NUOVA ENERGIA

La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente. (John Stuart Mill)

domenica 15 luglio 2018

È DISPONIBILE IL NUOVO LIBRO DI ANTONELLA RANDAZZO!



È DISPONIBILE IL NUOVO LIBRO DI ANTONELLA RANDAZZO!

TUTTO IN UN SOL GIORNO
Morire al Tempo e nascere alla Vita

Pag. 267, euro 14,90



PRESENTAZIONE

Questo libro ha una particolarità: contiene una parte teorica e una pratica ma, a ben guardare,
anche la parte teorica potrebbe dirsi pratica.
Infatti, tutto il libro tratta una realtà concreta, che per molto tempo la cultura occidentale ha abbandonato,
relegandola nei meandri della suggestione o dell’illusione.

Oggi come non mai, l’umanità ha bisogno di ritrovare ciò che le è proprio, ovvero che fa parte della sua vera realtà, quale creatura che non è nata per caso e non è affatto priva di importanza nel quadro infinito della Creazione.

È tempo di uscire dalle suggestioni e dalle illusioni prodotte dalla nostra cultura, che specialmente negli ultimi secoli ci ha condotti in un vicolo cieco, prigionieri delle falsità prodotte da ambiti che hanno agito per precisi interessi.

Questo libro è come un manuale, che guida chi intende uscire dalla palude in cui oggi miliardi di persone si trovano, per effetto della cosiddetta “globalizzazione”. Una palude fatta di paure, di ansie, di pericoli per la sopravvivenza, e soprattutto di perdita di fiducia in se stessi.

L'opera prova che uscirne si può, ma occorre impegno e responsabilità, perché, come diceva Einstein, “non si può uscire da un problema con la stessa mente che lo ha creato”.

Per questo motivo, non è per tutti, ma soltanto per chi si sente pronto a vivere seguendo le sue vere risorse interiori, smettendo di essere soggiogato alla realtà esterna, con i suoi continui richiami alla sottomissione e alla rinuncia al proprio potere interiore.

La Verità di noi stessi si svela soltanto nel Presente, ed è già dentro ogni essere umano.
È quella voce che prima o poi tutti sentono, ma che molti non vogliono ascoltare.
È un’esperienza universale, eppure molte culture hanno cercato di cancellarla o di dissimularla, attraverso religioni autoritarie, che hanno imposto dogmi e obbedienza acritica.
Ma è possibile andare oltre, se sei disposto a farlo.

Questo libro dice quello che già sai, che hai sempre saputo, ma ti è stato sottratto dall’illusione del tempo.
Come in un viaggio, lo ritroverai, e in un solo giorno, oggi, Adesso.

Un viaggio che non è per tutti, ma soltanto per chi è più ardito, più coraggioso nel voler vivere una vita improntata a ciò che c’è dentro la sua Anima, e che può sentire nell’Adesso.
E’ coraggioso entrare in un labirinto in cui ciò che appare non è, ciò che è va trovato, e ciò che si deve trovare è già presente.

Benvenuti nell’Adesso!





COME RICEVERE IL LIBRO

Il libro è da oggi disponibile soltanto nella versione e-book.
Per acquistarlo occorre effettuare il versamento di euro 14,90 ai seguenti dati:
Conto Bancoposta intestato a: Associazione Espavo
Milano
coordinate IBAN: IT50U0760101600000099219701
NUMERO CONTO: 000099219701

Segnala il versamento effettuato all’indirizzo e-mail
nuovaenergia@rocketmail.com
e riceverai il libro.

mercoledì 30 maggio 2018

SCARICA IL CATALOGO E UN NUMERO OMAGGIO DI NUOVA ENERGIA!




Ciao a tutti!

Abbiamo preparato una cartella con diversi files OMAGGIO di LIBRI ED E-BOOK DI ANTONELLA RANDAZZO.

C’è anche UN NUMERO OMAGGIO DI NUOVA ENERGIA e
Il CATALOGO ESPAVO AGGIORNATO AL 2018.

Chi è interessato può scaricare i file in Pdf al link:
https://drive.google.com/open?id=1Qmqf5mQICxu_VxO7LdXWBteZCwN05cGS

martedì 8 maggio 2018

ORDINA GLI E-BOOK DI ANTONELLA RANDAZZO!



ATTENZIONE: FINO AL 31 MAGGIO 2018, PER OGNI TRE E-BOOK ACQUISTATI NE RICEVERAI UNO IN OMAGGIO A SCELTA!




ORDINA SUBITO GLI E-BOOK DI ANTONELLA RANDAZZO!


DISSIMULAZIONI MASSONICHE. COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI
Pagine 341, euro 12,90.

Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.
Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
È davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Inchieste della magistratura sulla massoneria.
- Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
- Caratteristiche dell’Alta Finanza.
- Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
- Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
- Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
- Come le reti massoniche agiscono in Italia.
- Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
- Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
- Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.
ORDINALO SUBITO!


L’ARTE DEL CAMBIAMENTO
Il Senso della Vita nel Motore della Crescita

Pagine 390, euro 14,90.

Cos’hanno in comune i maggiori neurobiologi delle università americane e i monaci tibetani?
Al di là degli esperimenti di Pavlov, quali sono le basi organiche su cui poggia il condizionamento?
È possibile conciliare il sapere antico fondato sull’intuito con le più importanti scoperte della Fisica?
Fino a che punto l’essere umano può avere il controllo del suo corpo e degli eventi?
Quali sono i paradigmi impliciti della nostra cultura?
Perché alcune persone rimangono prigioniere dei loro problemi?
Cosa significa far maturare le emozioni?
Queste sono soltanto alcune delle tante domande che il libro pone e a cui fornisce risposte, scandagliando le più importanti e autorevoli fonti, occidentali e non occidentali.
Sul cambiamento, finora, erano stati scritti più che altro “manuali” di stampo anglosassone, che talvolta promettevano facili risultati. Questo libro non è un “manuale del cambiamento”, ma di certo può permettere a chiunque di mettere a punto un “progetto”, che non può non essere unico e personale, come unico è ogni essere umano.
Il libro chiarisce e integra i maggiori sistemi e le più innovative conoscenze su come gli esseri umani possono avere padronanza della loro esistenza, in ogni aspetto, realizzando il desiderio di benessere psico-fisico.
Utilizzando una ricchissima bibliografia, l’opera scandaglia tutta la più importante letteratura sull’argomento, non trascurando gli aspetti più pratici e concreti.
In una realtà ancora dominata dall’idea di competizione a tutti i costi, questo libro suggerisce che la vera forza è quella che possiamo avere su noi stessi, è la capacità di plasmare l’esistenza secondo i propri desideri. Scriveva Laozi: “Chi vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente”.
Come disse Aristotele, la vita è movimento, e nulla è mai statico. Il problema è quello di poter orientare il corso della vita, favorendo ciò che si desidera.
Questo libro fa emergere che cambiare può diventare una piacevole e vincente sfida.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Cos’è il Cambiamento e quali sono i fattori che lo rendono possibile.
- Quali sono gli ostacoli che avversano il Cambiamento.
- Rapporto fra Cervello e Mente.
- Rapporto fra Materia e Mente.
- Cosa sono le Emozioni.
- Come si producono gli stati mentali distruttivi e costruttivi.
- Cos’è la Meditazione e quali effetti può produrre.
- Conoscenze della Neurobiologia sul cambiamento.
- Conoscenze della Fisica sul cambiamento.
- Epigenetica e Cambiamento.
- Esperimenti sulle potenzialità del cervello.
- Rappresentazione del divino e cambiamento.
- Sistemi obsoleti e vecchi paradigmi.
- Significato della Sessualità all’interno del percorso evolutivo.
- Energia e Abbondanza negli studi di Chimica e Fisica.
- Concetto fisico di multidimensionalità.
- Sistemi insostenibili ed involutivi.
- Importanza della Mindfulness.
- Le basi organiche del condizionamento.
Il libro è corredato da immagini e da materiali antologici in Appendice.
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IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO
Lo strano caso di un informatore disinformato

NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA AL POST-BERLUSCONI
Pagine 290, euro 12,90.

Sono ormai in molti a parlare della disinformazione imperante nei nostri media di massa attuali. Il paradosso è che alcuni di coloro che ne parlano dai canali ufficiali coincidono con gli stessi disinformatori. E' ovvio, se queste persone stanno scrivendo o parlando da quei canali, potrebbero essere proprio loro ad informare correttamente, dicendo tutte le cose importanti che i cittadini devono sapere. E invece non lo fanno.
Questo libro tratta proprio questo paradosso, prendendo a pretesto un personaggio che ha guadagnato molta fiducia da parte delle folle, e che dichiara di essere "indipendente" pur lavorando in molti canali ufficiali.
Le prove che i giornalisti accreditati dal sistema siano reticenti su molti argomenti fondamentali sono tante, e il libro ne mette in evidenza diverse.
Qual è la differenza fra informazione e propaganda?
La prima non può ignorare il terreno storico, politico o economico su cui si incentra la notizia, mentre la seconda trae forza dall’ignorarlo. Infatti, scopo della propaganda è quello di attrarre l’attenzione su questioni particolari o su informazioni parziali, prive del nucleo che consentirebbe una vera comprensione. Più cresce l’ignoranza verso la Storia, la politica e l’economia e maggiore efficacia ci sarà nella propaganda.
La professione giornalistica, in un sistema basato sulla manipolazione mediatica delle opinioni, è senza dubbio assai importante.
Andando oltre la facciata rispettabile di personaggi come Travaglio, si può tristemente scoprire un mondo assai lontano dal desiderio di onestà e di “pulizia” morale auspicato dai suoi fans. Si scopre un insospettabile mondo di opportunismo, faziosità e disinformazione, in cui le cronache giudiziarie assumono una funzione catartica e illusoria, impedendo una vera chiarezza informativa sul sistema, e i conseguenti passi per cambiarlo veramente.
Questo libro si pone l’obbiettivo di portare alla luce alcune caratteristiche proprie dell’informazione mediatica attuale. Prendendo a pretesto un giornalista molto popolare come Travaglio, che si spaccia per indipendente, faremo un viaggio verso i tabù dell’informazione, toccando argomenti come il signoraggio bancario, l’11 settembre, le scie chimiche, la questione di Israele, i “poteri forti” che creano la “casta”, la mafia e il sistema di corruzione dei partiti.
Capire i meccanismi di manipolazione mediatica è fondamentale dato che il controllo mediatico può creare consenso o dissenso. Potrebbe avere addirittura il potere di spingere ad agire contro i propri interessi.
Capire questi meccanismi significa oggi poter rivendicare quella democrazia tanto decantata quanto impedita.
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BAMBINI PSICO-PROGRAMMATI. Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi.
Pagine 218, euro 9,90.

Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata. Questo libro spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? Quali effetti hanno le manipolazioni mediatiche sul suo comportamento? Quanto e in che modo la personalità del bambino risente del bombardamento pubblicitario? Quali effetti negativi hanno i videogiochi? Il libro risponde a queste e a molte altre domande, permettendo a genitori ed educatori di fare chiarezza e di essere in grado di proteggere il bambino dalla "programmazione mediatica" a lui diretta.
Specie negli ultimi venti anni, le agenzie di marketing hanno sviluppato conoscenze approfondite sulla personalità dei bambini. Le aziende spendono molto denaro per fare ricerche, studi e valutazioni, in modo tale da conoscere in maniera dettagliata i gusti, le motivazioni, i bisogni e i desideri dei nostri bambini. Esiste un discorso occulto di manipolazione della mente dei bambini, per poterli trasformare presto in "consumatori". I nostri bambini sono diventati per il sistema economico come una "merce", da sfruttare e da manipolare. Ciò, ovviamente, non è a fin di bene. La conoscenza approfondita dei bambini avvantaggia le aziende e conferisce loro più potere degli stessi genitori o educatori.
Oggi più che mai è indispensabile conoscere e capire i numerosi inganni mediatici che hanno lo scopo di trasformare gli esseri umani in "super-consumatori" dalla personalità fragile e insicura, per garantire la sopravvivenza di un sistema che è sempre più percepito come negativo e dannoso allo sviluppo delle potenzialità umane.
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DEMOCRAZIA DOMESTICA L'armonia fra maschile e femminile come base per una società migliore
Pagine 182, euro 7,90.

La democrazia è il migliore sistema politico, in quanto fondato sulla libertà e sull'uguaglianza, ma non saranno le autorità attuali, che tutelano gli interessi del gruppo dominante, a fare in modo di attuarla nella sua vera forma. Occorre dunque che gli stessi cittadini riprendano la propria sovranità e diventino autocoscienti a tal punto da creare una democrazia già all'interno del proprio nucleo familiare. La società non è altro che l'insieme delle famiglie, e se le famiglie sono serene ed equilibrate lo sarà anche la società.
Al di là della caratterizzazione sessuale, ognuno di noi racchiude, come in una conchiglia, tutto quello che la condizione umana riserva. Siamo un "intero", ovvero, come esseri umani riassumiamo nella nostra anima tutto ciò che è "umano". Negare tale universalità umana significa essere incapaci di provare quel senso dell'umano che sta alla base di ogni vera crescita interiore.
Nessuno di noi, uomini, donne, bianchi o neri, è il centro del mondo, ma tutti insieme lo siamo, avendo il medesimo valore all'interno del percorso umano che porta al progresso.
Questo libro si propone di spiegare le cause psicologiche, sociali e politiche della discriminazione contro le donne, ma affronta anche il problema di come poter costruire una società migliore, in cui gli aspetti maschili e femminili possano concorrere a creare equilibrio e armonia.
Se gli esseri umani vogliono avere un futuro, devono riappropriarsi di quei valori propriamente umani. Dovrebbero accettare e integrare gli aspetti intesi come maschili e quelli intesi come femminili, per raggiungere un equilibrio e un potenziale necessario alla possibile evoluzione futura. Ciò dovrebbe avvenire sin dal nucleo familiare, contrastando l'egoismo, per dare spazio ad una vera crescita emotiva e sociale.
Questo libro è un invito ad amare se stessi come esseri dotati di enormi potenzialità, e ad amare gli altri, siano essi donne o uomini, bianchi o neri, poveri o ricchi, come parti della propria realtà.
ORDINALO SUBITO!


SE IL FUTURO È NERO: L'AFRICA CHE NESSUNO RACCONTA
Pagine 167, euro 9,90.

Storia coloniale dell'Africa, dall'Ottocento fino ai nostri giorni.
Questo libro si pone l'obiettivo principale di cogliere le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo europeo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa. Nel primo capitolo si affronta il tema dello 'scramble for Africa' (mischia per l'Africa), cioè della spartizione del continente, avvenuta nel periodo 1884-1885, in aree di dominio europeo, senza tener conto dei suoi abitanti. Il secondo capitolo tratta dell'atteggiamento etnocentrico che caratterizzò la cultura occidentale nel periodo coloniale. Il terzo capitolo percorre le tappe più importanti del processo di decolonizzazione, con brevi riferimenti a situazioni di guerra, che alcuni popoli dovettero affrontare per ottenere la libertà. Il quarto capitolo spiega il perché di tante guerre nell'Africa di ieri e di oggi, facendo emergere le vere motivazioni e i responsabili. L'ultimo capitolo affronta il problema dei diritti umani nelle terre coloniali, spiegando i paradossi delle autorità europee, che si ergono a paladini dei diritti umani ma che massacrano senza pietà nelle terre su cui dominano.
Occorre capire perché il popolo di un continente così ricco debba esser costretto a morire di fame. E perché l'Occidente, che professa alti valori morali e religiosi, non possegga istituzioni che permettano di tradurre tali valori in realtà. Ci chiediamo anche noi, come gli intellettuali e gli storici francesi, se non sia necessario "un chiarimento sui valori che tengono insieme la nostra società. (...) Chiederci quali procedimenti giudiziari permetterebbero di risanare la percezione delle giovani generazioni su ciò che è lecito e ciò che è criminale".
I crimini commessi nelle colonie sono rimasti tutti impuniti. Le guerre coloniali non erano considerate nemmeno guerre, e i patrioti venivano trattati come banditi, "ribelli", sovversivi, o terroristi.
La globalizzazione ha dato il colpo di grazia finale ad un continente già sfruttato e devastato. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno concesso crediti in cambio della privatizzazione delle imprese nazionali, e dell'attuazione di "ristrutturazioni economiche", che prevedevano tagli alla spesa pubblica, licenziamenti e svalutazione della moneta. A causa di queste politiche, il debito si è accresciuto in modo abnorme, e lo scarso reddito dei paesi africani serve a malapena a pagare gli interessi. La popolazione, che non può contare su aiuti statali né sulle risorse locali, è costretta a morire di stenti e di malattie infettive.
Intanto le guerre africane vedono impegnati i gruppi economici e finanziari più potenti del pianeta: negli anni Novanta gruppi francesi e belgi contro Usa e oggi gruppi cinesi contro gruppi Usa.
Dall’analisi del libro appare un’Africa ben diversa da quella raccontata in televisione, e dai fatti esposti senza alcuna reticenza emerge anche una fondata speranza per il futuro dell’Africa e del mondo. Un mondo migliore non può esserci senza ridare futuro e speranza all'Africa. Siamo tutti africani.
ORDINALO SUBITO!


GLI ETRUSCHI: ALLE RADICI DELLA CULTURA OCCIDENTALE
Pagine 83, euro 7,90.

Conoscere la civiltà etrusca è di particolare importanza per gli italiani, in quanto si tratta della cultura italica primigenia, che sarà spazzata via dalla furia di Roma. Studiare questa antica civiltà risulta per molti aspetti assai sorprendente, in quanto essa era assai più evoluta di quella greca e romana. La civiltà che prevalse cercò di disprezzare, svalutare e lasciare ai posteri un’immagine falsata della sublime civiltà etrusca, per imporre i paradigmi della propria cultura, come fossero i migliori.
Lo scrittore David Herbert Lawrence rimase affascinato dallo stile di vita e dalla leggerezza esistenziale degli etruschi, a tal punto da voler scrivere un libro per raccontare ciò che caratterizzava questo popolo.
Lawrence desiderò per molto tempo andare nei luoghi etruschi, fino a quando, insieme al suo amico Earl Brewster, riuscì a farlo. Andò a Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra, studiando le tombe etrusche e il materiale raccolto nei musei. La sua attenzione fu rivolta anche ai paesaggi e alle persone dei luoghi visitati. Dopo quel viaggio, Lawrence scrisse pagine importanti, offrendo una concezione e un ritratto indimenticabile di quei luoghi. Dai suoi scritti si inferisce che il suo interesse per gli Etruschi non era soltanto di tipo archeologico, in quanto egli trovava nel popolo etrusco lo spirito libero, che adora i piaceri della vita, e non dà importanza al potere e alle guerre di conquista.
Lawrence divenne famosissimo per aver scritto il libro “Gli amanti di Lady Chatterley”, ma non meno importante di certo fu quel viaggio in Etruria fatto nell’aprile del 1927, dal quale derivò un reportage, una guida e un testamento spirituale, che oggi ci permettono di farci un’idea di quella che fu la civiltà degli Etruschi, vincendo la mistificazione proveniente da fonti antiche e moderne.
Tanto per fare qualche esempio, i documentari di Piero e Alberto Angela mettono in evidenza le statue etrusche fatte dopo il periodo ellenico, che dunque risentono dell’influenza greco-romana, mentre Lawrence, che ama lo spirito proprio del popolo etrusco, apprezza soprattutto le opere precedenti, che sprigionano un grande senso di libertà e di amore verso la vita. Inoltre, questo autore ammette lo scarso interesse degli etruschi per la guerra, e la cooperazione e solidarietà tra le città etrusche.
Da questo lavoro emerge la notevole differenza tra civiltà romana e civiltà etrusca. Si conosceranno le grandi potenzialità creative di questo popolo, che si è distinto per la gioia di vivere e per la creatività. Tutti gli italiani dovrebbero conoscere questo popolo, perché rappresentano le loro importanti radici culturali, facendo emergere le vere caratteristiche di gran parte del popolo italiano.
ORDINALO SUBITO!


RAZZISMO RAZZISMI
Discriminazioni e crudeltà dell’Occidente moderno e contemporaneo

Edizione aggiornata, pagine 266, euro 12,90.

Fino agli anni '30 si brandiva il pericolo dell'ibridismo, cioè il rischio di contaminare la 'razza' bianca con le altre 'razze' ritenute inferiori e decadenti. Si diceva che la razza nera era frutto di mescolanze genetiche che l'avevano resa ripugnante e destinata all'estinzione. La bianca, invece, quella dei dominanti, prevaleva perché era superiore ed era destinata ad imperare in tutto il mondo.
Oggi il razzismo scientifico giustificato dalla gerarchia delle razze non è più accettato ed è stato sostituito dal 'razzismo differenzialista' che si basa sulle differenze culturali e sulla paura che un gruppo di persone di un'altra cultura possa 'ibridare' la propria cultura. Abbiamo cioè un forte 'razzismo senza razze'.
Già negli anni '80 Martin Barker introdusse il concetto di 'nuovo razzismo' ad indicare la nuova ideologia dei conservatori inglesi che denunciava l'immigrazione come un pericolo per l'identità nazionale britannica.
La difesa della razza fu quindi sostituita con la difesa delle proprie caratteristiche culturali ritenute incompatibili con le altre.
Il razzismo culturale è autocelebrativo e lusinghiero perché unisce i soggetti che appartengono ad una medesima religione o ad un medesimo Stato e li contrappone ad altri i cui valori e stili di vita appaiono in contrasto, quindi da rifiutare quando non da condannare. Come il politologo Taguieff osservò, oggi il concetto di razza è stato soppiantato dal concetto di etnia e le differenze genetiche sono diventate differenze culturali, ma non meno discriminanti delle prime. Oggi anche persone che si professano antirazziste possono sostenere idee che discriminano e penalizzano chi non appartiene alla loro cultura.
Il razzismo culturale tende a non vedere la possibilità che le culture possano essere fra loro interagenti, le vede, al contrario, chiuse e incomunicanti, privando l'essere umano della sua più profonda qualità: la dinamicità interiore, da cui scaturisce l'interazione che sempre si stabilisce fra soggetto e realtà esterna.
Pensare al soggetto come immutabile e statico significa ridurlo ad automa, già del tutto determinato da se stesso o dal suo gruppo di appartenenza. Una sorta di clone formato dalla sua cultura.
Difendere le differenze giunge a coincidere con una sorta di caccia alle streghe contro tutto ciò che nega la propria cultura.
L'odio dell'uomo sull'uomo è inteso come sfruttamento, avidità, desiderio di elevarsi sulla sofferenza dell'altro, potere imperialistico di decidere e determinare il diritto altrui alla vita stessa.
C’è una Storia fatta di odio razzistico e di sfruttamento: la nostra Storia. Conoscerla nelle sue caratteristiche passate e presenti significa forse diventarne più consapevoli.
Ad esempio, noi italiani siamo stati a lungo immigrati, siamo stati criminalizzati, linciati, siamo stati emarginati nelle tante Little Italy di periferia e talvolta ci facevano vergognare così tanto della nostra 'italianità' che siamo stati indotti a cambiare persino i nomi, Carmela diventava Edith e Salvatore John, ma non bastava. L'altro era pronto a scovare in noi la tara di essere stranieri. "Bel paese brutta gente" dicevano di noi, e mentre Mussolini esaltava l'italiano proclamandolo di razza superiore, in America si dibatteva sulla possibile appartenenza dell'italiano alla razza nera.
Oltre al punto di vista sociologico e storico esiste anche un approccio soggettivo e cognitivo al problema del razzismo.
ORDINALO SUBITO!


BOSONE O BUFALONE?
Risorse, errori, limiti e potenzialità euristiche della Scienza

Pagine 108, euro 7,90.

Questo libro fa emergere gli errori e i paradossi della Scienza moderna e Contemporanea.
Il filosofo Socrate ammise di “sapere di non sapere”. Da allora, i filosofi e i saggi hanno imparato a ridimensionare le loro capacità conoscitive, vedendo in questo stesso atto di umiltà una condizione di conoscenza.
Così non è stato per la scienza moderna e per la religione, che sono rimaste aggrappate alla possibilità di produrre conoscenze assolute, spesso imposte attraverso dogmi, richieste di atti di fede o di reverenza rispetto all’autorità rappresentata dal prelato o dallo scienziato.
E’ sciocco credere che la scienza possa produrre verità assolute, o che non possa commettere errori madornali. Infatti, gli errori del passato sono moltissimi. E’ stata proprio la scienza a dire che il corpo umano a 90 km orari si sarebbe disintegrato, che la terra era piatta, che non era possibile trasmettere immagini attraverso l’etere e che nessun oggetto più pesante dell’aria potesse volare.
Sappiamo che da pochi secoli la scienza ha capito che la Terra è rotonda. Prima di accettare questa realtà, molte persone messe alla gogna perché sostenevano che la Terra non era piatta. La stessa cosa accadde per la rotazione dei pianeti attorno al Sole: la scienza si accaniva a sostenere l’immagine aristotelica dell’Universo, dicendo che tutto ruotava attorno alla Terra.
Fino a circa tre secoli fa, la medicina non credeva che il sangue circolasse negli organismi. Gli scienziati dell’epoca erano convinti che il sangue semplicemente riempisse il corpo, avendo sezionato cadaveri in cui, ovviamente, il sangue non circolava più.
Quando William Harvey (1578-1657) scoprì la circolazione del sangue, fu assalito verbalmente da diversi suoi colleghi, in quanto, nel suo libro Exsercitation anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus (1628) aveva osato contraddire la vecchia teoria di Galeno.
La medicina, per molto tempo, ha praticato i salassi, uccidendo una quantità enorme di persone. Anche oggi la medicina uccide molte più persone di quante ne salva. Soltanto nel nostro Paese, sono ben 90 in media le persone che ogni giorno muoiono per colpa dei farmaci, degli ospedali o dei medici.
Alcune pratiche mediche uccidono molte persone, eppure vengono chiamate “cure”. Ad esempio, la chemioterapia uccide oltre il 90% delle persone, e dunque non può certo essere chiamata “cura”.
Lo studioso Allen Levin ha scritto: "La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori." Albert Braverman ha scritto: "Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti".
Le persone che sopravvivono alla chemioterapia non si salvano per merito della medicina, ma semplicemente perché il loro organismo ha resistito.
Dunque, la medicina ne uccide oggi molti di più di quanti ne uccidesse in passato, anche perché oggi sono molte di più le persone che si curano attraverso la medicina.
Ma anche in altri settori la scienza ha prodotto morte e sofferenza. Ad esempio, Cesare Lombroso, alla sua epoca, era considerato uno scienziato rispettabile, ed ebbe importanti incarichi scientifici. Egli agiva in modo pregno di pregiudizi, spesso illogico e talvolta addirittura ridicolo, eppure la scienza gli dava credito.
Lombroso analizzava i casi di persone che si erano macchiate di delitti. Fece condannare a morte una donna scrivendo nel suo rapporto analitico che “Ha agito con freddezza, le donne sono criminali fredde, perché sono moralmente inferiori agli uomini”. Questi sono soltanto alcuni esempi degli errori, spesso grossolani della Scienza. Ma anche oggi gli errori sono tanti, e questo libro presenta quelli più importanti, nei vari settori scientifici.
ORDINALO SUBITO!


STORIA DELL’IMMIGRAZIONE ITALIANA
Pagine 95, euro 7,90.

Storia delle cause e delle conseguenze dell'immigrazione italiana e di quella dei paesi del Terzo Mondo in Italia.
Nell'Italia del 1864, il ministro Minghetti decideva di imporre tasse anche sui beni di primaria necessità. Il gettito fiscale sarebbe stato distribuito tra lo Stato e i Comuni. Con la legge n. 1862 del 30 luglio 1864 si permetteva ai Comuni di imporre dazi sul consumo di bevande ed alimenti. Saranno imposti dazi anche sulla pasta, sulle farine, sui cereali e sul vino, col risultato che i ceti meno abbienti si trovarono in grosse difficoltà, costretti a diminuire i consumi di beni di primaria necessità, e alcuni si trovarono al limite della possibilità di sopravvivenza. Come se non bastasse, fu introdotta la naia obbligatoria, che sottraeva braccia all'agricoltura. I progetti del Regno d'Italia stavano guardando con simpatia la partenza di soldati verso l'Africa alla conquista di colonie. Le proteste da parte della povera gente furono tante, basti pensare alle sollevazioni che si verificarono a Milano, come a Napoli, per difendere il minimo diritto a sfamarsi.
L'episodio più celebre è quello del maggio 1898, quando davanti allo stabilimento della Pirelli un dipendente distribuì volantini che spiegavano la necessità di dare più diritti ai lavoratori, l'operaio fu arrestato e questo sollevò proteste e disordini, alcuni operai seguirono il compagno arrestato fino in caserma, ma giunti lì vicino la polizia fece fuoco senza pietà sulla folla uccidendo una persona e ferendone cinque. Milano diventò una città sotto assedio. Sarà chiamato a risolvere il problema il generale Fiorenzo Bava Beccaris che opterà per i cannoni: prese a cannonate diverse strade affollate uccidendo ottanta persone e ferendone quattrocentocinquanta. Il re, poco tempo dopo, lo premierà con una medaglia al valore (l'anarchico che lo ucciderà nel 1900 dichiarerà di aver vendicato quelle vittime). Questo bastava a capire che la povertà e la fame non si sarebbero risolte tanto facilmente, anzi, nel giro di pochi anni la pressione fiscale fu raddoppiata, costringendo molti italiani a guardare con speranza la possibilità di cercare fortuna fuori dall'Italia.
In particolare nel Sud, i contadini che avevano nutrito grandi speranze di miglioramento economico grazie all'Unità d'Italia, si trovarono amareggiati perché le cose cambiarono in peggio, e sarà proprio il Sud a pagare di più per le spese delle guerre d'indipendenza e per il risanamento del debito dello Stato.
Quintino Sella progettò un piano per aumentare le entrate riducendo gli stipendi dei dipendenti pubblici e aumentando la pressione fiscale. Soprattutto l'imposta sul macinato fu un grande flagello per i poveri contadini che si nutrivano soprattutto di pane, polenta e pasta. La pressione fiscale crebbe a dismisura e in modo non equo: si pagava più al Sud che al Nord. Il Regno d'Italia non affrontò con serietà nemmeno il problema dell'analfabetismo, e investì nella scuola meno risorse di qualsiasi altro paese europeo. Napoli, come altre città d'Italia, sprofondava nella miseria e nella fame. Le masse agricole analfabete, del Sud e del Nord, prive di mezzi per sopravvivere, furono costrette ad emigrare con la speranza di migliorare la propria situazione.
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COLONIZZAZIONE DELLE AMERICHE E LA VERA STORIA DEL FAR WEST
Pagine 102, euro 7,90.

Storia che va dalla scoperta dell'America fino al Far West e alla situazione dei nostri giorni.
Il razzismo coloniale europeo e i crimini che ne conseguirono furono motivati dalla certezza di superiorità del popolo dominante, e promossi dal potere degli Stati e del Papa. Quest'ultimo, affermandosi come autorità universale, era considerato in grado di distribuire le terre ovunque esse fossero, e le bolle papali legittimarono l'acquisizione territoriale.
Una bolla del Papa Alessandro VI, del 4 maggio 1493, divise mediante una linea che andava lungo il meridiano a cento leghe a ovest delle isole del Capo Verde, assegnando le terre ad Oriente al Portogallo e quelle ad Occidente alla Spagna. I primi colonizzatori, col pretesto della missione religiosa e della lotta contro l'infedele, imposero con violenza il loro potere culturale, politico, sociale ed economico appropriandosi delle terre e di tutte le ricchezze.
Gli spagnoli si sentivano sicuri delle loro capacità militari ed erano motivati alla “lotta contro l'infedele”. Tale sicurezza era stata rafforzata dalla vittoria contro i musulmani nella guerra per liberare le terre nazionali. In quella guerra gli spagnoli si erano trovati a prevalere sui non cristiani e avevano rafforzato l'idea che il cristiano prevalesse sempre sul nemico per la sua superiorità spirituale. La Spagna occupò l'America Centrale e Meridionale, tranne il Brasile che fu occupato dai portoghesi, più il Messico e la Florida.
Dopo il 1540, finito il periodo della conquista, furono organizzate le colonie americane. Si formarono i vicereami della Nueva Espana e della Nueva Castiglia. Carlo V emanò le leggi che costituiranno l'ordinamento coloniale e, per far intendere di essere ormai entrati in una nuova fase del colonialismo, egli non volle più che si utilizzassero le parole “conquista” e “conquistadores”, ma che fossero sostituite con “scoperta” e “coloni”.
L'unione, nel 1580 (fino al 1640), ad opera di Filippo II, del Portogallo e della Spagna, fece crollare l'impero coloniale portoghese, che sarà occupato dall'Olanda.
Il senso di superiorità religiosa nascose e giustificò le vere motivazioni economiche, che porteranno al saccheggio, all'espropriazione delle terre e allo sfruttamento fino al massacro degli indigeni.
Il colonialismo moderno iniziò nei secoli XV e XVI, quando nacquero i rapporti di produzione capitalistici volti a realizzare profitti più alti di quelli che si avevano nel settore agricolo.
Il capitalismo puntava soprattutto sulla produzione e sul commercio di manifatture, ma anche la produzione agricola e l'allevamento furono sviluppati, in modo da avere un più ampio mercato. L'attività finalizzata unicamente all'auto-consumo andava scomparendo e il mercato si allargava sempre più.
I mercanti cercavano sempre nuovi mercati, mentre molti artigiani e contadini, che non potevano reggere la concorrenza industriale, erano costretti a diventare operai salariati. I capitalisti europei puntavano ad estendere i loro mercati verso Oriente perché l'India, il Giappone e la Cina erano ritenuti paesi molto ricchi. Tuttavia, i musulmani potevano controllare tutti i commerci con l'Oriente e l'Estremo Oriente e i sultani egiziani imponevano dazi molto alti alle merci.
La caduta di Costantinopoli (1453), aveva chiuso la via commerciale che dalla Siria e dall'Asia minore portava verso l'Oriente, e anche la sconfitta dei Mongoli ad opera degli Ottomani impediva il passaggio degli europei dalla Mongolia e dall'Asia centrale. Gli europei potevano limitarsi a portare avanti i commerci dalle coste africane (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto) per acquistare principalmente oro, avorio e schiavi. Ma i ricchi europei, abituati al lusso e allo spreco, esigevano più oro e argento e continuavano a cercare nuove vie per andare verso Oriente. Si ebbe dunque un lungo periodo in cui le Americhe furono colonizzate, determinando diverse situazioni di sfruttamento, schiavitù e sterminio.
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I NOMADI NELL’IMMAGINARIO E NELLE PRATICHE RAZZISTE
Pagine 67, euro 5,90.

Questo libro racconta la storia dei nomadi dalla nascita fino ai nostri giorni.
I primi nomadi giunsero in Europa intorno al 1300, e in Italia si registrò la presenza di un primo gruppo nel 1422, erano originari dell'india e abbandonarono la loro terra tra il V e l'XI secolo, in seguito a carestie, guerre e indigenza, spostandosi in piccoli gruppi verso l'Armenia e la Persia. Dal XVI secolo in poi, con la nascita degli Stati moderni, i nomadi furono oggetto di esclusioni, deportazioni, massacri e razzismo. Con l'imposizione di un potere centrale forte, si puntò all'omogeneizzazione dei sudditi e alla loro compattezza dovuta al senso di appartenenza, di conseguenza i nomadi, che non appartenevano a nessuno Stato, furono criminalizzati, e furono emanate leggi che permettevano anche il loro assassinio.
Anche la Chiesa Cattolica fu molto ostile verso i nomadi, e nel 1449 ne ordinò l'espulsione dal suo Stato. Nel 1553, il cardinale Savelli ordinò che tutti gli zingari dovessero lasciare lo Stato Pontificio entro tre giorni altrimenti tutti i loro averi sarebbero stati confiscati.
Nel periodo illuministico si affermò un modo diverso di considerare i nomadi, fu sostenuta la politica di assimilazione dei 'diversi' e si fece strada l'idea che gli zingari dovessero acquisire la caratteristiche degli altri sudditi.
C'è una storia non conosciuta dei nomadi che riguarda i lager e la realtà attuale. Questo libro parla di questi fatti e della situazione attuale del nomadismo.
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LE NEUROSCIENZE: DALLA NATURA DELLA BESTIA ALLA CIVILTÀ DEL CAMBIAMENTO
Pagine 93, euro 7,90.

In un film comico veniva chiesto al mitico Totò, “cosa pensa della civiltà?”, e l’attore rispondeva: “preferisco la jungla”.
Scherzosamente si diceva quello che da molto tempo viene detto in ambiti filosofici o di ricerca psicologica, ovvero che la situazione umana sarebbe singolare e per alcuni aspetti “disagevole”. Freud parlava di “disagio della civiltà” ad intendere che la “natura” degli esseri umani, che in fondo sono anch’essi animali, si ribellava alle restrizioni della “civiltà” producendo forme di nevrosi. In ambiti psichiatrici ci si chiedeva: la cosiddetta “civiltà” è davvero funzionale al progresso umano? Si dava per scontata la contrapposizione individuo/società, e si riteneva che una data cultura (quella occidentale) fosse l’emblema di tutto ciò che le “culture” potessero produrre.
Oggi le nostre conoscenze sono assai più approfondite e complesse, rivelando non soltanto la “natura della bestia”, ma anche le potenzialità che sono insite negli esseri umani, quali creature dotate di potenzialità che consentirebbero un progresso assai maggiore di quello comunemente inteso. Dunque, il pessimismo freudiano del porre al centro di tutto un disagio viene soppiantato da una concezione ottimistica suffragata da esempi concreti.
Molti grandi pensatori dell’antichità e del Rinascimento ci hanno fatto capire quanto complessa sia la natura umana e come possa essere variegata l’esperienza e l’esistenza delle persone.
Oggi esiste un settore scientifico che si occupa degli aspetti mentali e comportamentali dell’uomo, considerandoli all’interno del suo apparato cerebrale. Questo settore scientifico sono le Neuroscienze, che negli ultimi anni hanno confutato molte credenze comuni sugli esseri umani e sulle possibilità di cambiamento.
La parola “cambiamento” suscita in noi sensazioni ambivalenti: da un lato il cambiare ci è gradito perché ogni cosa che si rinnova e cambia dà una sensazione piacevole; dall’altro lato parlare di cambiamento ci fa sentire inadeguati, e ci chiediamo: “perché dovrei cambiare? c’è qualcosa che non va in me?”
Ignoriamo che nella realtà tutto è in movimento, infatti, tutto è energia e tutto vibra. Di conseguenza anche noi siamo energia e vibriamo. Tenere fermo ciò che si muove non si può, quello che possiamo fare è scegliere la direzione del nostro cambiamento. Molti studiosi hanno considerato la nostra mente come uno “strumento poderoso” capace di influire sull’organismo.
Le scienze ufficiali hanno ammesso che tutto vibra, ma di solito questo non viene associato alla vita quotidiana dell’uomo. Ha provato a farlo Raymond Holliwell nell’opera Working with the law (Lavorando con la Legge). In questo libro egli sostiene che per avere successo occorre seguire la “legge della natura”: “Tutti i processi della natura vanno a buon fine, la natura non conosce la parola ‘fallimento’, non pianifica nient’altro che la riuscita, tende ai risultati in ogni forma e modo. Per ottenere il successo nel vero senso del termine dobbiamo imitare i metodi della natura prendendola a modello. Nei suoi principi e nelle sue leggi scopriremo tutti i segreti del successo”.
Questo significa che tutto dipende da come la mente “vibra” ricordando che le sue vibrazioni sono i pensieri. Dunque, a seconda delle caratteristiche dei pensieri si avranno determinati risultati ed effetti.
Non è certo sempre facile capire in che modo produciamo effetti attraverso il pensiero. Di solito ci piace pensare che le cose negative che ci accadono non sono dipese da noi ma dalla realtà esterna.
Questo libro considera gli aspetti più importanti delle Neuroscienze, e come questo settore conoscitivo ci permette di conoscere meglio le nostre potenzialità, riconoscendo il potere proprio degli esseri umani.
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NEI MEANDRI DELLA PSICHIATRIA: SE LA SCIENZA NON SA COS’E’ LA MENTE, COME PUO’ CURARLA?
Pagine 107, euro 7,90.

La Psichiatria viene considerata una "branca specializzata della medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione dei disordini mentali". Comunemente si è indotti a considerarla una scienza al pari della chimica o della fisica. In realtà, la Psichiatria non cura le malattie del cervello e del sistema nervoso, che sono di competenza della neurologia, ma soltanto presunte "malattie della mente", utilizzando farmaci che agiscono sul sistema nervoso, alterando le funzioni cerebrali, talvolta con conseguenze irreversibili.
In particolare negli ultimi decenni, la Psichiatria è stata duramente contestata da molti studiosi, che la considerano un mezzo del sistema per controllare la mente delle persone giudicate pericolose.
Di fatto la Psichiatria non può utilizzare un metodo scientifico, poiché non conosce l'oggetto di cui si spaccia esserne la scienza, ossia il disagio mentale. Per questo motivo le diagnosi psichiatriche possono variare a seconda del medico che le fa e i metodi di "cura" spesso peggiorano le condizioni del paziente, e tendono ad annullare i sintomi piuttosto che a guarire dalla presunta malattia. Molti studiosi hanno messo in evidenza che la Psichiatria tende a considerare tutte le problematiche psichiche come dovute a scompensi di tipo organico, e dunque interviene con metodi che alterano le funzioni cerebrali, con conseguenze tragiche per i pazienti. Inoltre, il concetto di "normalità" da cui derivano le definizioni di "malattia mentale" è di difficile definizione, e dunque si potrebbero far rientrare nella patologia anche comportamenti che denotano semplice ansia esistenziale o preoccupazione e paura. Come disse una paziente: "la normalità non è altro che un paravento dietro cui si nasconde chi ha il potere, per opprimerci".
I metodi psichiatrici non sono metodi scientifici, e anche la definizione di "malattia mentale" non è chiara e definita scientificamente. La Psichiatria si vale di etichette per motivare una cura, e non considera per nulla i vissuti personali dei soggetti, limitandosi a considerare la loro "malattia" come dovuta ad alterazioni del cervello, ovvero utilizzando criteri esclusivamente organici, come nella vecchia tradizione positivistica.
E’ stato stilato un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DSM IV), oggi utilizzato dalla Psichiatria nazionale e internazionale come fondamento della propria attività. Si tratta di un documento perlomeno singolare, verso il quale sono state sollevate non poche critiche. Spiega lo psichiatra Ron Leifer: “Quel manuale è in pratica una classificazione arbitraria di pensieri, umori e comportamenti, decisa da un comitato di psichiatri che fanno parte dell’Associazione Psichiatrica Americana… non c’è una minima prova credibile, che gli scienziati accetterebbero, che quanto chiamano ‘malattia mentale’ è una malattia o squilibrio biochimico. E’ tutta una frode.”
In questo libro percorreremo tutti i momenti salienti della Psichiatria, considerando i suoi metodi, le tecniche e l’ideologia di base. Dall’origine fino ai nostri giorni, capiremo cosa accompagna l’esigenza di “normalizzare”, o di porre un controllo sulla mente degli individui, paventando una pericolosità sociale che in molti casi non esiste.
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COME LA FISICA QUANTISTICA PUÒ CAMBIARE LA VITA DI TUTTI I GIORNI: I SEGRETI DELLE NUOVE CONOSCENZE SCIENTIFICHE PER MIGLIORARE LA VITA QUOTIDIANA
Pagine 100, euro 7,90.

Specialmente negli ultimi anni, si è diffuso l’interesse verso la Fisica Quantistica, e molti autori hanno fatto ricerche per capire come le nuove conoscenze possono modificare i paradigmi comuni, producendo effetti sulla vita quotidiana.
Le nuove conoscenze di Fisica quantistica confutano gli assunti della scienza tradizionale, e cambiano completamente la concezione della materia e della realtà umana. Per molto tempo è stata imposta un’immagine meccanicistica della natura, per creare un senso di rigidezza e di staticità. Tuttavia, a partire dall’inizio dello scorso secolo, la concezione meccanicistica newtoniana è stata distrutta dalle prime sperimentazioni della Fisica quantistica. La Meccanica Quantistica ha smantellato i due pilastri che reggevano la vecchia scienza: causalità e determinismo.
I fenomeni sono considerati dalla fisica quantistica in termini di statistica e probabilità, escludendo rigidi rapporti di causa ed effetto. Una delle teorie più sconvolgenti della fisica dei Quanti è la teoria della "Non-Località", ovvero la possibilità che le particelle interagiscano anche a distanza l’una dall’altra. Il “Principio d'Indeterminazione di Heisemberg” sostiene che a seconda se l'intervallo di tempo considerato è breve, tanto più incerta sarà la misurazione dell'energia. Questo libro parla di come le nuove conoscenze potrebbero modificare la percezione della realtà, cambiando le aspettative, le credenze e i valori.
La portata delle nuove conoscenze di Fisica Quantistica è molto ampia. Come disse il fisico Niels Bohr: “Chiunque non sia scioccato dalla teoria quantistica non l’ha capita.”
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COS’È VERAMENTE IL TERRORISMO?
Verità storiche sconcertanti sul fenomeno più inquietante degli ultimi decenni.

Pagine 120, euro 7,90.

Si tratta di un libro che spiega il vero significato storico del fenomeno chiamato "Terrorismo", attraverso testimonianze, fatti, e analisi storiche.
In particolare dopo l'11 settembre 2001, gli Usa hanno chiesto aiuto al mondo intero per combattere il "terrorismo", e hanno fortemente armato le milizie di molti Paesi.
Ma cos’è davvero il “terrorismo”? Dobbiamo credere che si tratti di milizie “irrazionali” che nessun esercito potentissimo è in grado di sconfiggere?
Questa "lotta al terrorismo" appare sempre più assurda e piena di contraddizioni. Fu Bush junior a parlare di “asse del male" (Axis of Evil), ad intendere i paesi nemici dagli Usa, che avrebbero la responsabilità di sostenere il "terrorismo". Ma dopo anni di “lotta al terrorismo” si può constatare che le persone colpite sono persone comuni, e a causa del “terrorismo” le truppe statunitensi hanno potuto giustificare occupazioni militari e repressioni.
Anche se il “nemico terrorista” è stato propagandato come il più pericoloso per l’Occidente soltanto a partire dagli anni Novanta, l’analisi storica svela che il termine terrorismo ha un’origine diversa. Infatti, il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento dalle autorità occidentali, ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano al loro potere.
Le autorità di tutti i paesi che avevano colonizzato l’Africa e l’Asia, attuarono veri e propri genocidi, provocando guerre, costruendo lager e riducendo alla fame.
Come accade anche oggi, la propaganda dei regimi di questi paesi, parlava di intenti filantropici verso gli asiatici e gli africani, dicendo che questi popoli avevano bisogno di essere “civilizzati” dagli europei.
Inoltre, le ricerche storiche indipendenti hanno messo in evidenza che diversi gruppi terroristici sono addestrati e finanziati dai servizi segreti di alcuni paesi, in particolare, americani, europei e israeliani.
In concreto, il “terrorismo” ha permesso di giustificare crimini contro l’umanità, e di calpestare i diritti umani. Con l'accusa generica di "terrorismo", sono stati commessi molti crimini. È stata praticata la tortura, ci sono stati molti casi di arresto arbitrario, e sono state fatte sparire migliaia di persone in molti paesi del Terzo Mondo, di cui non si è saputo più nulla.
Paventando il "pericolo terrorismo", gli Usa hanno realizzato una massiccia militarizzazione in moltissimi paesi del mondo, imponendo basi permanenti e personale per addestrare le forze armate locali. In molti paesi del Terzo mondo, il Pentagono ha provocato gravi problemi, utilizzando il "pericolo terrorismo" per giustificare le ingenti forniture di armi e l'addestramento di gruppi militari e paramilitari, che hanno represso la dissidenza e hanno consentito alle corporation di appropriarsi delle risorse delle nazioni.
Attualmente il terrorismo agisce soprattutto nei paesi in cui negli ultimi dieci anni la povertà è cresciuta, come l'India, l'Indonesia, la Thailandia, la Birmania, l’Afghanistan, l’Iraq, la Turchia, l'Egitto e molti altri, e uccide persone povere che si ribellano al potere ingiusto e corrotto, o civili inermi. Molti attentati terroristici non sono stati nemmeno notificati nei media occidentali, anche quando i morti erano centinaia.
Tutto questo ha suggerito a molti studiosi che il significato di “terrorismo” che ci proviene da fonti ufficiali è talvolta mistificato, e di certo non risulta chiaro e completo.
In questo libro proveremo a chiarire il vero significato del fenomeno terroristico, tenendo conto delle prove documentali e degli eventi storici che non molte persone conoscono nella loro veridicità.
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MA QUALE SCIMMIA!
La falsità ideologica e i suoi effetti


Pagine 131, euro 8,90


Si parla spesso del potere collegandolo alla sfera politica o finanziaria. Ma questo tipo di potere non potrebbe esistere senza le ideologie che lo supportano, inducendo i popoli ad accettarlo.
In questo saggio si parla proprio delle “ideologie dell’illusione”, ovvero delle ideologie create per reggere un sistema sostanzialmente statico e involuto, che utilizza sistemi ideologici per celarsi o per mostrarsi in modo diverso da come esso è realmente.
In particolare, viene trattata l’ideologia di Darwin, che è tra le tante ideologie del sistema, che rappresentano paradigmi percepiti come ineliminabili, o addirittura parte della stessa realtà. Questa percezione le rende molto forti, a tal punto che occorre un lungo percorso di consapevolezza per liberarsene. La maggior parte delle persone le accetta senza accorgersene, non percependo il sistema di potere motivato ad imporle.
La teoria di Darwin è assai ricca di potere di condizionamento, poiché essa riassume molte questioni fondamentali della nostra esistenza: l’origine dell’uomo, il senso delle creazioni, la questione dell’origine della vita, il significato dell’esistenza umana, ecc.

Cosa implica l’accettazione di questa ideologia?
Occorre dire che spesso l’accettazione di queste ideologie è passiva, ovvero non avviene per libera e cosciente scelta, ma in modo passivo, attraverso il condizionamento mentale. Questo condizionamento è possibile in quanto la stragrande maggioranza delle persone vive in uno stato che non è di piena consapevolezza della loro esistenza, e non c’è uno stato attivo nelle scelte di vita più importanti.
Per meglio chiarire e argomentare le ideologie dell’illusione, che si affermano a causa dell’inconsapevolezza umana, utilizzeremo le più importanti pubblicazioni e ricerche, che provano lo stato illusorio con il quale oggi vengono accolte molte teorie ideologiche, che vengono spacciate per “scienza” anche se non sono supportate da nessuna prova scientifica.
Questo e-book considera gli autori più importanti, che hanno chiarito il vero significato di queste ideologie, svelandone la falsità.
Non si tratta di esprimere opinioni, a favore o contro un’ideologia, ma si tratta di capire come e perché determinate conoscenze sono state imposte come base del nostro approccio verso la realtà, condizionando l’idea che si può avere di se stessi e del mondo.
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LA FOLLIA DELLA VERITÀ
La Rivoluzione di coscienza nel mondo attuale


Pagine 177, EURO 8,90

Sono passati ormai diversi secoli da quando lo studioso umanista Erasmo da Rotterdam scrisse il suo celebre libro “L’Elogio della Follia”, nel quale spiegava che diversi comportamenti umani possono scaturire da una follia “sana”, che se venisse a mancare decreterebbe la fine di ogni civiltà umana.
In questo e-book proveremo anche noi, nel nostro piccolo, che la Verità è spesso considerata follia da chi non è pronto a riceverla, e che talvolta ciò che comunemente possiamo ritenere saggezza può, in un’analisi approfondita, svelarsi come falsità.
Di certo, la Rivoluzione di Coscienza, che è la vera rivoluzione, si erge proprio su molte Verità disconosciute ai più, talvolta paradossali, che spesso capovolgono i parametri con i quali si è indotti a giudicare la realtà. Verità scomode ad alcuni, e sempre prolifere di effetti.
Da ciò deriva l’idea che la vera rivoluzione non ha colpi di scena, non è annunciata da trombe altisonanti, né può scaturire da una prova di forza di alcuni contro altri. Essa è silenziosa, poiché avviene dentro ogni individuo, quando egli è pronto ad accogliere quelle verità che prima gli apparivano follia.
“La Verità vi farà liberi” è il detto evangelico. Ma è chiaro che la verità che rende liberi non è prevalente nella comune realtà, altrimenti tutti sarebbero già liberi. Quindi, occorre attuare quel percorso di consapevolezza che può portare alla verità, e trovare la verità, dato che significa liberarsi, significa anche attuare quella rivoluzione che trasforma un mondo infernale in un Paradiso.
Sono ormai alcuni decenni che diversi personaggi, di vario genere (scrittori, giornalisti, opinionisti, artisti, personaggi mediatici, ecc.) ci avvertono che il nostro pianeta sta vivendo qualcosa di nuovo, di importante.
In diversi settori, avvertono gli studiosi, la rivoluzione è già avvenuta, e si tratta soltanto di espandere i suoi effetti in modo sempre più ampio all’umanità.
“Possibile che non ce ne siamo accorti?” direbbe qualcuno.
In teoria, se si tratta di eventi concreti, tutti potrebbero accorgersene, ma di fatto questo dipende dall’essere pronti a farlo. Diversi autori parlano di una fetta d’umanità, che cresce di giorno in giorno, e che ha raggiunto un grado di consapevolezza abbastanza elevato da riconoscere il cambiamento e prenderne parte.
Al contrario di quello che alcuni pensano, questa rivoluzione non contempla necessità di guerre, né di sommosse popolari, né di fatti naturali eclatanti. Questa rivoluzione si articola su nuovi paradigmi storici, religiosi, culturali, scientifici e sociali.
In questo saggio cercheremo di toccare alcuni aspetti di questa rivoluzione, che deve essere intesa come una base di cambiamento che rivoluziona il vecchio modo di concepire il mondo, gli eventi storici, la religione e la stessa esistenza umana.
Di che tipo di rivoluzione si sta parlando? Chi sono i protagonisti? Cosa viene prodotto?
La rivoluzione di cui parleremo permette anche di dare alle malattie fisiche e mentali una nuova collocazione e nuovi significati. Permette di vedere in modo diverso la possibilità di azione umana sulla realtà, e il legame tra gli esseri umani e la realtà planetaria.
Ci accingiamo a documentare diversi contenuti assunti da questa Rivoluzione di Coscienza, che riguarda al momento soltanto una parte dell’umanità. Una rivoluzione concreta, i cui protagonisti provengono dalle più svariate formazioni ed estrazioni sociali. Una rivoluzione che riguarda i paradigmi della scienza ufficiale, così come i dogmi religiosi, le concezioni filosofiche, gli studi neurobiologici, il Dna, ecc.
Di certo, gli autori che considereremo offrono un’idea di portata assai ampia di questa rivoluzione, che non può essere annullata, bloccata o fermata da nessuna arma e da nessun potere.
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ZOO UMANI DI IERI E DI OGGI
Dalle fiere etniche ai selfie del poorism


Pagine 162, euro 8,90

Nella seconda metà dell'800, gli ambienti scientifici occidentali entrarono in una fase in cui l'ottimismo sulle risorse conoscitive dell'uomo raggiunse l'apice. Si diffuse la convinzione che proprio grazie alla conoscenza umana e all'applicazione dei suoi risultati dipendesse la felicità e il progresso dell'intera umanità.
Negli ambienti scientifici si tendeva a negare gli aspetti trascendenti della realtà, e l'uomo appariva come frutto di un determinismo immodificabile ma razionale. Si poteva riassumere nelle sue caratteristiche genetiche e, in misura minore, nelle sensazioni che lo mettono in rapporto con il mondo esterno. Una relazione 'meccanica' e codificabile, che potrà così far sapere in anticipo quello che l'uomo sarà in futuro a seconda della sua appartenenza ad una 'razza' o ad un contesto sociale.
E' il periodo in cui si afferma il sistema industriale come sistema di libero scambio internazionale, e nasce l'idea che gli esseri umani possano evolversi grazie ai contatti tra le nazioni.
Artefice del progresso è lo scienziato, che può risolvere tutti i problemi, guidando i sistemi politici. Sarà lo stesso scienziato a stabilire i gruppi umani più evoluti e quelli con caratteristiche genetiche inferiori, che potrebbero intralciare l’evoluzione.
La conoscenza scientifica sarà intesa come potere, o come giustificazione del potere, credendo implicitamente che essa rappresenti l’unico percorso evolutivo possibile per gli esseri umani.
Nel Positivismo, c’è l’idea che i fenomeni sociali, al pari dei fenomeni naturali, possono essere modificati attraverso le leggi che le determinano. Lo studio delle leggi, che presiedono allo sviluppo delle società, permetterà di guidare gli Stati a realizzare società biologicamente migliori. In questo contesto ideologico, l'evoluzione biologica verrà a coincidere con l'evoluzione morale dei singoli esseri umani.
Il Positivismo incoraggiava misurazioni e quantificazioni. Nel 1861, il neurologo Pierre-Paul Broca sostenne che, dato il volume maggiore del cervello maschile, si poteva stabilire una superiorità "negli uomini rispetto alle donne, negli uomini di genio rispetto a quelli mediocri, nelle razze superiori rispetto a quelle inferiori". Era il preludio di tanti studi successivi, eugenetici, biologici, antropologici e psicologici, che si prodigheranno nel cercare le disuguaglianze atte a stabilire gerarchie tra gli esseri umani. Le gerarchie principali erano: Uomo superiore alla Donna, popoli occidentali superiori ai popoli non occidentali, ceti sociali elevati superiori ai ceti sociali inferiori.
Si faceva spazio l’idea che alcuni esseri umani dovevano essere considerati inutili o senza valore, come ad esempio i disabili, gli zingari e i poveri.
Dunque, la Scienza, prodotto umano, assurgeva a qualcosa di sovrumano, capace di negare o affermare, di far vivere o uccidere.
C’è il paradosso del gruppo umano che crea il sovrumamo, ma lo nega per tutti gli altri esseri viventi, decretando che, addirittura, una delle caratteristiche di inferiorità risiede proprio nel credere al sovrumano.
La scienza imporrà il proprio potere come sovrumano, facendo credere di essere infallibile, e decidendo quali sono le persone utili o inutili, dotate di valore o prive di valore, addirittura pericolose per l’umanità.
Era il periodo in cui le maggiori potenze europee cercavano di prendere possesso delle risorse africane e asiatiche. Fra il 1840 e il 1870, aumentò l'afflusso di europei commercianti, avventurieri, missionari e medici, che andarono in Africa. Molti di loro scrivevano diari, resoconti o rapporti, come testimonianze dei loro viaggi.
L’immagine dell’indigeno coloniale veniva scandagliata e analizzata in molte maniere in ambito scientifico, nel tentativo di individuare caratteristiche che avrebbero suffragato la sua appartenenza al regno animale più che alla realtà umana. Occorreva una motivazione scientifica per giustificare la crudeltà coloniale.
Anche l'Occidente di oggi, esattamente come ieri, possiede convinzioni a proposito dell'indiscussa superiorità occidentale. Si tratta spesso di convinzioni non espresse ma date per scontate, che vengono associate ai dati di fatto: alla superiorità tecnologica, alla superiorità economica e al modello liberale, considerato il migliore. Secondo alcuni storici, la fine della Guerra fredda ha coinciso con una ripresa vigorosa dell'etnocentrismo occidentale.
Il razzismo assume in questo contesto diverse connotazioni: viene visto attraverso i processi di dominio coloniale e le tante discriminazioni rivolte a diverse categorie di persone. Basti pensare alle migliaia di immigrati morti nel tentativo di sfuggire alla miseria, e ai tentativi delle autorità europee di porre muri e ostacoli verso gli immigrati provenienti dal terzo mondo. Fenomeno non certo scomparso, anzi, molto attuale, in un sistema fondato sulla discriminazione e sul potere finanziario di pochi.

Anche ai nostri giorni esistono zoo umani, sebbene nel tempo abbiano acquisito caratteristiche diverse. L’indigeno asiatico, americano o africano non viene più rinchiuso in una gabbia o mostrato nelle fiere, ma sono gli europei che vanno da lui, in veste di turisti. Sono quindi nati altri fenomeni, come il poorism, che riportano al senso del diverso, e della superiorità europea su chi è visto nella sua povertà e nel suo disagio.
Come questo e-book prova, le separazioni tra culture non sono state affatto superate ai giorni nostri, anche se il senso di superiorità dei paesi ricchi su quelli delle ex colonie è dissimulato, coperto da coltri di buone intenzioni e da buonismo egualitario, che tradiscono nei fatti l’esistenza di un razzismo strisciante, che impedisce alla realtà umana di essere una sola, come in verità essa è.
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IL VOLTO DI GERIONE
Le verità che nessuno dice su papa Bergoglio

Pagine 110, euro 9,90

Con stupore, nel febbraio 2013, abbiamo appreso che papa Joseph Ratzinger si era dimesso. Tra lo sconcerto generale, ci chiedevamo perché fosse successa una cosa del genere, ricordando che non si era dimesso nemmeno papa Giovanni Paolo II, pur essendo gravemente ammalato, a tal punto da non riuscire quasi più nemmeno a parlare. Se non lo aveva fatto nemmeno lui, perché lo ha fatto papa Benedetto XVI?
Le motivazioni erano tante, e dipendevano dalla situazione del Vaticano, ma anche dall’esigenza di portare al potere un personaggio come Jorge Mario Bergoglio.
Oggi, dopo tre anni, questo personaggio ha creato una sua immagine mediatica, che presenta un alone di buonismo e un notevole attivismo mediatico. In tal modo, ha convinto molti, ma non tutti.
Per alcuni, la sua immagine mediatica non corrisponde affatto a verità.
Di certo, questo personaggio presenta almeno due diversi volti: uno è quello bonario, simpatico e filantropico che offre a tutti, l’altro comprende diversi retroscena legati alle sue azioni in epoca precedente alla sua elezione, e alla sua formazione.
Dietro il sorriso bonario e l’immagine di uomo umile che ama la gente, Bergoglio nasconde molte cose, in primis, un bagaglio di conoscenze che gli permettono di operare un’efficace manipolazione sulle menti e sulle coscienze di molti. Egli è stato formato dalle scuole gesuite, che sin dalla loro fondazione risultavano essere le più capaci di mettere a punto sofisticate tecniche per imbrigliare la mente umana. Infatti, senza tecniche di manipolazione mentale, come potrebbe un personaggio con un passato controverso essere considerato da molti un papa buono e giusto? Come potrebbe un personaggio che vive negli agi, e che è al vertice di una delle strutture finanziarie più potenti del mondo, essere accostato addirittura al “santo poverello”, ovvero San Francesco d’Assisi?
E’ chiaro che da quando è salito al soglio pontificio, Bergoglio si è curato di mettere in pratica conoscenze apprese in ambiti gesuiti, per fare in modo che il suo papato risultasse efficace nell'attirare molta gente alla chiesa cattolica.
I paradossi, le incongruenze e i lati non poco inquietanti di Bergoglio sono tanti, e in questo ebook saranno svelati. Si parlerà delle diverse tecniche di manipolazione utilizzate da Bergoglio, degli anni in cui visse in seno alla dittatura, del suo controverso atteggiamento verso i pedofili, dei retroscena delle sue “dichiarazioni strategiche”, del suo rapporto con i luoghi in cui il clero cattolico viene perseguitato, delle sue idee sulla povertà, sull’omosessualità, e di molto altro.
Questo ebook parla con chiarezza delle vere caratteristiche della personalità di Bergoglio, e delle ragioni che lo hanno portato ai vertici del Vaticano, spodestando il papa precedente.
Si capiranno le parole del giornalista investigativo Horacio Verbitsky, che nel 1999 (ben prima dell’elezione di Bergoglio), scriveva dell’allora arcivescovo di Buenos Aires: “A seconda della fonte che si consulti è l’uomo più generoso e intelligente che abbia mai detto messa in Argentina o un machiavellico malfattore che tradì i suoi fratelli per un’insaziabile ambizione di potere”.
Il grande poeta Dante Alighieri parlò di Gerione, un mostro col volto bonario, che ispirava fiducia e appariva come una persona saggia, pur essendo un essere mostruoso.
La verità su Bergoglio è inquietante proprio come il volto del mostro Gerione.
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EPPUR SIAM DONNE!
Corpi, bellezza, seduzione e intelligenza: essere donne nella società di oggi.

Pagine 198, euro 9,90.

Nella cultura occidentale, specie negli ultimi decenni, si è imposta l’idea che la donna abbia ormai acquisito gli stessi diritti dell’uomo. Per sostenere questa idea, si citano le leggi che in molti paesi garantiscono l’uguaglianza, oppure si fa riferimento a culture che ancora vessano la donna, come la cultura araba, in cui si riconosce alla donna un ruolo all’interno della famiglia, negandole altri ruoli socialmente attivi, e imponendole un abbigliamento che manifesta il ruolo limitato e “nascosto” che la donna deve avere in quelle società.
La domanda è: davvero le donne occidentali non soffrono alcuna grave discriminazione o vessazione?
Ciò che si argomenta in questo ebook è la possibilità della donna di oggi di esprimere se stessa, di realizzare le sue risorse, o di sviluppare i suoi propri talenti. Questo libro considera i molti settori che si interessano alle donne, o che interessano alle donne: l’arte, la moda, la bellezza, la scienza, ecc., considerando la vita di alcune donne, per comprendere se le loro ansie, le loro speranze e le loro gioie possono essere estese anche ad altre donne.
Emerge che nella cultura occidentale le donne non sono sempre così favorite come potrebbe sembrare.
Ma c’è un luogo in cui le donne appaiono più degli uomini: il mondo della moda e della pubblicità. Purtroppo, nel mondo mediatico la donna appare spesso in modo negativo: salgono alle cronache donne superficiali, narcisiste, disposte a tutto per denaro o popolarità. Ma le donne “reali”, ovvero la maggior parte delle donne, non sono così. In generale, la realtà femminile è migliore di quello che i media suggeriscono. Purtroppo le distorsioni mediatiche sulle donne sono tante. L’immagine femminile non è soltanto strumentalizzata per attirare l’attenzione su un prodotto, ma è anche mistificata, spesso peggiorata e stereotipata.
Insomma, le donne non hanno la parità rispetto all’uomo, e sono danneggiate dalle distorsioni mediatiche, ma non se ne parla mai, perché si dà per scontato che debba essere così. Perché è sempre stato così.
Oggi, alle già gravi discriminazioni, si aggiunge la denigrazione offerta copiosamente dal potere mediatico e dai modelli irraggiungibili che esso offre.
Le donne rimandano al “femminile”, che è da intendere come una sfera di potenzialità umane possedute in una certa misura anche dagli uomini. Il femminile è un potente Archetipo, come già Jung aveva spiegato. Il femminino nero è un simbolo importante delle potenzialità di rinascita. Il femminile rappresenta quella sfera che completa il quadro delle potenzialità umane, senza la quale non potrebbe esserci alcuna civiltà.
Dunque, occorre proteggere il diritto ad essere se stessi e ad esprimere gli aspetti più evoluti dell’esistenza. In altre parole, il diritto a non vivere una vita “piatta”, in cui si crede che il successo sia possesso di cose materiali e il valore della persona sia da collegare alla consistenza del conto in banca.
Occorre una nuova logica, nuovi paradigmi, che non soltanto vedano la donna come una persona fra persone, ma anche valorizzino il femminile come fonte di grandi potenzialità, che possono migliorare la realtà, aggiungendo caratteristiche essenziali ad un vero sviluppo sociale e morale.
Questo ebook raccoglie diversi articoli pubblicati sul periodico Nuova Energia, oltre ad altri capitoli in cui si trattano temi legati alla figura femminile nel mondo di oggi. Si parla di Moda, Bellezza, Seduzione, Costume, Cinema, Televisione e di altri argomenti, tutti riguardanti la Donna e il Femminile.
L’approccio è assai diverso da quello massmediatico, in quanto su questo ebook potrete trovare molte conoscenze sulle donne e sul femminile che la cultura ufficiale tende a tralasciare. Nei libri di Filosofia non leggerete che Socrate riconosceva una donna come sua “mentore”, né avrete mai sentito parlare delle scienziate del mondo antico, vere e proprie artefici del sapere scientifico giunto fino a noi. Pochi conoscono le artiste e le scrittrici, che, fino a pochi secoli fa, per farsi strada dovevano fingere di essere uomini, e adottare uno pseudonimo maschile.
In questo ebook troverete diversi esempi dei metodi utilizzati per limitare e manipolare la personalità delle donne, e anche esempi di donne che hanno saputo esprimere comunque la loro personalità e i loro talenti.
Si intraprende un percorso alla scoperta del femminile della nostra epoca, smascherando i settori che mirano a creare la donna contemporanea, fidando nel potere sociale e culturale di plasmarla.
In ogni brano troverete elementi nuovi, che riguardano i tanti modi di asservire le donne, la loro intelligenza e persino il loro corpo, alle esigenze del sistema.
La conoscenza e la comprensione di questi meccanismi può concorrere a far emergere la donna nuova: quella che ogni cultura patriarcale teme, ma che nessuna cultura può sopprimere definitivamente.
Il senso di questo ebook è proprio questo: i due generi sessuali possono coesistere ed imparare l’uno dall’altro. In fondo, l’umanità è un concetto univoco. Come non è “inferiore” l’uomo rispetto alla sfera propriamente femminile, non è inferiore nemmeno il femminile rispetto agli standard propriamente maschili, possedendo lo stesso diritto di esistenza.
Non si tratta di dire “Dio è una donna”, come ha fatto la cantante Gianna Nannini. Dio non è né donna né uomo, dato che è Dio.
Se si vuole vivere in una società degna di essere definita “civile” occorre concepire una società di persone, tutte con pari diritti e dignità. Tutte depositarie di importanti potenzialità, che possono arricchire la società. Per crescere e migliorare la qualità della vita di tutti, occorre stare insieme senza etichette né stereotipi. Ma per arrivare a questo, occorre prendere coscienza della realtà di oggi, e del profondo disagio che produce nelle donne, molte delle quali ricorrono agli psicofarmaci o al bisturi, per non risalire all’origine del loro problema.
Queste pagine sono frutto di studi, ricerche, e possono essere foriere di riflessioni, o divertenti ironie. Con la consapevolezza della realtà, si diventa in grado di guardare all’interno di se stessi, trovando il coraggio di essere se stessi, andando contro stereotipi, consuetudini e contro la moderna schiavitù mediatica e tecnologica.
Perché è bello essere se stessi, aprendo le possibilità per essere profondamente umani, in un mondo che vorrebbe ridurci a robot. Tutte le donne vogliono vedere le proprie potenzialità realizzate, nel sociale come nella creatività, e in tutto ciò che desiderano, per poter dire: "Eppur, siam donne!"
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lunedì 7 maggio 2018

CARCERI VOLONTARIE






Di Antonella Randazzo

Il giornalista Marco Liorni ha condotto un programma chiamato “Tra cielo e Terra”, trasmesso in varie puntate sulla Tv “Marco Polo”. Quello che colpisce dai contenuti di questo programma, è l’altissimo livello di repressione che può raggiungere l’essere umano, e non soltanto nella religione cattolica.

I monasteri hanno celle piccole come quelle delle strutture carcerarie, alcuni monaci non possono nemmeno uscire dal monastero, e hanno una giornata completamente preorganizzata dalle autorità superiori.
Le domande sono: cosa cambia rispetto al carcere? Ovviamente, l’elemento della volontarietà.
Questo può bastare per vedere questo fenomeno come comune e normale?

Perché esistono persone che volontariamente si rinchiudono in monasteri?

Dall’ebook di Antonio Fiorella, "Il labirinto della ragione", leggiamo:

“A modo suo Osho, (il Maestro che fondava il suo profondo senso critico sul rifiuto di qualsiasi valore trasmesso dalla società nel suo insieme, fosse di natura culturale o religiosa, tramandato dalla tradizione o adottato nella contemporaneità), insegna ad affrontare la vita con uguale distacco e discernimento, senza alcun timore reverenziale verso le gerarchie di ogni risma, con atteggiamento agnostico, per fare emergere la nostra individualità repressa... La Bibbia, la Torah, i Veda (i libri sacri dei cristiani, degli ebrei, degli hindu) sono stati scritti, trasmessi da una generazione all’altra e inculcati alle nuove generazioni per impedire all’individuo di mettersi sul cammino della verità. ”E la verità possiede una caratteristica importantissima: finché non la scopri in prima persona, per te non potrà mai essere davvero una verità.” Così come le leggi della fisica valgono dappertutto allo stesso modo, non può esistere un dio cristiano, un dio ebreo, un dio hindu. Le religioni, tutte, non sono mai state capaci di accettare i limiti della propria conoscenza di fronte ai fenomeni naturali; sono state sempre così “arroganti” da credere di poter spiegare tutto e da volere trasmettere “conoscenze fasulle” alle genti, trasformando “il mondo intero in un manicomio.” Le religioni orientali, induismo, giainismo e buddhismo, insegnano che le cattive azioni compiute nelle vite precedenti sono causa dell’infelicità nella vita successiva. Una spiegazione che si presenta, perlomeno in apparenza, più ragionevole di quella cristiana secondo la quale il peccato originale di Adamo ha condannato non solo l’intera umanità all’espiazione, ma ha anche determinato la discesa sulla terra del figlio di dio e la sua crocifissione. Insomma sarebbero seimila anni che il peccato originale mantiene la sua carica radioattiva. Buddha e Mahavira, con l’insegnamento della pratica della nonviolenza, “sono responsabili di 25 secoli di schiavitù dell’India.” Mentre Gandhi con il suo esempio ha insegnato “alla gente a essere violenta contro se stessa.” Osho, al contrario, non ha professato la filosofia della nonviolenza; il suo modello di vita si identifica nella riverenza verso la vita. E quindi rispetto tanto per la vita altrui quanto per quella propria. Perché rispettare, amare gli altri, e infierire contro se stessi? Qualsiasi uomo privo di spiccata intelligenza, ma forte di carattere, può diventare davvero pericoloso per sé e per gli altri, perché la sua determinazione può condurlo in un vicolo cieco. Vengono talvolta citate vite esemplari di santi che si percuotevano ogni giorno, finché il sangue usciva a fiotti. “Il giainismo è l’unica religione che permette a un monaco... di digiunare fino alla morte. Non lo chiamano suicidio... La parola santhara indica l’abbandono del desiderio di vivere, andare oltre il desiderio di vivere.” La naturopatia, una pratica Yoga, ha escogitato un modo per pulire l’intestino, quello d’ingoiare una strisciolina di stoffa lunga 10 metri... Io, racconta Osho, impedivo a mia zia di fare questo trattamento, ma quando me ne sono andato, è stata libera di ripulire se stessa, ed è morta. Gandhi, seguace della naturopatia, era solito farsi degli impacchi di fango, dei clisteri, ed era dedito all’osservanza “del mangiare questo e del non mangiare quest’altro...” Che senso ha la rinuncia? Come si può rinunciare a qualcosa, come il cibo o il sesso, se non con la repressione? “Se metti insieme tutte le cose condannate da tutte le religioni del mondo, ti renderai conto che hanno condannato l’intero genere umano... In verità continuerai a essere attaccato a tutte quelle cose, soltanto che avverrà in modo distorto.” E’ importante capire a fondo il fenomeno repressivo, che altro non è se non “il meccanismo di asservimento dell’uomo.” Infatti, aggiunge Osho, non esistono religioni che siano d’accordo su qualcosa, salvo che sulla repressione, poiché ciò consente loro di ridurre l’umanità in uno stato di soggezione psicologica e spirituale. La dipendenza della maggior parte delle persone, da alcune categorie particolari del genere umano, è sorprendente. Politici, preti e pandit hanno sempre agito in combutta mettendo la religione al servizio delle istituzioni. Quanti un tempo si rivolgevano al sacerdote, ora - se sono ricche e raffinate - vanno dallo specialista di turno (psicanalista, personal trainer o dal farmacista), “ma si tratta sempre della stessa gente.”
Cosa avevano in comune Socrate, Al Hillaj Mansur e Gesù da suscitare l’ostilità di molti dei loro contemporanei? Erano degli illuminati, dicevano cose che “disturbavano” il sonno delle autorità, invitavano i seguaci a seguire percorsi alternativi... Pablo Picasso diceva di aver impiegato quarant’anni della sua vita per superare quello che gli avevano insegnato da giovane. Ad un uomo che lo accusava di dipingere come un bambino di cinque anni il pittore rispose: "Magari potessi!" “La comunicazione avviene attraverso le parole, la comunione attraverso il silenzio.” Liberati dal sapere dottrinale e conquisterai l’armonia. Aumentando il numero degli illuminati, con l’elevarsi del livello dell’energia meditativa, molte cose cambieranno. La confusione regna sovrana in molte menti appartenenti a tutti gli strati sociali; le popolazioni restano schiave di assurde credenze, legate a rituali inibitori e propiziatori. La semplice idea della creazione, afferma Osho, ci trasforma in qualcosa di arbitrario, nel frutto del capriccio divino... Secondo i dettami delle chiese non “ti è permesso pensare,” perché pensare ti porterebbe fuori strada. Devi invece avere fede, coltivare la fede, recitare il mantra, le giaculatorie che accrescono la fede, che equivale a commettere il suicidio della propria intelligenza. E ricorda, insiste Osho, la mia verità non potrà mai diventare la tua verità, perché non c’è modo di trasferirla da una persona all’altra. Solo se coltivi una visione distaccata e fuori dal tempo diventi un uomo libero. Una élite di uomini senza scrupoli cerca d’imporre la dittatura globale servendosi di ogni mezzo. Nel costatare com’è distribuita la ricchezza e nel prendere atto del dominio culturale in essere, si fa davvero poca fatica a crederci. A spanne tutti abbiamo una chiara visione del mondo a forma di piramide: ogni istituzione è governata da una minoranza prevaricatrice sulla maggioranza. Diventa invece raccapricciante la scoperta di programmi di manipolazione mentale - nei meandri del potere democratico! L’esercizio del dominio attraverso riti satanici, violenze, stupri, delitti programmati - “la mentalità nazista non morì col 1945.” ... La scienza, quando si ferma a contemplare solo quello che è spiegabile o ripetibile, e mette all’indice tutto il resto, fa opera di disinformazione. Come ignorare alcune pratiche antiche di guarigione, le energie che i sensitivi riescono a cogliere, la disposizione dei “menhir in corrispondenza di faglie della superficie terrestre che producono effetti magnetici? … Noi siamo la somma totale delle nostre esperienze eterne, non esiste una cosa come la morte … Siamo ciò che immaginiamo di essere … le decisioni che prendiamo e le vite che scegliamo prima dell’incarnazione … ciò vale per i genitori che scegliamo … per il colore della pelle …” Difficile credere ad ognuna di queste affermazione, ma non è meglio che affidarsi alle dottrine dominanti. L’esortazione di fondo è di diffidare delle illusioni di libertà. Il sistema dei partiti avrebbe creato il teatrino dei finti opposti che si alternano al gioco del comando. Il mondo finanziario non sarebbe da meno. I mezzi di comunicazione - le forze di polizia della zona senza grattacapi - hanno la funzione d’ipnotizzare le coscienze, a mezzo del “cancro mentale dei giochi a premi e delle telenovele.” Solo se l’individuo libera il proprio genio, potrà affrancarsi dalla prigione delle paure e delle coercizioni.”[ Fiorella Antonio, "Il labirinto della ragione", Pro.www.edi, 2013].

Viviamo su un pianeta in cui esistono potenti e antiche tradizioni religiose, che insistono sul fatto che la “povertà” e la sottomissione ad un’autorità esterna possono essere modi per raggiungere obiettivi spirituali.

E’ noto che alcuni ordini religiosi impongono regole rigidissime, ad esempio, una Regola di alcune confraternite religiose era quella di non avere fiori nella cella o di non potersi occupare di animali di compagnia.

Se si visitano i monasteri o altre strutture del genere, si notano le celle piccole e spoglie, come fossero celle carcerarie, con piccole fessure per ricevere il cibo. La vita nei monasteri era scandita da tempi voluti dalle autorità, e l’individuo doveva sostanzialmente rinunciare a tutto quello che poteva scaturire dalla sua volontà.

Se si guarda in maniera oggettiva e distaccata al “lato oscuro” della scelta di rinunciare ad un’esistenza creata dal proprio mondo interiore, si scoprono molte cose.
Ad esempio, il soggetto può aver vissuto sin dall’infanzia una situazione emotiva e affettiva che lo spingeva al distacco e alla rinuncia, come potrebbe essere un’infanzia priva di vera considerazione per il suo mondo interiore.

Ma ci potrebbe anche essere una reazione impulsiva di fuga o di negazione rispetto a conflitti irrisolti; una “ribellione” alla famiglia o al proprio contesto sociale, com’è accaduto nel caso di molti giovani che avevano partecipato alle contestazioni del ’68. Tempo fa conobbi una di queste persone: apparteneva ad una famiglia benestante, e aveva praticamente tutto quello che ogni persona vorrebbe. Avrebbe potuto svolgere lo stesso lavoro del padre, che era un avvocato e aveva uno studio ben avviato, e avrebbe potuto vivere in un lussuoso appartamento e avere una qualità della vita ragguardevole. Ma, inaspettatamente, a circa venti anni, conosce un gruppo spirituale capeggiato da uno dei tantissimi guru indiani. Si converte, insieme al fratello, e prende i voti per diventare monaco. Questi voti sono rigidissimi, e chiedono il totale sacrificio e la totale dedizione. I due giovani si assoggettano completamente, facendo voto di castità, povertà e obbedienza, suscitando sconcerto in famiglia. La loro vita diventa di scarsa qualità, scandita dai rigidi tempi della meditazione e di altre attività imposte dalle autorità. Addirittura, dopo la morte del padre non potranno ereditare gli appartamenti e i beni dell’eredità.

In questo caso, un’esistenza agiata viene abbandonata per un totale sacrificio, un’abnegazione. Si perde la libertà e si entra in una cella, non per seguire una tradizione ma come ribellione ad un’esistenza prestabilita.

Alcuni autori hanno visto in queste scelte anche la rabbia inespressa (magari verso i genitori o la società), la voglia di annullamento e la pulsione distruttiva.

Di certo, comportamenti simili hanno significati diversi a seconda della persona in questione. Ovviamente, è diversa la povertà di Teresa di Calcutta rispetto a quella di un giovane hippy. Com’è diversa la rinuncia di un frate rispetto a quella di un giovane che sceglie di vivere una vita virtuale utilizzando l’Iphone o l’attaccamento viscerale al computer.

Scegliere una vita sociale “digitale” piuttosto che reale non suona come una rinuncia, ma di fatto lo è. A volte la "rinuncia" non è un "rifiuto" ma semplicemente un seguire la corrente dominante, perdendo la libertà senza sentirsi assoggettato.

Chi è concentrato sull’ammassare beni materiali, o chi è motivato dall’apparire, non crede di stare in un carcere. Le celle di un carcere possono non avere muri, ma non per questo essere meno severe. Chi rinuncia ad essere per concentrarsi sull’apparire o sull’avere, rinuncia a trovare il senso del suo essere al mondo. Perdendo la sua vera identità, perde il suo sentiero per ritornare a se stesso.

Ma la schiavitù si svela sempre attraverso un senso di vuoto, di insoddisfazione e di profonda infelicità. E’ questo che induce chi ammassa beni materiali a diventare avido: ogni bene accumulato gli da’ un senso di soddisfazione che sfuma presto, chiedendo altri beni. Allo stesso modo, chi cerca popolarità o “successo”, ottenendolo, si accorge di non essere realmente più felice di prima, e cerca ancora più visibilità, più popolarità. Non sono certo poche le celebrità che si sono autodistrutte.
Le carceri in cui miliardi di persone entrano volontariamente, offrono illusioni che tendon a persistere. Molte di queste carceri non vengono percepite come tali, e per questo continuano ad accogliere persone.

Moltissime persone non sanno di vivere in un carcere volontario, ma potrebbero accorgersene facilmente, semplicemente facendo qualcosa di spontaneo. Ad esempio, anni fa furono arrestate 18 persone all'interno del Thomas Jefferson Memorial di Washington, colpevoli di aver ballato. Ovviamente, gli arrestati dicevano di non aver commesso nulla di illegale, ma il giudice federale John D. Bates decise di condannarle e di assolvere le guardie che le avevano arrestate, sostenendo che all'interno del memoriale occorreva tenere un atteggiamento rispettoso, e di conseguenza l'operato della sicurezza era giustificato.

Per protesta, un piccolo gruppo di attivisti decise di organizzare una giornata di "disobbedienza civile", ma non vi furono effetti.
Si può pensare che questo fatto abbia poca importanza, ma di certo svela qualcosa di importante: viviamo in un sistema che tende a volerci assoggettare completamente, vietandoci cose che non rappresentano affatto reati.

Le persone che ballavano non stavano disturbando nessuno, ma stavano irritando il sistema rigido di autorità.
Andando oltre questo fatto, comprendiamo che il nostro comportamento è limitato e depotenziato, in modo tale da adattarci al contesto in cui viviamo. Ci accorgiamo che il sistema si basa proprio sul depotenziamento degli aspetti che potrebbero impedirci di entrare nel carcere volontario. E’ depotenziata, l’arte, la cultura, la società, la politica, i rapporti umani, i sentimenti, ecc.

E’ depotenziata la fede, svuotata di ogni significato e valore, attraverso religioni autoritarie che sottraggono libertà. E’ depotenziata la vita emotiva e l’immaginazione dei nostri figli, soffocati da una tecnologia sempre più invadente. E’ depotenziata la nostra esistenza quotidiana, da una routine che spesso svuota da ogni passione e autentica emozione. Ogni atto di vera libertà diventa un atto folle, in un sistema in cui pochi ormai rivendicano anche soltanto il diritto di esprimere il proprio essere umani.




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Questo articolo è tratto dalla pubblicazione “NUOVA ENERGIA”, giornale di Geopolitica e Cultura offerto previo abbonamento. Per informazioni vai al sito:
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