizza un cambiamento voluto.
In questo libro troverete le più importanti teorie su come gli esseri umani possono uscire dai drammi esistenziali, per creare una realtà migliore e più gioiosa.
Secondo le teorie e i metodi considerati, la felicità personale non dipende tanto dalle condizioni esterne o dalle problematiche che si presentano, ma dall’atteggiamento che l’individuo assume verso queste problematiche.
Il successo spesso arriva non tanto per la facilità del percorso ma per la tenacia e la forza con cui viene affrontato.
Le stesse circostanze esterne possono essere considerate parte del “cambiamento”, nella misura in cui concorrono a sviluppare i talenti naturali del soggetto, e propongono situazioni che rafforzano il carattere e l’intento di vedere l’esistenza come un percorso sempre diverso e una sfida alla staticità.
La paura di non farcela, l’insicurezza e l’ansia sono i principali nemici del cambiamento. Nella nostra cultura non ci sono molti insegnamenti a tal proposito, e nessuno di noi a scuola ha appreso come superare le paure e l’ansia. Come osserva Carnegie:
“Col passare degli anni mi sono reso conto che l’ansia era uno dei problemi più gravi che gli adulti dovevano affrontare… Andai nella grande biblioteca pubblica fra la Quinta Avenue e la Quarantaduesima Strada e scoprii con stupore che aveva in catalogo solo ventidue libri sotto la voce ansia. Notai anche, divertito, che aveva ottantanove volumi sotto la voce vermi. I libri sui vermi superavano di quasi nove volte i libri sull’ansia. Sbalorditivo, non vi pare? Dato che l’ansia è il più grave problema che l’umanità deve affrontare, non vi sembra logico, vi chiedo, che ogni scuola secondaria e ogni università del paese tengano un corso sui metodi per debellare l’ansia? Eppure, se esiste anche un solo corso del genere nell’intero paese, io non ne ho mai avuto notizia”.(4)
Ogni cambiamento si verifica mediante la conoscenza e l'esperienza pratica; in questa pubblicazione, è possibile trovare, oltre alle teorie, anche indicazioni pratiche che si possono utilizzare per raggiungere il cambiamento voluto.
Ovviamente, non si ha la pretesa di essere esaustivi, data la complessità e la vastità dell’argomento. Ma di certo si punta ad offrire una griglia di possibilità che esula da luoghi comuni o da paradigmi dovuti a secolari sistemi religiosi o culturali. L’obiettivo principale è quello di stimolare risposte non comuni, dovute ad una vera capacità di riflettere sulle risorse che la vita offre. Questo libro presenta tutte le migliori proposte e teorie sul cambiamento, offrendo anche esempi pratici di piani di crescita e di cambiamento, considerando esperienze realmente vissute.
L’opera presenta una panoramica eclettica delle conoscenze che sono viste come essenziali per creare un piano di “crescita” personale. La prima parte si occupa delle conoscenze psicologiche e sociologiche sull’argomento, la seconda degli aspetti più quotidiani e “concreti”, e la terza delle conoscenze acquisite tramite l’Antropologia, la Fisica quantistica, la teologia e gli antichi sistemi di conoscenza dell’uomo e della realtà.

L’uomo è una creatura duttile, dotata di capacità straordinarie, che gli possono permettere di cambiare. Osserva lo scrittore Stephen Covey: “Grazie alle nostre facoltà squisitamente umane, possiamo scrivere a nostro beneficio nuovi programmi totalmente indipendenti dai nostri istinti e dall’addestramento da noi ricevuto… Alcune nostre facoltà ci elevano al di sopra del mondo animale. La misura in cui esercitiamo e sviluppiamo queste doti ci mette in condizioni di realizzare il nostro potenziale umano. Fra stimolo e risposta risiede il nostro potere più grande: la libertà di scegliere”.(5)


NOTE

1) Stoppard Tom, "Arcadia", Faber, London 1993, pp. 47-48.
2) Mandelli Andreina, "Il mondo in rete", Egea, Milano 2000, p. 193.
3) Slouka Mark, "War of the Worlds: Cyberspace and the High-Tech Assault on Reality", Basic Books, New York 1995.
4) Carnegie Dale, "Scopri il leader che è in te", Bompiani, Milano 1997, p. 206.
5) Covey Stephen R., "I sette pilastri del successo", Bompiani, Milano 1997, pp. 85-86.



ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO

- Cos’è il Cambiamento e quali sono i fattori che lo rendono possibile.
- Quali sono gli ostacoli che avversano il Cambiamento.
- Rapporto fra Cervello e Mente.
- Rapporto fra Materia e Mente.
- Cosa sono le Emozioni.
- Come si producono gli stati mentali distruttivi e costruttivi.
- Cos’è la Meditazione e quali effetti può produrre.
- Conoscenze della Neurobiologia sul cambiamento.
- Conoscenze della Fisica sul cambiamento.
- Epigenetica e Cambiamento.
- Esperimenti sulle potenzialità del cervello.
- Rappresentazione del divino e cambiamento.
- Sistemi obsoleti e vecchi paradigmi.
- Significato della Sessualità all’interno del percorso evolutivo.
- Energia e Abbondanza negli studi di Chimica e Fisica.
- Concetto fisico di multidimensionalità.
- Sistemi insostenibili ed involutivi.
- Importanza della Mindfulness.
- Le basi organiche del condizionamento.
Il libro è corredato da immagini e da materiali antologici in Appendice.


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OLTRE L’ERA DELL’INGANNO Verità impietose sulle truffe che soggiogano i popoli




Il Premio Nobel Harold Pinter disse: “Ciò che ci circonda è un grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo”.
Negli ultimi anni, sempre più persone si stanno accorgendo dell’esistenza di questo “arazzo di menzogne”. Schiere di politici, giornalisti e pseudo-intellettuali, non bastano più a proteggere “l’arazzo”. Truffe e menzogne stanno emergendo, e da ciò deriva una maggiore consapevolezza.
Il libro “Oltre l’era dell’inganno” ha come obiettivo principale quello di fare il punto sulla consapevolezza raggiunta in tutti i settori importanti dell’esistenza umana: Scienza, Storia, Economia, Finanza, cultura e comunicazione.
Si deve fare il punto di ciò che è stato per andare oltre, per vedere cosa ci si propone per il futuro.
Con un alto livello di consapevolezza si può scegliere di abbracciare una realtà migliore, comprendendo che assumersi la responsabilità della propria esistenza significa indebolire chi della deresponsabilizzazione personale ha fatto la base del suo potere.
Questo libro analizza molti aspetti nei quali la nostra cultura non appare libera, e coloro che vogliono mantenere lo "status quo" hanno bisogno di ingannare per continuare ad esercitare potere.
Lungi dall’essere individui impotenti e passivi come l’attuale sistema ci vorrebbe, si può abbracciare una visione della realtà che vede noi stessi come gli artefici della nostra esistenza, capaci di concepire e creare un’esistenza migliore.
La sfida è quella di concepire sistemi alternativi, per creare un mondo in cui prevalga la pace, e i governi siano guidati da persone oneste e sagge. Dove ci sia un’equa distribuzione delle risorse e dove la giusta informazione sostituisca la menzogna e l’inganno, che finora hanno controllato le nostre vite.





INDICE


INTRODUZIONE...........................................................................5


CAPITOLO I - GLI INGANNI MEDIATICI.....................................11
Par. I. 1 - I canali mediatici informativi
Par. I. 2 - La televisione e il cinema
Par. I. 3 - I condizionamenti mediatici diretti ai più giovani
Par. I. 4 - La rete Internet
Par. I. 5 - Comunicazione sociale e propaganda
Par. I. 6 -Il condizionamento e la Programmazione Neuro Linguistica.
Par. I. 7 - Altri metodi di controllo


CAPITOLO II - IL SISTEMA POLITICO.......................................179
Par II. 1 - Partiti, Sindacati e lavoratori


CAPITOLO III - LE MISTIFICAZIONI STORICHE ...................................................................................................223


CAPITOLO IV - ERRORI E INGANNI DELLE SCIENZE UFFICIALI...................................................................................256
Par. IV. 1 - Cos’è che garantisce la conoscenza scientifica?
Par. IV. 2 - La questione del metodo
Par. IV. 3 - Gli scienziati babbei
Par. IV. 4 - La Fisica Quantistica
Par. IV. 5 - Il Big Bang e la fisica delle molte dimensioni
Par. IV. 6 - La Farmacologia
Par. IV. 7 - Medicina e cure alternative
Par. IV. 8 - I crimini della Psichiatria
Par. IV. 9 - La scienza dogmatica e le stranezze
Par. IV. 10 - La Patafisica: il rifiuto creativo della Scienza ufficiale

CAPITOLO V -LE TRUFFE DEL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO.........................................................................430
Par. V. 1 - Il falso capitalismo
Par. V. 2 - Le corporation transnazionali
Par. V. 3 - Il sistema finanziario e il Signoraggio
Par. V. 4 - Controllo dell'economia e Borsa
Par. V. 5 - Mercato monetario e Borsa
Par. V. 6 - Banche occidentali e banca islamica
Par. V. 7 - Proposte per nuovi sistemi finanziari

BIBLIOGRAFIA.....................................................................566





INTRODUZIONE


Quando veniamo al mondo troviamo una realtà già costituita nei minimi dettagli: apprendiamo come vestirci, cosa mangiare, come salutare, come relazionarci agli altri, ecc. Crescendo, non ci accorgiamo neppure che dall'esterno ci giunge una serie di imposizioni su una quantità enorme di comportamenti. Ci adattiamo a tutti gli aspetti formali della realtà, e ad essi conformiamo la nostra mente.
Alcune convenzioni semplificano la vita, e tanto maggiore è la loro uniformità, tanto minore sarà lo sforzo individuale di assumersi responsabilità e di spiegare le proprie scelte agli altri. Tuttavia, esistono aspetti della realtà che dovrebbero implicare un'assunzione di responsabilità da parte dei singoli individui. Ad esempio, la scelta del sistema finanziario più adeguato o dell'assetto politico. Di fatto tali scelte non sono compiute consapevolmente dagli individui, ma preesistono a loro. Non è dato ai cittadini comuni, anche di maggiore età, di assumere decisioni su questi aspetti importanti della realtà. Molti credono che non sia così così perché si illudono che andando a votare esercitano potere politico, ma in realtà i candidati sono scelti dai Partiti.
Il punto è: chi decide per noi? Chi ha interesse a mantenere un determinato assetto? In che modo tale assetto viene mantenuto invariato nei suoi aspetti fondamentali? Perché la situazione attuale del pianeta vede la maggior parte delle persone vivere in miseria o in preda a gravi problemi economici e risulta comunque difficile abbattere un sistema così iniquo?
Questo libro analizza tali questioni, individuando molti aspetti nei quali la nostra cultura appare controllata da gruppi di potere, che hanno interesse a mantenere lo "status quo", e dunque hanno bisogno di ingannare per continuare ad esercitare potere. Questo vuol dire che il sistema attuale è basato sull'inganno. L'inganno riguarda quasi tutti i settori dello scibile, nei quali vengono prodotte conoscenze che determinano persino le credenze che abbiamo su noi stessi.
In molti settori, compresi quello scientifico e storico, ci vengono date conoscenze talvolta inesatte, mistificate o addirittura false, per indurci a credere che il sistema attuale sia accettabile, oppure per condizionare le menti a tal punto da eliminare le risposte indesiderate.
La Scienza ufficiale sembra essere una fonte esatta e imprescindibile di conoscenza, dalla quale trarre importanti informazioni su ciò che siamo, su come dobbiamo comportarci o curarci.
In realtà viviamo in un mondo che ci è sostanzialmente sconosciuto. Il nostro stesso cervello ci è sconosciuto. Non sappiamo, ad esempio, come il corpo calloso armonizzi i due emisferi cerebrali, né come le singole funzioni cognitive siano collegate alle zone del cervello neomammifero.
La Scienza ufficiale parla di “materia”, ma non è in grado di definire con esattezza tale realtà (1), che dovrebbe stare alla base della conoscenza del mondo fisico. La Fisica dei Quanti ci dice che la “materia”, così come viene intesa dalla Fisica tradizionale, non esiste, essendo l'universo caratterizzato dalla mancanza di solidità. Gli atomi, da cui dovrebbe derivare la realtà fisica, non sono solidi, ma quasi totalmente vuoti. Come alcuni scienziati precisano, “se un atomo avesse le dimensioni di una cattedrale, il nucleo sarebbe grande all'incirca come una monetina da dieci centesimi. In ordine a ciò si potrebbe dire che il vuoto può essere pieno e il pieno vuoto” (2).
All’interno della biotecnologia, si ignorano gli aspetti del cosiddetto “DNA spazzatura”, come l’intuito, la coscienza, l’empatia, la creazione artistica e il libero impulso dell’anima. L'essere umano risulta appiattito dalla sicurezza che egli sarebbe soltanto quel 5% di DNA, mentre, ovviamente, egli è molto di più, in quanto anche se non conosciuti dalla scienza, gli aspetti di quel 95% del DNA determinano la sua realtà.
Dunque, sappiamo pochissimo della realtà naturale e umana, tuttavia siamo indotti a credere che l'uomo ha raggiunto proprio in questi ultimi anni una notevole conoscenza.
Nonostante le sicurezze sulla realtà dovrebbero essere scarse, su questo pianeta la maggior parte delle persone possiede una certa sicurezza su ciò che va considerato "realtà". Miliardi di persone danno per scontati molti aspetti che hanno "ereditato" come veri dai loro genitori, che a loro volta li hanno ereditati dalla loro famiglia. Noi tutti siamo indotti ad abbracciare una determinata realtà perché l'abbiamo appresa dalla nascita. Metterla in discussione è difficile, e pochi lo fanno.
Non si tratta di una questione di mediocrità, ma piuttosto di credulità, di abitudine o di comodità. Moltissime persone si fidano delle religioni o di altre ideologie, credendo che attraverso di esse potranno capire la realtà e vivere meglio. Ma chi ha creato queste ideologie? Chi “costruisce” la realtà che miliardi di persone assumono come vera? Se sappiamo così poco della realtà, su cosa dovremmo costruire la nostra immagine del mondo?
Si punta a convincerci, in modo spesso affascinante, che la tecnologia possa di per sé offrire un importante segno di progresso dell'uomo contemporaneo. Allo stesso tempo però l'uomo di oggi sa ben poco della realtà in cui vive, egli ignora persino le vere caratteristiche del sistema finanziario, della realtà fisica o quantistica.
Nel mondo contemporaneo, siamo stimolati a credere ad una nostra presunta superiorità rispetto agli esseri umani del passato, ma allo stesso tempo siamo indotti ad accettare passivamente aspetti della realtà fondamentali per la nostra esistenza. Le nostre capacità cognitive sono sempre più appiattite dallo schermo TV e da una realtà già data, davanti alla quale diventiamo sempre più passivi.
Ogni generazione viene convinta di vivere in un periodo "speciale", come se il passato fosse peggiore rispetto al presente, e come se gli sviluppi scientifici o tecnologici potessero garantire una maggiore felicità o una maggiore evoluzione degli individui.
Gli ultimi secoli sono stati indicati come "speciali" dal gruppo dominante: l'Illuminismo nel Settecento voleva convincere che l'umanità fosse entrata nella fase della “ragione”, spazzando via la superstizione o l'irrazionalità; nel secolo successivo, il Positivismo convinse molti a credere nell'infallibilità della Scienza ufficiale, ed alcuni scienziati, ad oggi, fanno assurgere il campo scientifico ad unica fonte di conoscenza.
Nella convinzione di essere i protagonisti e artefici della tecnologia, ne diventiamo i passivi fruitori e le vittime.
Questo libro dimostra che la comodità di non essere responsabili di decidere per gli aspetti importanti dell'esistenza è come un boomerang, che ci colpisce inesorabilmente prima o poi.
Molte persone credono che l'economia abbia leggi “naturali” che le proteggono, ma in realtà anch'essa, come risulta evidente, non ha come obiettivo principale la sicurezza e il benessere dei popoli. L'inganno, dunque, si articola su ogni settore dell'esistenza umana, anche su quello economico e finanziario, anzi, proprio da questi settori nasce la maggiore truffa che i popoli subiscono da secoli.
Il sistema economico-finanziario attuale è basato sull’ignoranza dei popoli circa le sue vere caratteristiche, che saranno ampiamente spiegate in questo libro. Fenomeni come la concentrazione del potere mediatico, il Signoraggio, la mistificazione della Storia e gli inganni della Scienza, saranno chiariti e opportunamente argomentati. Si capirà come mai i popoli, pur dando gran parte dei propri guadagni per pagare il debito pubblico, si ritrovano più indebitati di prima. Si capirà come mai i programmi televisivi sono sempre più simili in tutto il mondo, e le notizie dei Tg sempre più stereotipate e appiattite.
La tesi ampiamente provata da questo libro è che il sistema attuale non è un sistema libero e democratico come molti credono, e ciò diventa evidente quando ci si rende conto di vivere in un sistema che non soltanto non rispetta i diritti degli individui, ma cerca di imporre un ordine precostituito, nel quale ogni essere umano dovrebbe diventare come un semplice burattino, piegato passivamente a ciò che un gruppo ristretto di persone decide. Tuttavia, i popoli vengono convinti di vivere in una "democrazia".
Sembrerebbe uno scenario assurdo, ma questa realtà appare chiara, e persino evidente, quando si inizia a perdere la disponibilità a credere di vivere in un sistema voluto da tutti, o l'unico possibile poiché dovuto alla “natura” umana. Queste stesse convinzioni sono frutto del condizionamento, anzi, ne rappresentano il risultato più importante.
La prova dell'esistenza di questa situazione è nell'analisi che questo libro fa dei settori più importanti della realtà in cui viviamo: i mass media, la Scienza, la Storia, l'Economia e la Finanza. In ognuno di questi settori è possibile individuare una serie di inganni e truffe contro i cittadini comuni. Si tratta di far credere ciò che non è, propugnando un consenso e un'accondiscendenza che altrimenti non si avrebbe.
L'inganno, come questo libro prova, è talvolta grossolano e basato sul potere di manipolare le informazioni dei media. La gente è spinta a credere a ciò che non è, oppure ad accettare realtà facsimili o mistificate. E' su questo inganno che si basa l'intera civiltà occidentale, spacciata per “democratica” ma profondamente fascista. Come disse Gandhi: “La democrazia occidentale nelle sue attuali caratteristiche, è una forma diluita di nazismo o fascismo. Al più è un paravento per mascherare le tendenze naziste e fasciste dell'imperialismo” (3).
Analizzando la realtà storica è possibile capire che negli ultimi secoli il potere si è via via concentrato nelle mani di un gruppo di famiglie, che si sono arricchite grazie al sistema finanziario, alle guerre e al controllo politico. Tale potere è stato trasmesso per eredità e rafforzato anche ai nostri giorni, attraverso il controllo della politica, della conoscenza e dei media.
Abbiamo una mondo in cui gli esseri umani vivono con opportunità e condizioni diverse. Alcuni vivono nel cosiddetto Terzo Mondo, in condizioni di estrema miseria, subendo guerre e dittature feroci, mentre altri vivono in abitazioni lussuose e mangiano cibi di prima qualità. Dunque chi ha creato la realtà attuale si cura di mantenere privilegi e ricchezza in alcuni ambienti, e di fomentare guerre e creare povertà in altri. La felicità umana dipenderebbe dunque dalla zona geografica in cui si nasce o dalla famiglia di origine. Tale assetto è favorevole solo ad una percentuale minima della popolazione mondiale, pari a circa il 10% della popolazione. Ma perché la stragrande maggioranza degli abitanti la accetta o non ha abbastanza forza per abbattere tale sistema?
Questo libro risponde a questa domanda, spiegando accuratamente gli inganni che servono a mantenere il sistema attuale e a farlo apparire come l'unica realtà possibile. Si tratta di inganni che riguardano i principali canali utilizzati per la “costruzione” della realtà: i mass media, la Scienza, la Storia, l'Economia e la Politica.
Per liberarsi dall'inganno e costruire un'altra realtà è necessario guardare il mondo con occhi diversi dal solito, uscendo dal condizionamento. Si rimane prigionieri quando si è disposti a credere di non esserlo, pur non avendo attuato quei processi di autoconsapevolezza necessari ad uscirne. E' proprio su questo che trae forza l'inganno: sulla disponibilità a credere che si possa facilmente e senza contributo personale costruire un futuro migliore e rispettoso dei diritti umani. Ciò non sarà mai possibile poiché la crescità è stata sempre, e sempre sarà, un frutto del senso di responsabilità, e dell’impegno, che iniziano proprio dal voler comprendere la realtà attuale, con coraggio e animo sincero.


NOTE

1) A questo proposito si veda: Penrose Roger, "La strada che porta alla realtà. Le leggi fondamentali dell’universo", Rizzoli, Milano 2004 e Greene Brian, "La trama del cosmo", Einaudi, Torino 2004.
2) Barrow John D., "Da zero a infinito. La grande storia del nulla", Mondadori, Milano 2005.
3) Gandhi Mohandas K., "Teoria e pratica della nonviolenza", Einaudi, Torino 1996, pp. 140-141.



ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Significato e poteri della Scienza ufficiale.
- Falsità scientifiche e storiche.
- Caratteristiche della Borsa e dell’Alta Finanza.
- Storia della Borsa e del modello finanziario attuale.
- Tecniche di persuasione mediatiche e politiche.
- Significato e scopo della politica e dei sindacati attuali.
- Strumenti di mistificazione applicati in diversi settori mediatici.
- Proposte concrete per cambiare l’assetto finanziario attuale.
- Come la consapevolezza può produrre frutti nella realtà.


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HOMO GREX - Un viaggio dall'Humanitas al Grex e ritorno



Antonella Randazzo


HOMO GREX
Un viaggio dall’Humanitas al Grex e ritorno

Ediz. Espavo - Pagg. 446


Pur essendo venuto allo scoperto che circa l’1% sottomette e opprime il restante 99% della popolazione, il sistema è rimasto invariato. È evidente che non basta capire la realtà per cambiarla, ed è risultato inutile protestare contro chi non ha alcun interesse a cambiarla.
Lo scrittore Lev Nikolaevič Tolstoj, in riferimento all’oppressione coloniale inglese in India, ebbe a dire: “Una compagnia commerciale assoggettò una nazione di duecento milioni di persone! Raccontatelo ad un uomo libero dalla superstizione, ed egli non riuscirà a capire che cosa significhino queste parole, che cosa significa che trentamila uomini… ne hanno sottomessi duecento milioni?”
Cosa ci guadagnano i popoli a credere che lo stesso sistema dittatoriale darà loro la possibilità di scegliere la libertà?
Come qualcuno ha detto: “Gli oppressori europei non hanno chiesto gentilmente di ricevere dai popoli il potere che hanno”.
Si chiede il giornalista e scrittore John Pilger: “Per quanto tempo ancora dobbiamo restare sottomessi ad un tale ‘governo invisibile’?... i sistemi politici che promettono sicurezza e giustizia sociale sono stati sostituiti da pirateria, ‘austerità’ e ‘guerra perpetua’: un estremismo dedito al rovesciamento della democrazia. Se applicato a un individuo, lo identificherebbe come psicopatico. Perché mai lo accettiamo?”.
A cosa è dovuta l’incapacità dei popoli di liberarsi da un secolare sistema oppressivo e obsoleto?
Questo libro fa chiarezza su quella realtà chiamata “società di massa”, e sulle caratteristiche che impediscono ai popoli di scegliere ciò che è meglio per loro.
Da molto tempo, autorevoli studiosi parlano di “società di massa”, come di una realtà in cui gli individui sono stati assoggettati ad un assetto che non permette loro alcuna vera libertà, e non rende possibile la consapevolezza necessaria per scegliere liberamente un altro sistema.
Scriveva Alexis Clérel de Tocqueville nel 1832: “Se cerco di immaginare il dispotismo moderno, vedo una folla smisurata di esseri simili ed eguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri di cui si pasce la loro anima”.
Nell’Ottocento, lo psicologo Gustav Le Bon (1841-1931) osservò che la “massa” è costituita da persone che non vivono nella propria e vera realtà individuale, che hanno bisogno di illusioni, di passioni, di coinvolgimento emotivo.
Da recente, alcuni autori hanno messo in evidenza che molte persone si sentono insicure e hanno perduto ogni riferimento sociale o familiare. Se si chiede ai giovani “chi vorresti essere?”, rispondono citando un loro idolo mediatico, e raramente dicono “Sono felice di essere me stesso”. Altre persone si fanno trascinare dai reality, o da altre produzioni televisive che puntano sulla creazione di un clima emozionale coinvolgente.
Si sono affermati anche i social network, divenuti un fenomeno di massa, con tanti risvolti sociali e culturali.
Si offrono nuove illusioni, che sostituiscono le vecchie, diventate delusioni. Si offrono nuovi leader, nuove speranze, nuove credenze, ma rimangono i vecchi paradigmi.
Secondo Le Bon, la massa deve essere mantenuta in una “scena onirica priva di precisi contorni”. Si deve utilizzare il mito, il simbolo, il passato, l’emozione, la fascinazione, ma anche la menzogna, la falsità, e tutto quello che sfugge ad una verifica razionale. 

Cosa si intende per “massa”?
Quali effetti produce sulle persone?
Si può uscire dalla “massa”?
Queste sono soltanto alcune delle tante questioni affrontate in questo libro.
Il viaggio di comprensione del passaggio da società a massa, o dall’Humanitas al Grex, conduce inevitabilmente al viaggio di ritorno, ovvero alla consapevolezza di quelle caratteristiche che permettono agli individui di uscire dalla massa.
Il ritorno dal Grex all’Humanitas è un viaggio affascinante, che fa luce sulle risorse e sul potere degli individui, riuscendo a comprendere che non sempre è negativo infrangere le regole di quel giudice rigido e implacabile che sta fuori e dentro di noi, quale frutto secolare della massificazione.




INDICE


INTRODUZIONE....................................................................7

CAPITOLO I - LA TELEVISIONE E LE MASSE....................19
Par. I. 1 - Bambini e televisione
Par. I. 2 - I Cartoni Animati
Par. I. 3 - La televisione e le divise
Par. I. 4 - I telegiornali e le masse
Par. I. 5 - I Reality
Par. I. 6 - Auditel e Qualitel
Par. I. 7 - Identità televisiva

CAPITOLO II - PUBBLICITÀ E IDEOLOGIA.....................111
Par. II. 1 - Pubblicità e formazione della massa
Par. II. 2 - La soppressione del femminile
Par. II. 3 - Mercato e nevrosi

CAPITOLO III – INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SVAGO.....167
Par. III. 1 – La questione della privacy
Par. III. 2 – L’emotività in rete
Par. III. 3 – Metodi Psicotropi
Par. III. 4 – Percezione e materia
Par. III. 5 – L’ideologia delle macchine
Par. III. 6 – Homo Grex e svago
Par. III. 7 – Innovazione tecnoludica

CAPITOLO IV – POLITICA, LOBBY E MASSE..................273
Par. IV. 1 – Le sette lobbistiche
Par. IV. 2 – Religioni settarie
Par. IV. 3 – L’Homo Grex nella letteratura
Par. IV. 4 – Partiti e potere
Par. IV. 5 – Massomafia

CAPITOLO V – RITORNO ALL’HUMANITAS..................381
Par. V. 1 – Repressione e massa
Par. V. 2 – L’ego e l’illusione
Par. V. 3 – Alla ricerca dell’Atman
Par. V. 4 – Meditazione, consapevolezza e creatività
Par. V. 5 – La mente e il DNA
Par. V. 6 – Ribellione creativa

BIBLIOGRAFIA..................................................................425




INTRODUZIONE

Da molto tempo, gli studiosi parlano di una “società di massa”, ma per molti individui è difficile credere di appartenere ad una “massa”.
Cos’è dunque, una “massa”?
Quali sono gli elementi che gli individui devono avere per appartenervi?
Può una persona essere del tutto “massificata” e non accorgersene?
Come si crea una “società di massa”? E quali effetti produce sulle persone?
Si può uscire dalla “massa”?
Queste sono soltanto alcune delle tante questioni affrontate in questo libro. L’obiettivo è quello di capire in modo approfondito quali sono gli elementi che permettono la creazione di una massa e le possibilità individuali di uscire dalle morse massificanti.
Molte discipline hanno trattato questo argomento, cercando di mettere in luce le cause che rendono possibile la trasformazione di una società in un “gregge”.
Homo Grex è l’uomo che segue il gregge: egli è diventato incapace di autodeterminarsi, e dunque cerca all’esterno quello che dovrebbe cercare dentro di sé. È dipendente dall’esterno poiché non possiede più una vitalità interiore che lo renda in grado di assaporare la vita partendo dalle sue stesse potenzialità creative.
Grex è la parola latina che indica il gregge, la mandria, il branco, la schiera o la truppa. In tutti i casi, l’essere umano si muove in gruppi più o meno folti. Ma la caratteristica del muoversi con gli altri non è certo soltanto una caratteristica spaziale o sociale: è anche psicologica, nel senso che l’Homo Grex ha perduto la capacità di attingere a quelle caratteristiche individuali che costituiscono la sua vera identità.
La parola Grex è stata utilizzata in passato per indicare un gruppo di persone legate da motivazioni sociali o culturali, ma oggi, considerando i media di massa, molti autori hanno analizzato questo concetto in chiave moderna, individuando i diversi fattori che rendono possibile la creazione di una massa, e la successiva manipolazione o controllo sociale.
Anticamente, Cicerone utilizzava l'espressione “Grex Scipionis” (“Circolo degli Scipioni”), facendo riferimento ad un gruppo di persone che avevano vedute culturali e politiche affini, condivise all'interno della famiglia degli Scipioni. Diversi componenti della politica romana, come Scipione Emiliano, e altri intellettuali e letterati, come il commediografo Terenzio, erano molto interessati alla cultura ellenistica e di come essa si stava diffondendo nell'antica Roma. Questi personaggi giunsero a scontrarsi con altre personalità, come il censore Marco Porcio Catone (234 a.C. circa – 149 a.C.), che non vedeva di buon occhio il legame che questi intellettuali avevano stabilito con il mondo greco (specie Polibio e Panezio), alimentando il tipo di filosofia individualistica, che esprimevano nelle loro orazioni e opere letterarie.
Fu proprio a questo gruppo di persone che è stato attribuito il merito del diffondersi di quell’ideale definito Humanitas, che univa la compassione, intesa in senso latino, e la formazione dell’uomo sulla base della civiltà a cui apparteneva, riconoscendo l’essere umano anche come categoria generale.
Con l’Humanitas si concepisce la possibilità di accettazione, benevolenza e comprensione verso tutti. Si concepiva una nuova etica, basata sulla fiducia negli esseri umani, sui sentimenti, e sull’attribuire un valore a tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione sessuale, etnica o sociale.
Cecilio Stazio sviluppa il concetto di Humanitas in opposizione alla concezione plautina riassunta nella frase homo homini lupus (l’uomo è come un lupo per gli altri uomini), sostenendo la possibilità che tra gli uomini possa prevalere la solidarietà e la fiducia.
Le idee del circolo scipionico ebbero una notevole importanza nella cultura romana; ma anche successivamente, il concetto di Humanitas ha influito sugli ambienti culturali europei, dall’età umanistica e rinascimentale fino ai nostri giorni.
Dunque, il Grex Scipionis è un gruppo che riconosce la sua identità collettiva, ma anche quella dei singoli individui, nella considerazione della complessità della personalità umana, che può divergere, creando le culture, e l’identità dei singoli individui.
Oggi però risulta sempre più difficile distinguere le differenze culturali, e ancor di più trovare la possibilità di una vera e libera scelta individuale. La cosiddetta “globalizzazione” ha creato un altissimo grado di conformità tra le nazioni. Le multinazionali creano spot pubblicitari simili in molti paesi, e persino l’assetto politico e le scelte finanziarie sono omologate tra parecchi paesi. Tutto questo ha creato un nuovo tipo di uomo, che chiameremo Homo Grex, ovvero un uomo formato, più che dalla sua stessa cultura, da elementi prodotti dai mass media, o da un insieme di paradigmi precostituiti, appartenenti all’assetto politico-economico in cui egli vive.
L’Homo Grex ha superato persino la vecchia nozione di cultura. Il termine “Cultura” deriva dal verbo latino colere, e significa “coltivare”, ossia aver cura di qualcosa.
Nell’era moderna, il concetto di cultura è stato accostato all’aver acquisito un bagaglio di conoscenze importanti, che saranno trasmesse da generazione in generazione. Nella lingua italiana il termine “cultura” può avere due significati diversi:
- La concezione umanistica o classica intende la cultura come una formazione individuale, che permette di “coltivare”, o di esprimere, l'animo umano.
- La concezione antropologica o moderna considera la cultura come un insieme di costumi, credenze, atteggiamenti, ideali, valori, abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. La cultura riguarda sia la società che l'individuo. In questo senso è possibile parlare al plurale di diverse culture, o dell'appartenenza a diversi gruppi sociali che permettono di acquisire un'identità culturale.

Col passar degli anni, e soprattutto con lo sviluppo mediatico, la definizione antropologica di Cultura è cambiata. Secondo l'antropologo Ulf Hannerz, “una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori”.
Addirittura, l'uso popolare del termine, in molte società occidentali, rispecchia alcune caratteristiche del sistema nella sua generalità. Ad esempio, molti usano la parola cultura per indicare oggetti, beni di consumo, e attività artistiche o culinarie. Altre persone possono distinguere una cultura “alta” dalla presunta cultura “bassa”, riferendosi, con quest’ultima, a tutti quegli oggetti, usi e costumi che non appartengono all'élite.
Di certo, la cultura comprende i costumi, le abitudini acquisite, gli oggetti considerati importanti, gli stili di vita, i paradigmi, le aspettative, ma anche atteggiamenti, valori, ecc.
La cultura che il bambino apprende sin da piccolo non riguarda ovviamente soltanto gli aspetti materiali, ma la totalità dell'ambiente sociale e fisico. Ogni essere umano nasce in una famiglia e in una società, come parte del mondo. Egli viene educato come un essere sociale, e dunque riceve diversi messaggi che mirano ad indirizzare il suo comportamento, e ad eliminare le risposte considerate non sociali. Oltre alla famiglia, interviene la scuola e la chiesa, per adattare il bambino al contesto sociale e culturale.
Ogni cultura possiede parametri e paradigmi propri, che non possono essere considerati assoluti, e influiscono sul grado di realizzazione delle potenzialità individuali. Possono cioè avere un potere più o meno forte nel condizionare le scelte esistenziali dell’individuo, determinandone il livello di felicità o di benessere psico-fisico.
Dunque, in ogni contesto culturale, esistono modelli culturali e norme, che possono essere intesi come assoluti, pur essendo sempre relativi.
In un contesto che crea una massa, le variazioni di comportamento tra individuo e individuo sono limitate da norme esplicite e implicite. Più il sistema impone norme rigide e implicite, con paradigmi intesi come assoluti e immodificabili, e più le norme sociali non vengono percepite come tali.
In altre parole, si produce l’Homo Grex: un uomo che percepisce l’uniformità o il conformismo sociale come “naturale”, e dunque non intende più la sua condotta come regolata da tali norme, che impongono quale comportamento sia consentito e quale stigmatizzato. Il suo comportamento non è dovuto alla scelta individuale, ma alle regole già preesistenti, ma egli non si accorge di non avere possibilità di scelta. Non è più in grado di percepirlo, in quanto si è identificato con la realtà esterna, a tal punto da non riconoscere più le sue caratteristiche individuali.
Questo tipo di persona permette la creazione di masse, e la possibilità di prevedere il comportamento umano attraverso una serie di stimoli emotivi a lui diretti.
Secondo il sociologo Émile Durkheim, ogni società impone diverse rappresentazioni collettive, cioè insiemi di norme e credenze. Più queste norme danno origine a paradigmi che agiscono sulla stessa considerazione che l’individuo ha di sé, e più potranno creare un gruppo sociale omogeneo, ovvero una massa.
Per lo studioso Ivan Illich, l’omologazione sociale è prodotta da un sistema industrializzato e altamente tecnologizzato, in cui il soggetto è ignaro e inerme di fronte alla mole notevole di stimoli persuasivi e suggestivi volti al consumismo, al dominio politico-economico, e a produrre effetti anche grazie alla “dominanza biomedica e farmaceutica”.
Un altro sociologo, Talcott Parsons, ha sostenuto che la cultura è costituita da “sistemi strutturali o ordinati di simboli (che sono gli oggetti dell'orientamento all'azione), da componenti interiorizzate della personalità degli individui e da modelli istituzionalizzati dei sistemi sociali”.(1)
Pertanto, ogni contesto culturale si muove per conservare il proprio ordine sociale, imponendo in modo implicito o esplicito regole, norme e sanzioni.
Per proteggere lo status quo, e continuare ad esistere contro ogni spinta al cambiamento, un sistema può diffondere valori e norme che potrebbero non essere socialmente condivisi o auspicabili per il benessere della società. Per indurre gli individui ad interiorizzare tali norme e valori, si esercita pressione attraverso diversi metodi, che l’individuo può non percepire affatto come condizionamento o manipolazione. In questo modo, si sacrifica l’individuo sull’altare del conformismo e del consenso al vecchio sistema.
In passato, la questione è stata appiattita e ideologizzata all’interno di determinate ideologie politiche. Ad esempio si è prestata attenzione al “conflitto di classe” tra chi ha i “mezzi di produzione” e chi è un lavoratore dipendente, facendo capire che i primi utilizzano il proprio potere per assoggettare i secondi. Ma la questione dell’esistenza di un potere coercitivo sulle masse è assai più complessa, poiché coinvolge anche caratteristiche degli stessi individui, e non si può fare a meno di considerare gli aspetti emotivi non soltanto di chi esercita il potere, ma anche di chi lo subisce.
Con la globalizzazione, la cultura deve essere inevitabilmente studiata in una prospettiva ampia, relazionale e reticolare. L'antropologo svedese Ulf Hannerz ha scritto che “in quanto sistemi collettivi di significato, le culture appartengono innanzitutto alle relazioni sociali e ai network di queste relazioni. Appartengono ai luoghi solo indirettamente e senza una necessità logica”.(2)
Lo psicologo Umberto Galimberti chiarisce che, nel sistema in cui viviamo, l’indipendenza, l’espressione di sé e la padronanza emotiva non sono valori: “Viviamo in un esercizio quotidiano di negazione di noi stessi. Più le società si fanno complesse più diventano rigide. E quindi la virtù di fondo che ognuno di noi deve interiorizzare non è la creatività, l’individualità, ma la sostituibilità. L’apparato vuole la sostituzione dei singoli individui, più velocemente possibile. Io ti do un mansionario limitato, di modo che, se tu non sei più all’altezza o depresso o ammalato sei immediatamente sostituibile. All’apparato interessa la sostituibilità, non l’eccellenza.”(3)

Dunque, alcune caratteristiche delle società contemporanee rendono possibile la creazione di un uomo-massa. Questo uomo è il frutto di secoli di oppressione, ma la sua prigionia oggi è resa più “leggera” dai mass media, che offrono svago di scarsa qualità e, soprattutto, la possibilità di vedere una realtà diversa da quella vera, alimentando illusioni e credenze funzionali al permanere dell’individuo nello stato di massificazione.
Nessuno di noi ama l’idea di poter essere condizionato dai mass media, sappiamo che i media hanno un forte potere condizionante, ma preferiamo pensare che questo potere venga esercitato su altri.
Molti studiosi, psicologi, sociologi e filosofi, si sono interrogati circa gli effetti che i mass media producono sulla mente e sul comportamento delle persone. Alcuni di essi hanno elaborato concetti utili per comprendere questi effetti e far luce sui metodi e sulle tecniche utilizzate dagli “esperti” mediatici.
Molte pubblicazioni spiegano come e quanto siamo soggetti al condizionamento mediatico, che oggi non riguarda soltanto il campo pubblicitario o dello svago, ma anche quello politico, ideologico e religioso.
“Molti di noi vengono oggi influenzati più di quanto non sospettino e la nostra esistenza quotidiana è sottoposta a continue manipolazioni di cui non ci rendiamo conto”,(4) scriveva già negli anni Cinquanta il sociologo americano Vance Packard.
Egli parlava di “persuasori occulti”, ad intendere l’esistenza di “professionisti della comunicazione", che utilizzavano varie tecniche difficili da riconoscere, mirando ad agire sul subconscio.
Ovviamente, questi “persuasori” sono a servizio dei grandi gruppi bancari e delle grandi imprese, e producono programmi Tv, pubblicità e altri prodotti mediatici, in armonia col sistema attuale.
Lo scopo principale dei mass media è quello di renderci “etero-diretti”, ovvero di fare in modo che tutti scelgano il proprio stile di vita, la propria alimentazione, l’abbigliamento e persino le idee politiche e le opinioni, sulla base del mondo mediatico.
Scrive il sociologo David Riesman: “Come, in campo commerciale, la suggestione esercitata dalla confezione e dalla pubblicità di un prodotto si sostituisce alla convenienza del prezzo, cosi in campo politico, la suggestione esercitata dalla ‘confezione’ del candidato o mediante una tendenziosa manipolazione dei mezzi di diffusione di massa, si va sostituendo alla ricerca dell’interesse personale che determinava la scelta del tipo auto-diretto”.(5)
Far diventare le persone etero-dirette significa renderle fortemente condizionabili, senza che esse ne abbiano piena consapevolezza, poiché se ne avessero consapevolezza gli effetti sarebbero drasticamente ridotti. Significa creare una sorta di “pensiero collettivo”, che tenderà ad uniformare menti, pensieri, opinioni e scelte, in modo tale che qualora apparisse un’idea inconsueta, fuori dal controllo del sistema, essa spingerebbe a guardare in modo sospetto chi la produce, come se “cantare fuori dal coro” rappresentasse di per sé un pericolo. Eppure, non c’è vera cultura senza capacità di proporre nuovi punti di vista. Osserva la scrittrice Gloria Capuano:
“Nell'informazione prevalgono un'incivile tifoseria politica, lo scandalismo, la notizia dell'orrore, l'immagine truculenta e pornografica, e una gerarchia di valori affidati alla banalità o allo squallore del sentire... questo tipo di informazione è ciarpame 'diseducativo' perché non offre alcuno stimolo di crescita. È veramente stupefacente osservare le innumerevoli opportunità e il tempo messo a disposizione di egregie signore del bel mondo o di personaggi dello spettacolo, o di signori esibizionisti e velleitari, o di ex terroristi, mentre la cultura dei contenuti perorata dalla gente più schiva e più isolata ha praticamente il bavaglio. C'è chi teme che si pratichi una ginnastica delle idee non convenzionali. Tutto ciò senza ricordare che questa gente capace di pensare fuori dal contagio di massa, non ha spazio anche perché non ha percorso i canali obbligati della dipendenza politica e culturale. Nel tener conto di questo spaccato di un mondo informativo che si divide... equamente tra la cultura della testimonianza crudele e casuale senza alcun retroterra critico, e la cultura della vanità e dell'esibizionismo, si può ritenere che la cultura sommersa e imbavagliata sia quella in grado d'innestare il nuovo nei contenuti... Siamo quindi ancora e sempre sulla distinzione tra contenuti e contenitori. Povera democrazia! Senza sponsor non ha alcuna possibilità di camminare. È certa una considerazione: ogni voce messa a tacere costa un ritardo in democrazia... un ritardo di crescita democratica, perché s'impedisce la conoscenza in genere e il conoscersi tra esseri umani... L'idea di libertà consiste proprio nel coraggio d'esprimere soprattutto ciò che si stacca dall'ufficialità e dalla massificazione”.(6)

Il giornalista William H. Whyte parlò di “conformismo razionalizzato”, che mira a cancellare il peso dell’individuo come essere pensante e agente autonomamente. Egli scrive: “Si è giunti insensibilmente alla conclusione che l’individuo non ha di per sé nessun valore se non in quanto appartiene a un gruppo”.(7)
Questo libro analizza il fenomeno delle sette lobbistiche nel nostro Paese, chiarendo quali sono le più presenti e come operano per esercitare un potere antidemocratico e massificante.

Per condizionare la mente e il comportamento occorre manipolare le emozioni, potendo così creare affezione, disaffezione, simpatia, rigetto, coinvolgimento emotivo, suggestione, ecc.
I media, specie la pubblicità, mirano a creare un clima di desideri, bisogni e senso di frustrazione, poiché tale clima è quello psicologicamente più adatto a creare individui dipendenti dalla realtà esterna e inclini all’acquisto di prodotti inutili e persino dannosi.
Siamo invogliati a provare nuovi prodotti o a confrontarci con modelli estetici talmente elevati che la maggior parte delle persone non può che sentire di non essere all’altezza. Tale frustrazione o disagio servirà a stimolare l’acquisto di creme di bellezza o di altri prodotti per l’estetica, e farà crescere la domanda di trattamenti estetici e operazioni di chirurgia estetica.
Negli ultimi decenni, molte persone hanno sostenuto che la rete Internet rappresentava un canale di grande cambiamento sociale e politico. Ma non sono pochi gli studiosi che hanno raggelato questa speranza. Ad esempio, l’informatico Joseph Weinzenbaum ha detto: “L’avvento della rivoluzione del computer e la fondazione dell’èra del computer sono stati annunciati più volte. Ma se il trionfo di una rivoluzione deve essere misurato nei termini del cambiamento sociale che ha generato, allora la rivoluzione del computer non c’è mai stata.”(8)
Il professore del Department of Communication Arts della New York City University, Neil Postman, aggiunge: “È importante ricordare cosa si può fare senza i computers e cosa si perde quando ce ne serviamo”.(9)
Questo libro chiarisce il senso di queste affermazioni, approfondendo il significato che la scienza e la tecnologia hanno per l’uomo contemporaneo.
L’opera considera in modo approfondito, tenendo conto delle fonti più importanti e autorevoli, il mondo dei mass media e di Internet. Considera anche gli aspetti politici, economici e finanziari che mirano ad orientare gli individui verso la massa.
Questo libro si è posto lo scopo di essere uno strumento utile a servizio della consapevolezza.
L’ultimo capitolo considera il ritorno dal Grex all’Humanitas, facendo luce sulle possibilità umane di autodeterminazione e di creazione di uno stato di benessere, che richiede necessariamente la realizzazione delle potenzialità dell’individuo fuori dall’alienazione della massa.
Se manca una decisa azione individuale, la società contemporanea tende a trasformarsi in una massa pericolosamente informe, suscettibile di essere manipolata da poche persone che ne conoscono gli aspetti vulnerabili. Secondo diversi studiosi, ogni individuo dovrebbe prendere atto di aver vissuto all’interno di una società di massa, che lo ha trasformato in Homo Grex, reprimendo aspetti della sua personalità molto importanti. Prendendo atto di ciò, occorre superare quelle paure che fanno parte della società di massa, e riuscire a capire che non sempre è negativo infrangere le regole di quel giudice rigido e implacabile che sta fuori e dentro di noi, quale frutto secolare della massificazione.



NOTE

1) Parsons Talcott, Il Sistema sociale (1951), Edizioni di Comunità, Milano 1981.
2) Ulf Hannerz, La complessità culturale, Mulino, Bologna, 1998.
3) Fiori Antonella, Ricomincio da me, Sperling & Kupfer, Milano 2004, p. 100.
4) Packard Vance, I persuasori occulti, Einaudi, Torino 1958.
5) Riesman David, La follia solitaria, Il Mulino, Bologna 1967, p. 196.
6) Capuano Gloria, “Progetto Informazione per creare un giornalismo di pace”, Edizioni per scuole e Università, Roma 1995, pp. 12-42.
7) Packard Vance, op. cit., pag. 215.
8) Weinzenbaum Joseph, Computer Power and Human Reason: From Judgement to calculation, Freeman, San Francisco 1976, p. 32 (trad. italiana Il potere del computer e la ragione umana. I limiti dell’intelligenza artificiale, Edizione Gruppo Abele, Torino 1987).
9) Postman Neil, Technopoly, Edizioni Boringhieri, Torino 1993, p. 112.


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE:
Quali sono i metodi che permettono di formare le masse?
Quali tecniche vengono utilizzate per impedire di autodeterminarsi?
È possibile controllare la vita emotiva di una persona senza che essa ne sia consapevole?
Come può il sistema elettorale multipartitico avvantaggiare una dittatura?
Cosa sono e come operano le sette lobbistiche?
Come viene utilizzata la rete Internet per creare la falsa dissidenza?
Cosa sono veramente i partiti politici?
Cos’è la Massomafia?
Cosa c’entrano la mafia e la massoneria con la creazione di una massa?
Che significato hanno i luoghi di svago e lo sport per il sistema attuale?
In che modo la rete Internet condiziona l’emotività?
Cos’è un “robot efficiente”?
In che modo il modello economico favorisce la nevrosi?
Cos’è l’analfabetismo emozionale?
Quali sono i paradigmi che permettono l’esistenza di un potere antidemocratico?
Cosa sono l’Auditel e il Qualitel?
Qual è la funzione ideologica della pubblicità?
Cos’è la percezione e come si costruisce la “realtà”?
In che modo gli oggetti tecnologici più sofisticati hanno modificato le potenzialità sociali e cognitive?
Quali sono le risorse individuali per il benessere psico-fisico?



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I SEGRETI DEL PALLONE




Antonella Randazzo

I SEGRETI DEL PALLONE
Passione, potere e calcio nella realtà italiana



Una tazza di tè “corretta” con droghe, una partita che è un appuntamento con la morte, strani movimenti, e non solo di muscoli, criminali da smascherare, cecità e paralisi, ma anche passione, emozioni forti e identificazione.
Elementi che formano un mix esplosivo, che rende questo libro coinvolgente come un romanzo.
Ma c’è una differenza: i fatti raccontati sono tutti veri.
Il calcio è uno sport che coinvolge e appassiona. Ma anche molto di più…



INDICE

INTRODUZIONE.....................................................5

CAPITOLO I - L’ITALIA DEL PALLONE...…...….....9
Par. I - I Presidenti di serie A
Par. II - Calciopoli e Scommessopoli
Par. III - Doping amministrativo e Lodo Petrucci
Par. IV – La Legge Anti-insolvenza e il Decreto Salva-Calcio
Par. V – Le mani della mafia
Par. VI – I più amati e i più bravi

CAPITOLO II - PASSIONE, GIOCO E CALCIO..….143
Par. I – Lo sport e la massoneria
Par. II – Ideologia e Sport
Par. III – Psicologia dello Sport
Par. IV – Passione e slancio vitale
Par. V – L’ultima partita
Par. VI – Tifo calcistico e violenza

CAPITOLO III – I PALAZZI DEL PALLONE.…....215
Par. I – S.p.a. nel pallone
Par. II – Merchandising e rapporti con la tifoseria
Par. III – Gli sponsor
Par. IV – Dinastie e potere
Par. V – Il calcio dei debiti
Par. VI – Il calcio spettacolo
Par. VII – La pubblicità
Par. VIII – Il calcio e il Lotto

BIBLIOGRAFIA...................................................311



INTRODUZIONE

“In Italia il calcio è passione, per molti è la vita, e ci sono sempre grandi aspettative” ha detto il calciatore Bojan Krkić Pérez.
Il Calcio è lo sport più seguito al mondo. In Italia, oltre 20 milioni di persone seguono abitualmente le partite di calcio, e in media circa sei milioni leggono almeno un quotidiano sportivo.
Il Calcio è uno sport di massa che interessa persone di tutte le età, reddito ed estrazione sociale. Ma questo sport, già da diverso tempo, non può essere considerato un fenomeno soltanto sportivo. Lo sport oggi non è soltanto uno svago e una passione, ma ha anche un ruolo nell’economia e nella politica. Nel nostro paese, e non solo, il calcio è tra le voci più importanti dell’economia.
In Italia, ma anche in altri paesi, nel mondo del calcio agisce una ricca e imponente industria, dominata da sponsor multinazionali e da potenti società per azioni quotate in Borsa.
Anche in questo settore esistono fenomeni di corruzione, com’è emerso in diverse indagini giudiziarie. Tutti noi abbiamo dovuto appurare, con l’emergere degli scandali chiamati “Calciopoli” e “Scommessopoli”, che c’è qualcosa di poco chiaro, che compromette lo svago e la passione coinvolgente che il calcio dovrebbe essere. Come ebbe a dire Zdeněk Zeman, “A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco”.
Questo libro nasce per far emergere quello che i mass media non approfondiscono o non considerano, che riguarda diversi aspetti dell’attuale mondo calcistico.

Milioni di italiani amano il calcio, e molti si sono accorti che questo sport, negli ultimi anni, ha visto crescere l’importanza dell’aspetto economico-finanziario su quello ludico e sportivo. Oggi, spesso si parla di calcio in termini numerici: bilanci, debiti, ricavi, costi. Vengono stilati dossier annuali “Report Calcio”, che analizzano il profilo economico e finanziario di questo sport. Si mette in evidenza che l’indebitamento di alcune squadre è enorme, e i costi del calciomercato presentano cifre astronomiche. Ben oltre 20 milioni di italiani sostengono di seguire le partite di calcio in televisione, e circa tre milioni seguono fedelmente le telecronache calcistiche e i vari programmi dedicati al calcio. Il valore del business calcistico è dunque molto elevato, considerato anche lo spettacolo sportivo, i gadget, i biglietti per assistere alla partite, gli sponsor, ecc.
Il valore mondiale del business del calcio, secondo alcuni economisti, equivale nei paesi industrializzati quasi all’1% del PIL.
Ma com’è stato possibile trasformare uno sport appassionante in una fonte di denaro, o addirittura in uno strumento di controllo e potere?
Scopriamo come questo è stato possibile, portando alla luce diversi fatti che riguardano il settore economico, finanziario e politico, comprendendo che il metodo di controllo delle società calcistiche è lo stesso utilizzato in altri settori, e le truffe calcistiche svelano stratagemmi utilizzati anche in altri settori.
Il libro tratta diversi aspetti poco conosciuti del mondo sportivo, come i tentativi della mafia di controllare anche questo settore, e le influenze massoniche sullo sport. Le domande a cui dare una risposta sono tante:
Perché la mafia è così interessata al calcio?
Come mai diversi club sportivi di fatto sono diventati una macchina mangia-soldi?
Chi paga, o come vengono pagati, i milioni e milioni di debiti di alcuni club?
Perché oggi molte società versano in condizioni problematiche?
Perché la compravendita dei calciatori più dotati è diventata un affare multimilionario?
Qualcuno ha detto che “Nel calcio c’è più omertà che nelle mafie”.
È davvero così?
Cosa si vuole nascondere e perché?

Si può scrivere un libro sullo sport con diverse motivazioni: per la passione sportiva, per denunciare qualcosa di poco chiaro, come fece Carlo Petrini, oppure per dare allo sport più attenzione, effettuando una ricerca mirante a mettere in luce i tanti aspetti sociali, psicologici e sociologici di questa importante realtà.
Talvolta è stata sottovalutata la valenza politica dello sport, il suo ruolo nel processo di “distruzione dell’ordine politico esistente e la creazione di un proprio quadro teorico e una base morale”, come scrisse Zeev Sternhell.
Questo libro nasce da diverse motivazioni: considera la passione sportiva degli italiani, che diventa molto forte e ci coinvolge tutti in occasione dei Mondiali, ma tratta anche quegli aspetti giudiziari, economici e finanziari poco conosciuti. Esistono, a questo proposito, retroscena che riguardano tutti i cittadini, anche quelli poco interessati allo sport. Fare luce su quello che accade nei “palazzi del calcio”, permette di capire molte cose.
Considerando che nel nostro Paese il calcio rappresenta un fattore molto importante nella cultura popolare, si vuole dare un contributo alla comprensione degli aspetti più rilevanti legati a questo sport, con particolare attenzione alla realtà italiana.
Si percorrono diverse strade per capire lo stato del calcio italiano, e le cause dei disastri nei bilanci delle società calcistiche, analizzando i legami tra queste e il sistema economico-finanziario. Non si tralasciano le voci più allarmate, come quella di Claudio Lotito, che ha dichiarato: “Stiamo attraversando una fase profondamente amorale più che immorale. Bisogna ritornare alle radici.”
Concordiamo con l’Associazione Libera, che ha stilato un Dossier in cui si legge: “Il calcio non è un mondo isolato ma risente dei problemi del territorio… C’è bisogno di recuperare una dimensione etica in questo sport così amato, per non tradire le speranze di tutti quei bambini e giovani che, nel correre dietro un pallone, sperimentano e credono ancora nella bellezza e nell’intensità del calcio e nel suo essere fatica e promessa, sogno, impegno, stupore”.



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