NUOVA ENERGIA

La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente. (John Stuart Mill)

domenica 9 ottobre 2016

NUOVO LIBRO DI ANTONELLA RANDAZZO



LA CHIAVE DELLO SPIRITO
Simboli, miti, favole, racconti, loghi, e tutto quello che ha programmato il vostro inconscio


Di Antonella Randazzo
Pagine 452, euro 22,50


Ti sei mai chiesto perché alcune immagini, come il cerchio, la piramide, l’occhio di Horus, l’aquila, il toroide, o il pentacolo si trovano nei loghi di multinazionali, di partiti politici, di banche o assicurazioni, sulle banconote o nelle pubblicità? Cosa possono avere a che fare queste immagini con la produzione industriale, il denaro, il potere e la pubblicità?
Lo storico Mircea Eliade avverte: “I miti e le immagini mitiche si ritrovano ovunque, laicizzati, degradati, travestiti: basta saperli riconoscere”.
Tanti studiosi sostengono che l’uomo contemporaneo è prigioniero di se stesso: c’è qualcosa di importante che gli sfugge, qualcosa che è stato escluso dalla sua vita ma che, paradossalmente, determina ciò che è importante della sua esistenza. Avverte lo studioso Claudio Bonvecchio: “Viviamo in un mondo che è tutto intessuto di simboli, ma gli uomini non li utilizzano, semmai sono utilizzati dai simboli, spesso anche manovrati”. La capacità di avere il controllo sulla propria esistenza passa dalla consapevolezza di questi contenuti. Questo libro parla di ciò che da secoli viene escluso dalla nostra coscienza, impedendoci di esprimere la verità di noi stessi.


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INDICE DEL LIBRO:


INTRODUZIONE

CAPITOLO I – I SENTIERI DEL SIMBOLO E DEL MITO NELLA CULTURA OCCIDENTALE
Par. I - Dio e le Religioni
Par. II - L’archetipo dell’Eroe
Par. III - Dei, Eroi e Supereroi
Par. IV - L’Archetipo del Tempo e dello Spazio
Par. V - Il linguaggio della totalità dell’essere
Par. VI - L’Osservatore

CAPITOLO II - IL LATO ESOTERICO DEL MONDO DELLO SPETTACOLO
Par. I - Cinema e Ombra
Par. II - Mostri e Zombie
Par. III - I Film mitologici
Par. IV - Il femminile nelle produzioni cinematografiche
Par. V - Guerre Stellari
Par. VI - Lost
Par. VII - L’Esoterismo e il controllo mentale
Par. VIII - Scacco a Re e Regine
Par. IX - I Messaggi Simbolici nei mass media
Par. X - Alternate Reality Game

CAPITOLO III – COSTUMI, MITI E SIMBOLI
Par. I - L’Esoterismo del Lusso
Par. II - L’Esoterismo del Cambiamento e l’immagine di genere
Par. III - Simbolismo e Storia della moda
Par. IV – Moda e Ideologia
Par. V - Fashion-System e Circo Barnum della Moda
Par- VI - Ermeneutica della moda – Corpo femminile e seduzione
Par. VII – Moda e corpo

CAPITOLO IV – MITI, SIMBOLI E PRODUZIONI PER BAMBINI
Par. I - Favole e fiabe
Par. II - Charles Perrault e Hans Christian Andersen
Par. III - Pinocchio
Par. IV - I fratelli Grimm
Par. V - Le fiabe e il principio d’individuazione
Par. VI - Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda
Par. VII - Il mago di Oz
Par. VIII - L’uccisione del drago o del mostro
Par. IX - Attraverso lo Specchio

CAPITOLO V – IN VIAGGIO VERSO SE STESSI
Par. I – Simboli, Archetipi e Consapevolezza
Par. II - I poteri del Simbolo
Par. III - Simbolo e linguaggio dell’inconscio
Par. IV – La Gnosi
Par. V - Realizzazione, illuminazione ed evoluzione
Par. VI - L’Ombra
Par. VII - La creazione arcontica e gli Angeli

CAPITOLO VI – MITI, SIMBOLI E VERITÀ
Par. I - Natura e sincronismo
Par. II - Linguaggio Esoterico e realtà
Par. III - Simboli Alchemici
Par. IV - La Sezione Aurea
Par. V - I Simboli nella vita quotidiana
Par. VI - La Cimatica
Par. VII - La falsità del Big Bang

CAPITOLO VII – MONDI PARALLELI E CORPI INVISIBILI
Par. I – I Corpi invisibili
Par. II – Esperienze Astrali
Par. III – Il potere del pensiero

BIBLIOGRAFIA



INTRODUZIONE

Giovanni vorrebbe liberarsi dai dolorosi mal di schiena, che il suo medico ha diagnosticato come “cronici”, Valeria sogna una casa più bella, Enrico si chiede come avere più salute andando incontro alla terza età, Maria vorrebbe trovare il vero amore, mentre Matteo vorrebbe guadagnare di più.
Cos’hanno in comune persone con problemi, sogni, speranze ed esigenze così diverse?
Da sempre gli esseri umani sono interessati alla conoscenza di se stessi, per risolvere i loro problemi, e per realizzare i loro sogni. Ogni problema umano, come ogni sogno, desiderio o speranza, è legato a ciò che siamo, e a quello che l’Universo ci consente di realizzare.
Moltissime persone si pongono tante domande nell’età giovanile, ma poi, diventando adulte, finiscono per organizzare la propria esistenza in una serie di comportamenti ripetitivi e abitudinari, credendo che la loro vita non possa essere diversa da quella che è. Sono tante le persone che si soffermano quasi esclusivamente sugli aspetti biologici e sociali dell’esistenza, rimanendo all’oscuro di ciò che sono veramente.
Eppure, esiste sin dall’antichità una ricca letteratura che mira a conoscere il senso dell’esistenza umana. L’Oracolo di Delfi invitava tutti a conoscere se stessi. La domanda chiave è: “Chi sono io?”. Molti settori dello scibile hanno inutilmente tentato di rispondere a questa domanda. Per rispondere, occorre attingere alle fonti esoteriche.
Ma cosa c’entra l’esistenza quotidiana, con i suoi problemi, ansie e desideri, con l’Esoterismo?
Da tempo immemore, l'Esoterismo è stato inteso come lo studio di ciò che si nasconde dietro ciò che appare. C’è l’idea che dietro il mondo fenomenico esista una realtà superiore, che è la vera realtà, il luogo dove di può trovare il senso e l’origine di tutto.

Spiega lo studioso Claudio Bonvecchio, docente di Filosofia delle Scienze Sociali all’Università di Pavia: “Il simbolo è un enigma, la verità di cui parla in Vangelo di Filippo è una verità simbolica. Ma il simbolo è un enigma perché noi sappiamo che il simbolo ha un aspetto materiale e un aspetto che non è materiale, un aspetto che è trascendente. Utilizzare il simbolo significa andare oltre il suo aspetto concreto ma trovare ciò che di spirituale c’è nella concretezza… Utilizzare il simbolo, utilizzare l’immagine significa non accontentarsi della realtà ma andare oltre”.

È passato ben oltre un secolo da quando Sigmund Freud iniziò a parlare del concetto di inconscio. Nacquero diverse correnti di pensiero, che partivano dal presupposto che l’esistenza umana non è determinata da contenuti consci, ma risente di ciò che fa parte di quel territorio misterioso e poco accessibile chiamato inconscio.
Lo psicoanalista Carl Jung parlò di Archetipi, considerando la possibilità che diversi contenuti inconsci facessero parte dell’umanità in quanto specie. Si aggiunse così un altro tassello all’idea che l’esistenza umana fosse determinata da ciò che può sfuggire al soggetto, e che può essere vissuto come contenuto individuale, producendo effetti sul comportamento e sulle scelte.
Oggi, molte persone hanno sentito almeno una volta il nome di Freud e di Jung, ma cosa ne è della conoscenza di quel territorio misterioso e potente che è l’inconscio? Quante persone si pongono il problema di attingere a quei contenuti che spiegherebbero scelte non vantaggiose o comportamenti ripetuti nonostante delusioni e frustrazioni?
Sono tanti gli studiosi, di ieri e di oggi, che sostengono che l’uomo contemporaneo è prigioniero di se stesso: perduto in ciò che lo allontana da se stesso, convinto di conoscere ciò che è necessario per viverci al meglio. Ma c’è qualcosa di importante che gli sfugge, qualcosa che è stato escluso dalla sua vita ma che, paradossalmente, determina ciò che è importante della sua esistenza.
Come mai simboli importanti sono posti sotto i nostri occhi, andando a creare immagini che fanno riferimento spesso a ciò che nulla avrebbe a che fare con la nostra interiorità, come loghi di banche, finanziarie, grosse imprese, ecc.?
Questo libro risponde a questa e a molte altre domande, partendo da un percorso di ricerca e di analisi di Simboli e Archetipi, attraverso lo studio di antiche culture, ma anche attraverso tutto ciò che appartiene alla nostra vita quotidiana. Tutto quello che fa parte di una cultura richiama, anche nella negazione, le strutture fondamentali della creazione e dell’esistenza.
Se le persone comprendessero che i simboli producono effetti, comprenderebbero l’importanza di individuarli e ricondurli al loro vero significato. Infatti, la verità è molto più potente delle distorsioni e della menzogna. Essa è creativa, migliorativa, produttiva di una vita migliore, più libera perché più consapevole.
La cultura occidentale, nel suo processo di laicizzazione e con l’affermarsi di una scienza ufficiale, ha oscurato o ignorato tutto quello che non può essere indagato attraverso il metodo scientifico, caricandolo talvolta di significati che non gli sono propri. Spesso ciò è avvenuto, più che per una cecità gnoseologica, per esigenze di potere. Infatti, sono state oscurate molte conoscenze fondamentali per la crescita interiore degli esseri umani, ovvero molte “chiavi” che hanno il potere di svelare gli esseri umani a se stessi. La scienza ufficiale demolisce o deride ciò che non può essere investigato col suo metodo. Essa nega il potere dei contenuti inconsci della mente umana, e attraverso questa negazione, gli esseri umani sono stati allontanati da loro stessi.
Il terapeuta Piero Ferrucci chiarisce il senso e l’importanza del simbolo nella vita quotidiana:

“Una forma di carattere universalizzato, esemplare, e che può quindi rappresentare realtà intangibili alla nostra mente sempre abituata ad aggrapparsi a qualcosa… Questo o quell’altro simbolo può essere una miniera di rivelazioni… Una ragione dell’efficacia delle immagini simboliche… può venire ora spiegata: servono a strutturare e dirigere certe energie inconsce. Parte del nostro inconscio è frammentato, disperso e senza scopo. Può essere paragonato a un gruppo di bambini che hanno una grande vitalità ma non sanno a che gioco giocare: come ben sappiamo, non se ne stanno seduti in silenzio. Se quest’energia liberamente galleggiante non è incanalata in qualche maniera, finisce per generare un vago senso di insoddisfazione e irrequietezza… L’inconscio, e soprattutto questa sua parte disorganizzata e caotica, deve essere regolato, allenato; ha bisogno che gli si comunichino un ritmo e una direzione precisa. I simboli possono essere di grande aiuto in questa impresa, perché concentrano senza reprimerla la nostra energia psichica liberamente fluttuante… E nel coordinare queste forze, scopriamo nell’inconscio una disponibilità a innumerevoli metamorfosi… ed è proprio in questa plasmabilità della psiche umana che è insita la promessa di immense possibilità di crescita”.

Per riappropriarsi del simbolo, occorre comprenderlo, cogliendo in esso quegli elementi costitutivi dell’animo umano, e il profondo senso di tutte le cose. Occorre riprendere quell’immaginario che crea realtà, far proprie quelle potenzialità umane che sono state svelate attraverso Archetipi e simboli, che sono al di sopra di ogni produzione scientifica o razionalistica.
C’è quindi qualcosa di fondamentale che sfugge agli individui che hanno perduto la dimensione esoterica della realtà, perdendo così la libertà. Nel mondo contemporaneo sono state create le “masse”, ovvero gruppi di persone modellate dal sistema vigente, che hanno perduto il contatto con se stesse, eludendo ciò che al loro interno è autentico, e che stride con una realtà che mira a mantenere un alto livello di conformismo.
Ritrovare la libertà è sempre possibile, ma richiede la capacità di riprendere il controllo sulla propria esistenza, acquisendo consapevolezza dei contenuti più profondi della realtà. In caso contrario, sarà la persona consapevole a dominare sugli inconsapevoli. Come avverte Bonvecchio: “Viviamo in un mondo che è tutto intessuto di simboli, ma gli uomini non li utilizzano, semmai sono utilizzati dai simboli, spesso anche manovrati”.


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sabato 3 settembre 2016

NUOVI EBOOK DI ANTONELLA RANDAZZO!!!


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IL VOLTO DI GERIONE
Le verità che nessuno dice su papa Bergoglio

Pagine 110, euro 9,90

Con stupore, nel febbraio 2013, abbiamo appreso che papa Joseph Ratzinger si era dimesso. Tra lo sconcerto generale, ci chiedevamo perché fosse successa una cosa del genere, ricordando che non si era dimesso nemmeno papa Giovanni Paolo II, pur essendo gravemente ammalato, a tal punto da non riuscire quasi più nemmeno a parlare. Se non lo aveva fatto nemmeno lui, perché lo ha fatto papa Benedetto XVI?
Le motivazioni erano tante, e dipendevano dalla situazione del Vaticano, ma anche dall’esigenza di portare al potere un personaggio come Jorge Mario Bergoglio.
Oggi, dopo tre anni, questo personaggio ha creato una sua immagine mediatica, che presenta un alone di buonismo e un notevole attivismo mediatico. In tal modo, ha convinto molti, ma non tutti.
Per alcuni, la sua immagine mediatica non corrisponde affatto a verità.
Di certo, questo personaggio presenta almeno due diversi volti: uno è quello bonario, simpatico e filantropico che offre a tutti, l’altro comprende diversi retroscena legati alle sue azioni in epoca precedente alla sua elezione, e alla sua formazione.
Dietro il sorriso bonario e l’immagine di uomo umile che ama la gente, Bergoglio nasconde molte cose, in primis, un bagaglio di conoscenze che gli permettono di operare un’efficace manipolazione sulle menti e sulle coscienze di molti. Egli è stato formato dalle scuole gesuite, che sin dalla loro fondazione risultavano essere le più capaci di mettere a punto sofisticate tecniche per imbrigliare la mente umana. Infatti, senza tecniche di manipolazione mentale, come potrebbe un personaggio con un passato controverso essere considerato da molti un papa buono e giusto? Come potrebbe un personaggio che vive negli agi, e che è al vertice di una delle strutture finanziarie più potenti del mondo, essere accostato addirittura al “santo poverello”, ovvero San Francesco d’Assisi?
E’ chiaro che da quando è salito al soglio pontificio, Bergoglio si è curato di mettere in pratica conoscenze apprese in ambiti gesuiti, per fare in modo che il suo papato risultasse efficace nell'attirare molta gente alla chiesa cattolica.
I paradossi, le incongruenze e i lati non poco inquietanti di Bergoglio sono tanti, e in questo ebook saranno svelati. Si parlerà delle diverse tecniche di manipolazione utilizzate da Bergoglio, degli anni in cui visse in seno alla dittatura, del suo controverso atteggiamento verso i pedofili, dei retroscena delle sue “dichiarazioni strategiche”, del suo rapporto con i luoghi in cui il clero cattolico viene perseguitato, delle sue idee sulla povertà, sull’omosessualità, e di molto altro.
Questo ebook parla con chiarezza delle vere caratteristiche della personalità di Bergoglio, e delle ragioni che lo hanno portato ai vertici del Vaticano, spodestando il papa precedente.
Si capiranno le parole del giornalista investigativo Horacio Verbitsky, che nel 1999 (ben prima dell’elezione di Bergoglio), scriveva dell’allora arcivescovo di Buenos Aires: “A seconda della fonte che si consulti è l’uomo più generoso e intelligente che abbia mai detto messa in Argentina o un machiavellico malfattore che tradì i suoi fratelli per un’insaziabile ambizione di potere”.
Il grande poeta Dante Alighieri parlò di Gerione, un mostro col volto bonario, che ispirava fiducia e appariva come una persona saggia, pur essendo un essere mostruoso.
La verità su Bergoglio è inquietante proprio come il volto del mostro Gerione.
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EPPUR SIAM DONNE!
Corpi, bellezza, seduzione e intelligenza: essere donne nella società di oggi.

Pagine 198, euro 9,90.

Nella cultura occidentale, specie negli ultimi decenni, si è imposta l’idea che la donna abbia ormai acquisito gli stessi diritti dell’uomo. Per sostenere questa idea, si citano le leggi che in molti paesi garantiscono l’uguaglianza, oppure si fa riferimento a culture che ancora vessano la donna, come la cultura araba, in cui si riconosce alla donna un ruolo all’interno della famiglia, negandole altri ruoli socialmente attivi, e imponendole un abbigliamento che manifesta il ruolo limitato e “nascosto” che la donna deve avere in quelle società.
La domanda è: davvero le donne occidentali non soffrono alcuna grave discriminazione o vessazione?
Ciò che si argomenta in questo ebook è la possibilità della donna di oggi di esprimere se stessa, di realizzare le sue risorse, o di sviluppare i suoi propri talenti. Questo libro considera i molti settori che si interessano alle donne, o che interessano alle donne: l’arte, la moda, la bellezza, la scienza, ecc., considerando la vita di alcune donne, per comprendere se le loro ansie, le loro speranze e le loro gioie possono essere estese anche ad altre donne.
Emerge che nella cultura occidentale le donne non sono sempre così favorite come potrebbe sembrare.
Ma c’è un luogo in cui le donne appaiono più degli uomini: il mondo della moda e della pubblicità. Purtroppo, nel mondo mediatico la donna appare spesso in modo negativo: salgono alle cronache donne superficiali, narcisiste, disposte a tutto per denaro o popolarità. Ma le donne “reali”, ovvero la maggior parte delle donne, non sono così. In generale, la realtà femminile è migliore di quello che i media suggeriscono. Purtroppo le distorsioni mediatiche sulle donne sono tante. L’immagine femminile non è soltanto strumentalizzata per attirare l’attenzione su un prodotto, ma è anche mistificata, spesso peggiorata e stereotipata.
Insomma, le donne non hanno la parità rispetto all’uomo, e sono danneggiate dalle distorsioni mediatiche, ma non se ne parla mai, perché si dà per scontato che debba essere così. Perché è sempre stato così.
Oggi, alle già gravi discriminazioni, si aggiunge la denigrazione offerta copiosamente dal potere mediatico e dai modelli irraggiungibili che esso offre.
Le donne rimandano al “femminile”, che è da intendere come una sfera di potenzialità umane possedute in una certa misura anche dagli uomini. Il femminile è un potente Archetipo, come già Jung aveva spiegato. Il femminino nero è un simbolo importante delle potenzialità di rinascita. Il femminile rappresenta quella sfera che completa il quadro delle potenzialità umane, senza la quale non potrebbe esserci alcuna civiltà.
Dunque, occorre proteggere il diritto ad essere se stessi e ad esprimere gli aspetti più evoluti dell’esistenza. In altre parole, il diritto a non vivere una vita “piatta”, in cui si crede che il successo sia possesso di cose materiali e il valore della persona sia da collegare alla consistenza del conto in banca.
Occorre una nuova logica, nuovi paradigmi, che non soltanto vedano la donna come una persona fra persone, ma anche valorizzino il femminile come fonte di grandi potenzialità, che possono migliorare la realtà, aggiungendo caratteristiche essenziali ad un vero sviluppo sociale e morale.
Questo ebook raccoglie diversi articoli pubblicati sul periodico Nuova Energia, oltre ad altri capitoli in cui si trattano temi legati alla figura femminile nel mondo di oggi. Si parla di Moda, Bellezza, Seduzione, Costume, Cinema, Televisione e di altri argomenti, tutti riguardanti la Donna e il Femminile.
L’approccio è assai diverso da quello massmediatico, in quanto su questo ebook potrete trovare molte conoscenze sulle donne e sul femminile che la cultura ufficiale tende a tralasciare. Nei libri di Filosofia non leggerete che Socrate riconosceva una donna come sua “mentore”, né avrete mai sentito parlare delle scienziate del mondo antico, vere e proprie artefici del sapere scientifico giunto fino a noi. Pochi conoscono le artiste e le scrittrici, che, fino a pochi secoli fa, per farsi strada dovevano fingere di essere uomini, e adottare uno pseudonimo maschile.
In questo ebook troverete diversi esempi dei metodi utilizzati per limitare e manipolare la personalità delle donne, e anche esempi di donne che hanno saputo esprimere comunque la loro personalità e i loro talenti.
Si intraprende un percorso alla scoperta del femminile della nostra epoca, smascherando i settori che mirano a creare la donna contemporanea, fidando nel potere sociale e culturale di plasmarla.
In ogni brano troverete elementi nuovi, che riguardano i tanti modi di asservire le donne, la loro intelligenza e persino il loro corpo, alle esigenze del sistema.
La conoscenza e la comprensione di questi meccanismi può concorrere a far emergere la donna nuova: quella che ogni cultura patriarcale teme, ma che nessuna cultura può sopprimere definitivamente.
Il senso di questo ebook è proprio questo: i due generi sessuali possono coesistere ed imparare l’uno dall’altro. In fondo, l’umanità è un concetto univoco. Come non è “inferiore” l’uomo rispetto alla sfera propriamente femminile, non è inferiore nemmeno il femminile rispetto agli standard propriamente maschili, possedendo lo stesso diritto di esistenza.
Non si tratta di dire “Dio è una donna”, come ha fatto la cantante Gianna Nannini. Dio non è né donna né uomo, dato che è Dio.
Se si vuole vivere in una società degna di essere definita “civile” occorre concepire una società di persone, tutte con pari diritti e dignità. Tutte depositarie di importanti potenzialità, che possono arricchire la società. Per crescere e migliorare la qualità della vita di tutti, occorre stare insieme senza etichette né stereotipi. Ma per arrivare a questo, occorre prendere coscienza della realtà di oggi, e del profondo disagio che produce nelle donne, molte delle quali ricorrono agli psicofarmaci o al bisturi, per non risalire all’origine del loro problema.
Queste pagine sono frutto di studi, ricerche, e possono essere foriere di riflessioni, o divertenti ironie. Con la consapevolezza della realtà, si diventa in grado di guardare all’interno di se stessi, trovando il coraggio di essere se stessi, andando contro stereotipi, consuetudini e contro la moderna schiavitù mediatica e tecnologica.
Perché è bello essere se stessi, aprendo le possibilità per essere profondamente umani, in un mondo che vorrebbe ridurci a robot. Tutte le donne vogliono vedere le proprie potenzialità realizzate, nel sociale come nella creatività, e in tutto ciò che desiderano, per poter dire: "Eppur, siam donne!"
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lunedì 13 giugno 2016

IL RAGGIRO DI TELETHON



Di Antonella Randazzo
Tratto da NUOVA ENERGIA Periodico di Informazione e Cultura libera



Fare beneficenza è di certo una bella idea, ma occorre fare una grande attenzione per evitare che i nostri soldi (molti o pochi che siano) vadano nelle mani di chi non opera propriamente nel modo in cui dice per indurre a fare la donazione.
In questo articolo faremo riferimento a Telethon, ma sappiamo che esistono anche altre richieste di donazioni per le ricerche scientifiche.
Telethon esiste da ben oltre venti anni, ed è assai conosciuto perché ha una visibilità mediatica enorme. Si tratta di raccogliere denaro in modi diversi, persino attraverso sms o chiamate telefoniche.
Per spingere a fare la donazione vengono messi in campo artisti o personaggi di spettacolo molto noti e amati. Ad esempio, per molti anni si sono dedicati a questa raccolta personaggi come Pippo Baudo, Fabrizio Frizzi, Massimo Giletti, Raffaella Carrà, Tiberio Timperi, Milly Carlucci e molti altri personaggi popolari.

Occorre sapere che la struttura chiamata “Telethon” è stata creata apposta per chiedere soldi, e mette a punto tutti i modi possibili, arrivando a raccogliere milioni e milioni di euro.
La struttura esiste in molti paesi del mondo. In Italia è stata creata nel 1990 da Susanna Agnelli in collaborazione con l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), con l’obiettivo di finanziare e promuovere ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Si raccolgono fondi ogni anno, attraverso l’omonima maratona televisiva in onda sulle reti Rai, accompagnate da molte altre iniziative di raccolta, compresa la rete dei partner e rete dei volontari sul territorio nazionale. Attualmente la Fondazione Telethon è presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.

Dunque, per raggiungere cifre astronomiche, Telethon utilizza non soltanto i programmi televisivi ma anche gli spot pubblicitari, come si trattasse di un prodotto da vendere. Il fatto raccapricciante è che in questo caso il “prodotto” è la salute umana, che di certo non può essere considerata alla stessa stregua di un prodotto fonte di denaro. Ma di fatto lo è.
E non finisce certo qui.
Un altro fatto di una certa importanza è che quella pubblicità e quei personaggi famosi messi in campo li pagate voi, se farete una donazione. Ad esempio, se date 10 euro, forse soltanto 3 o 4 andranno effettivamente a sostenere la ricerca, il resto andrà nelle tasche di chi organizza, di chi promuove e dei pubblicitari. Senza considerare poi le commissioni bancarie. Infatti, questa struttura utilizza il denaro che raccoglie per sostenersi, e quindi soltanto una minima parte andrà effettivamente alla ricerca.
Gli spot di solito raccontano storie tristi, in cui piccoli bambini si ammalano, e hanno bisogno di cure per guarire. Si racconta che attraverso Telethon la ricerca guarirà quei bambini (prima o poi), e che anche le malattie oggi incurabili diventeranno curabili.
Tutto sembra regolare e fatto a fin di bene, ma in realtà rasenta il raggiro.
Il raggiro in cosa consiste?
Consiste non soltanto nel far credere che tutti i soldi che date andranno alla ricerca, ma soprattutto nel far credere che la ricerca sia orientata verso la comprensione delle cause della malattia, e la conseguente cura definitiva. Così non è.
Principalmente il raggiro si articola in due punti, su cui pochi si soffermano perché non emergono dalla propaganda mediatica:

1) Si chiede denaro NON PER SCONFIGGERE la malattia ma solo per curarla, e questa cura consiste nell’eliminare i sintomi.
2) La ricerca è soprattutto ricerca di NUOVI FARMACI.

Nel punto 1 vediamo che la ricerca non punta a conoscere le cause delle malattie, ma soltanto un modo per eliminare i sintomi (con i farmaci), o togliere nel presente la manifestazione di quella malattia (con interventi chirurgici). Quindi, NON SI RICERCANO LE CAUSE, e si deve tener conto che soltanto la conoscenza delle cause può eliminare veramente e definitivamente la malattia.
Su questo raggiro siamo in grado di dirvi anche qualcosa di più: non soltanto la ricerca ufficiale non mira a conoscere le cause delle malattie, ma anche se lo volesse NON SAREBBE IN GRADO DI FARLO.
Perché?
Per tre principali motivi:
1) I suoi paradigmi di base lo impediscono perché non sono realistici. Infatti, l’uomo non è quello che la medicina ritiene: non è soltanto un corpo ma molto di più, e quegli aspetti ignorati dalla medicina ufficiale sono importanti per capire l’origine delle malattie.
2) La Scienza attuale vede la natura come nemica e in caso di malattie sostiene l’ideologia dell’aggressore esterno (virus o batterio), cercando di “riparare” attraverso prodotti chimici o interventi traumatici. Ignora che spesso la guarigione può avvenire semplicemente comprendendo gli stessi meccanismi di guarigione che esistono in natura, quindi non occorre alcun prodotto chimico. Forse stenterete a credervi, ma sono esistite società umane in cui non esisteva alcuna malattia, e si moriva semplicemente di vecchiaia. Non è certo un caso che in queste società si rispettavano i ritmi e i suggerimenti della natura, sia nell’alimentazione che nello stile di vita. Come ben sappiamo, oggi il numero delle malattie è forse superiore ad ogni altra epoca. Più la scienza “ripara” e più ci si ammala (le statistiche parlano chiaro). Spesso chi entra in un percorso di “cura” medica sa di entrarci ma non sa come e quando (e se) ne uscirà.
3) Alla base della medicina ufficiale c’è la ricerca del profitto, quindi non si può orientare la ricerca su settori che potrebbero non produrre alcun profitto, come nel caso in cui si scoprisse di poter guarire attraverso l’energia prodotta dalla stessa persona, o attraverso sostanze prodotte dallo stesso organismo, o in quantità enormi dalla natura.
Osserva il medico Ben Johnson nel libro “Il codice della guarigione”:

“L'industria farmaceutica non trae profitto dal fatto che qualcuno riacquisti la propria salute; trae profitto solo quando quel qualcuno continua a trattare i sintomi un mese dopo l'altro, un anno dopo l'altro. Questo introduce la nostra prossima era medica: l'era del farmaco e delle sostanze chimiche. Perché le chiamo sostanze chimiche? In parole molto semplici, perché questo è ciò che sono. Il metodo di produzione della maggior parte dei farmaci consiste in primo luogo nel reperire un'erba benefica. Poi si cerca di scombinarla al fine di scoprirne gli ingredienti "attivi". A quel punto non è ancora possibile richiedere il brevetto. E ricordate: non c'è profitto senza una esclusiva. Quindi, il passo successivo del processo di produzione di un farmaco richiede che si debba alterare l'ingrediente "attivo" affinché non sia più naturale. A questo punto abbiamo ottenuto una sostanza chimica. Si potrebbe pensare che la cosa non sia poi così negativa, ma cercate di capire che i sistemi fisiologici del nostro organismo sono progettati per avere a che fare solo con materiali organici.
Quindi abbiamo una sostanza, una droga, che l'organismo non è più in grado di eliminare rompendola. Questa sostanza prende il nome di tossina. Siamo in presenza di una intera industria basata sulla fabbricazione di tossine, invece potremmo utilizzare sia i materiali organici naturali, che funzionano in modo molto più efficiente rispetto alla fisiologia del corpo, sia tutti i componenti naturali facenti parte della sostanza organica o della pianta originale. Per esempio: uno dei farmaci più venduti della storia è il Valium. Lo si estrae dalla radice di valeriana. Questa radice rappresenta uno dei migliori sedativi e agenti ansiolitici naturali. Esiste allo stato naturale, in natura. La sintesi della radice di valeriana, effettuata allo scopo di creare un farmaco più potente e brevettabile, ha dato origine in tutto il mondo alla necessità di creare cliniche per chi soffre di dipendenza da Valium.”

Questo spiega perché in tanti anni in cui attraverso Telethon sono stati raccolti una quantità enorme di milioni, nessuna malattia è stata definitivamente debellata, ma sono stati messi in commercio nuovi farmaci o sono state create nuove cure basate sulla chimica. Cure che non possono essere definitive, non potendo escludere che il problema si ripresenti.
Non stiamo dicendo che la ricerca farmaceutica sia del tutto inutile, ma che essa non ha quella totale e assoluta importanza che la medicina ufficiale le attribuisce. Dobbiamo ricordare che esistono già metodi di guarigione per quasi tutte le malattie, anche se questi metodi non fanno parte della medicina ufficiale. Inoltre, gli spot che fanno leva sul pietismo o sull’emotività, arrivando a strumentalizzare la sofferenza umana, ci appaiono moralmente riprovevoli. E appaiono ancora più riprovevoli e inaccettabili se si pensa che giocano sulla disinformazione.
Spesso la guarigione dipende dall’informazione più che dalla ricerca, ma i media ufficiali si guardano bene dal dare un’informazione che potrebbe far perdere molto denaro alle multinazionali del farmaco. Ad esempio, esistono metodi basati sull’alimentazione o sull’energetica, che hanno guarito moltissime persone dal cancro o da altre malattie gravi e meno gravi. Questi metodi non hanno ricevuto alcun contributo per la ricerca, perché non sono metodi farmacologici.
Siamo indotti a credere che se scopriamo di avere una malattia dobbiamo per forza cercare qualche farmaco che ci guarisca, ma esistono oggi moltissime testimonianze di persone che sono guarite senza assumere alcun farmaco. In molti casi, le persone sono guarite perché hanno scoperto la vera causa della loro malattia.
Quello che state leggendo qui non è frutto soltanto di isolate opinioni, ma può emergere anche attraverso l’esperienza degli stessi scienziati che fanno ricerca. Infatti, di tanto in tanto emergono voci che denunciano il raggiro di Telethon, anche se ovviamente non arrivano mai ai mass media, e quindi non producono la consapevolezza che dovrebbero produrre.
Ad esempio, Telethon ha raccolto oltre 95 milioni di euro soltanto per la ricerca sulle malattie genetiche. Risultati? Secondo un luminare della ricerca sulle malattie genetiche, il professor Marc Peschanski, non si è arrivati a nulla, anzi, è stata intrapresa una strada sbagliata.
Ancora più esplicito è stato Jacques Testard, direttore di ricerca all'Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno dei massimi esperti nella ricerca genetica. In un'intervista con Medicina-Douces.com. ha detto:

“I test terapeutici sugli esseri umani sono giustificati quando sono l'unica possibilità, anche piccola, per salvare una vita. Ma è assolutamente contraria all'etica scientifica (e medica) far credere a dei successi imminenti di uno o di un altro farmaco. Nonostante i numerosi errori, i fautori della terapia genica (spesso le stesse di quelle degli OGM) sostengono che ‘finiremo per arrivarci’, e hanno creato una tale aspettativa sociale che il ‘misticismo del gene’ si impone ovunque, sino nell'immaginario di ciascuno. Il successo costante del Telethon dimostra questo effetto, poiché a forza di ripetute promesse, e grazie alla complicità di personalità mediatiche e scientifiche, questa operazione raccoglie donazioni per un importo vicino al bilancio di funzionamento di qualsiasi ricerca medica in Francia. Questa manna influisce drammaticamente sulla ricerca biologica in quanto la lobby del DNA dispone del quasi monopolio dei mezzi finanziari (finanziamenti pubblici, dell'industria e della beneficenza) e intellettuali (riviste mediche, convenzioni, contratti, man bassa sugli studenti ...). Quindi, la maggior parte delle altre ricerche sono gravemente impoverite - un risultato che sembra sfuggire ai generosi donatori di questa enorme operazione caritativa.”

Inoltre, questi ricercatori avvertono che “non è sufficiente disporre di mezzi finanziari per guarire tutte le patologie. Lasciar credere a questo strapotere della medicina, come lo fa il Telethon è indurre in errore i pazienti e le loro famiglie”.
Dunque, dopo oltre venti anni di spot e di promesse, la terapia genica, a detta dei suoi stessi ricercatori, non è considerata una buona strategia per guarire la maggior parte delle malattie genetiche.
Quindi, prima di dare il nostro contributo in denaro, è bene sapere se realmente la causa che si sta sostenendo merita il nostro sostegno e, soprattutto, se davvero il denaro servirà per finalità concrete e utili.
Di certo, Telethon non avrebbe suscitato così tanto sostegno da parte delle banche se realmente avesse voluto operare per debellare le malattie, perché sappiamo bene che c’è chi guadagna molto più dalle malattie che non dalla salute. Imbottire le persone di farmaci o mutilarle gravemente è assai utile a chi di certo non è disposto a perdere il potere di controllo sulla salute umana.




© RIPRODUZIONE RISERVATA
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sabato 7 maggio 2016

L’INTRALLAZZO TERRORISTICO


Di Antonella Randazzo
articolo tratto da NUOVA ENERGIA

Quando riceviamo massicciamente notizie su nuovi attacchi terroristici, siamo indotti al coinvolgimento emotivo.
L’attentato di Bruxelles ha coinvolto emotivamente molte persone. Ci hanno detto che sono morte persone innocenti, e che gruppi di terroristi hanno colpito senza pietà nel cuore dell’Europa. Quando siamo emotivamente coinvolti, tutto ci appare assurdo e irragionevole: c’è qualcuno che ci vuole male, che forse è invidioso, o che di certo ha come nemici i popoli e le autorità occidentali.
Ma tutto ciò non è vero.
Non si sta dicendo che non siano avvenuti gli attentati, o che non ci siano stati morti. Purtroppo, le vittime ci sono, in quanto chi ha interesse a creare questi fatti non si fa scrupoli nell’uccidere persone inermi, nemmeno donne e bambini.
Si sta dicendo che sono falsi i significati che vi forniscono su questi tragici eventi.
Infatti, non esiste alcun nemico arabo dei popoli occidentali. Esiste un nemico, ma non è “arabo”, né di altra nazionalità. I nemici sono quelle stesse persone che attraverso i media vi raccontano il fatto terroristico, e non sono caratterizzati da un’unica nazionalità ma da come agiscono. Ve lo raccontano in modo tale da evocare determinate emozioni, sentimenti e credenze.
Il sistema attuale è basato proprio sulla manipolazione delle emozioni, sentimenti e credenze. Infatti, se nessuno fosse disposto a credere che è l’arabo terrorista a colpire, ma capisse che si tratta delle stesse autorità che controllano anche la Ue, il sistema attuale non potrebbe più esistere.
Qualcuno potrebbe sollevare obiezioni verso un punto di vista così estremo, che condanna l’intera impalcatura occidentale, e ritenere che l’attuale sistema possa avere pecche, ma di certo non può arrivare a tanto.
A chi solleva obiezioni diciamo semplicemente di fare delle considerazioni e porsi qualche semplice domanda.
L’attacco terroristico viene annunciato e enormemente drammatizzato: se ne occupano tutte le fonti mediatiche, molti personaggi ne parlano, vengono mostrate immagini tremende, ognuno esprime i suoi sentimenti, ecc. Si veicolano precise informazioni, che si ricavano da questi assunti:

1) La vita umana è preziosa, quindi mostriamo in modo negativo gli eventi che la calpestano, e condanniamo senza appello i colpevoli.
2) Le autorità occidentali sono innocenti, e sono sempre gli altri ad uccidere, i loro nemici. Infatti, nessuna notizia viene data sulle stragi terroristiche delle autorità occidentali.
3) I mass media vi danno informazioni reali, ossia vi spiegano i fatti così come sono.

Chiunque potrebbe provare che queste informazioni implicite SONO SEMPLICEMENTE FALSE.
Punto 1: se per le nostre autorità le vite umane fossero preziose, non proteggerebbero il potere delle corporation transnazionali, che impediscono ai popoli di avere le loro risorse (terre, cibo) e creano situazioni in cui nel Terzo mondo muoiono per miseria e fame MIGLIAIA DI BAMBINI AL GIORNO.
Punto 2: chiunque potrebbe verificare che proprio le autorità occidentali commettono gravissime operazioni di guerra in moltissimi paesi. Basti pensare a ciò che hanno fatto in Iraq, e a quello che continuano a fare in Libia o in Siria. E’ possibile provare che sono proprio gli eserciti occidentali e della Nato ad uccidere moltissime persone innocenti, ovunque vadano.
Punto 3: I mass media non ci informano realmente su ciò che accade di importante: essi sono soltanto strumenti per creare e manipolare l’opinione pubblica. Non vi informano su ciò che davvero dovete sapere, ma su ciò che deve manipolare la vostra mente.

Le domande che tutti dovrebbero porsi sono: Come mai fa notizia e si discute di circa trenta morti in Europa e nessuno mai parla delle migliaia di morti per fame, OGNI GIORNO in Africa?
Come mai i mass media non ci parlano delle stragi terroristiche che sono avvenute e avvengono in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, ecc., organizzate dagli eserciti occidentali o dalle truppe poste sotto l’egida della Nato? Non causano anche questi morti innocenti?
Perché le autorità occidentali, che si fanno vittime e denunciano i criminali terroristi, poi proteggono strutture come le corporation, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno causato sventure e provocato la morte (anche per suicidio) di milioni di persone?

Se vi fate queste domande e siete in buona fede, capirete che nelle notizie date sulle stragi terroristiche sono troppe le cose che non quadrano. Alcune cose sono illogiche, altre possono essere logiche, ma implicano altre notizie che non vengono date. Ad esempio, prima di chiarire tutte le dinamiche della strage di Bruxelles, sono stati bloccati molti messaggi mail delle persone o delle vittime ferite. Perché si faceva questo? Che senso ha impedire alle vittime di comunicare con i parenti? Questo ha senso se si pensa che le autorità occidentali hanno interesse a diffondere precise versioni dei fatti, e quindi non gradiscono che le persone raccontino altre versioni.
Questo stesso problema si ebbe durante le stragi dell’11 settembre 2001. Durante gli attentati, c’erano persone che raccontavano versioni diverse dei fatti: c’era chi parlava di aver sentito scoppi che facevano crollare le torri a poco a poco, e chi aveva udito rumori che non potevano essere collegati agli aerei. Ovviamente, i telegiornali non mostravano queste testimonianze, perché doveva passare una sola versione dei fatti. Soltanto anni dopo, alcune fonti non ufficiali mostrarono le versioni diverse dei fatti terroristici.

In merito ai fatti di Bruxelles, i media hanno parlato dell’attacco al cuore dell'Europa. Di due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles Zaventem alle 8 del mattino, con almeno 13 vittime e 35 feriti. Circa un'ora dopo, sono esplose altre due bombe in centro, alle fermate di Metro Maelbeek e Schuman, vicino alle istituzioni europee, con almeno 15 morti, 10 feriti gravi e altri 45 meno gravi. Si è parlato di diversi kamikaze, e i morti sono saliti a 35.
Ovviamente, si è parlato del solito terrorista arabo. Repubblica scriveva: “Le esplosioni a Zaventem sono avvenute nella hall delle partenze, al terminal A, accanto al banco della American Airlines e della Brussels Airlines. La polizia ha evacuato lo scalo, interrotto i voli e i collegamenti ferroviari. Fonti governative parlano di un attentato. Prima delle due esplosioni, secondo l'agenzia di stampa Belga, si sarebbero sentiti urli in arabo e spari. Colpita la stazione Metro. Sotto attacco anche il centro della città e l'area dove si trovano gli uffici dell'Unione europea. Erano le 9,15 quando si è sentita un'esplosione nella stazione di metropolitana Maelbeek a due passi dalle istituzioni europee. Quindici i morti, 10 feriti gravi e ed altri 45 feriti più leggeri. Alcuni testimoni avrebbero visto uscire persone insanguinate. Testimoni parlano anche di un'altra esplosione alla Metro Schuman, sempre vicino alle istituzioni della Ue. Tutte le stazioni della metropolitana della città sono state chiuse ed è stata evacuata la stazione centrale. La Commissione europea ha avvertito tutti i suoi dipendenti di restare a casa o all'interno dei loro uffici.”

Panorama.it tirava in ballo anche l’Italia e scriveva:

“C'è massima allerta anche all'aeroporto di Fiumicino dopo l'attentato di questa mattina nello scalo di Bruxelles. Il livello di sicurezza al Leonardo Da Vinci, già su standard elevati è stato innalzato ulteriormente. I controlli dei passeggeri ai varchi di sicurezza sono stati intensificati. Tutti i voli da e per Bruxelles sono stati cancellati. Dei sette voli programmati oggi all'aeroporto di Fiumicino in partenza per Bruxelles ne sono decollati solamente due: il primo della compagnia Brussels Airlines è partito alle 06:35; il secondo, della compagnia low cost Ryanair, poco dopo le 07:00. Il terzo volo di Alitalia, la cui partenza era programmata per le 8:20 è stato soppresso, così come i collegamenti successivi, sia in partenza sia in arrivo. Innalzate le misure di sicurezza anche in tutta Roma. I controlli, rafforzati già nei mesi scorsi dopo l'allerta terrorismo, sono stati ulteriormente potenziati. È massima attenzione nella città, in particolare per la vigilanza degli obiettivi sensibili e dei luoghi affollati come metropolitane, stazioni ed aeroporti. Il ministro dell'interno Angelino Alfano ha convocato per oggi alle 15 al Viminale il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica per valutare ‘ulteriori misure di contrasto e prevenzione alla minaccia terroristica’. Alfano, in stretto contatto con i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence, ha espresso il cordoglio per l'attentato: "il mio pensiero va ai familiari delle vittime e alle persone coinvolte in questo efferato attacco terroristico che ha colpito il cuore dell'Europa".

Non è certo un caso che gli attentati sono avvenuti a Bruxelles: oggi il livello di fiducia degli europei verso l’Unione europea è più basso che mai, e risulta necessario vittimizzare le autorità di Bruxelles, e dirottare da esse i sospetti peggiori. Non sono casuali nemmeno i continui riferenti all’Italia, che ritroviamo nei media praticamente tutti i giorni. Gli italiani cercano di aprire gli occhi, anche se ancora molti sono lontani dalla verità.
Se davvero le nostre autorità avessero a cuore l’Italia, ci tirerebbero fuori dal dominio coloniale in cui ci troviamo, che ci costringe ad avere questi politici e questi mass media, che danneggiano l’Italia e gli italiani.
Oggi i media fanno capire che ci sarà un attentato anche in Italia. Noi diciamo che gli italiani hanno una probabilità di essere uccisi dai “terrroristi arabi” vicina a 0 (zero). Ma hanno moltissime probabilità di vivere attanagliati da problemi economici, finanziari, lavorativi e psicologici, che potrebbero essere facilmente eliminati, se il paese appartenesse agli italiani, e non a chi crede di possederlo come fosse un’azienda. Ricordiamo che l’Italia, nell’attuale sistema a dominio di un ristretto gruppo di persone che hanno usurpato il potere finanziario, è controllata dalla SEC (Securities and Exchange Commission – struttura finanziaria americana) come fosse un’azienda.
Gli italiani hanno dimenticato che, in seguito alla vittoria nell’ultima guerra mondiale, il gruppo di potere USA si è impossessato del nostro paese, potendo non soltanto imporre la classe dirigente e i gruppi politici, ma anche un controllo sulle risorse e sulle finanze.
Per queste persone, l’Italia è una società privata posta sotto il controllo di un organismo che si occupa di faccende finanziarie, allora per noi non è previsto alcun futuro, e le tante rassicurazioni del governo sulla “ripresa” sono stupidaggini dette a persone ignare della vera realtà del loro paese.
Quello che è paradossale è che ogni nostro organismo, compresi i servizi segreti, i maggiori partiti, la Consob, ecc., sono organi creati sul modello di chi ha creato la SEC.
Se si va sul sito della S.E.C, si trova la registrazione e il numero di registrazione di “ITALY REPUBLIC OF” – Company Registration Number 0000052782, trovando anche i documenti di quotazioni di borsa, cessioni di quote, ecc.
Il “Business Address” è: “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Via XX Settembre, 97 – Roma”.
Quindi, l’Italia non è un territorio di appartenenza dei suoi abitanti: non e gestito da chi vi abita, ma una società privata. Questo spiega perché ogni grande opera, come il Tav o gli inceneritori, non è decisa dai cittadini ma da chi ha il controllo della “Società”. Le proteste dei cittadini sono trattate come problemi di ordine pubblico perché il territorio non viene considerato proprietà di chi vi abita. Anche la famigerata Equitalia, agenzia di riscossione delle imposte, è stata registrata in Delaware, ed era quotata in Borsa.
Qualcuno potrebbe sostenere che oggi l’Italia è parte dell’Unione europea, e quindi non può essere controllata dalla SEC. Si ignora che i gruppi di potere sono sempre d’accordo quando si tratta di dominare i popoli, e che l’Ue si occupa semplicemente di elevare il livello di sfruttamento coloniale, e che coloro che guadagnano da ciò sono sempre gli stessi gruppi finanziari, che dominano sia sull’Europa che in Usa e in molti altri paesi.
Questi sono fatti, e non opinioni. In un assetto del genere, la vera informazione non viene fornita dai mass media, che non rischiano di certo che la gente capisca qual è la verità.



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mercoledì 4 maggio 2016

OBIETTIVI E VALORI DELL’ASSOCIAZIONE ESPAVO



L'Associazione di Promozione Sociale e Culturale ESPAVO non-Profit nasce da ideali e valori che mirano a silenziare il prevalente antagonismo religioso, politico o ideologico, imperante in molti ambienti odierni, e causa di interminabili quanto sterili discorsi.
Essa accoglie ogni opinione e pensiero senza giudizio, e mira a liberarsi dei giudizi e dei pregiudizi che adombrano la mente umana, promuovendo un’unione che non è dovuta alla fede comune o ad un’assoluta vicinanza di idee, ma alla ricerca della verità, nella misura in cui è dato all’uomo conoscere ciò che dà significato alla sua esistenza e alla realtà in cui vive.

I soci dell’Associazione ESPAVO ritengono importante la giusta informazione e la libera ricerca, condotta con impegno, e frutto di riflessione, studio e intuizione. La verità è intesa come l’acqua cristallina che fluisce continuamente, e quindi non può produrre dogmi o essere imposta d’autorità.

Le pubblicazioni ESPAVO sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa di verità completa o assoluta. Ogni persona dovrà accertarne la verità con la sua stessa esperienza e intuizione.
A nessuno dei soci ESPAVO interessa che le ricerche e le verità contenute nelle pubblicazioni dell’Associazione possano dare origine ad ideologie, né che qualcuno ne parli con eccessivo coinvolgimento mentale, in positivo o in negativo. Giacché esse presentano verità frutto di studi e ricerche, ma non intendono alimentare inutili quanto sterili discussioni puramente intellettuali, e non finalizzate al miglioramento di se stessi e del mondo in cui si vive.
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